Alle 14.42 locali giunge il tanto temuto stop per pioggia con Murray avanti 6-2 7-6 (6) 2-3 su Rafa che aveva ottenuto in apertura di terzo set il primo break della sua partita. Giorgio Spalluto
Puntuale come un orologio svizzero è giunta la pioggia a rovinare il SuperSaturday degli US Open. E’ stato già miracoloso portare a termine il primo match del giorno sotto un cielo talmente plumbeo da convincere in mattinata gli organizzatori ad anticipare la seconda semifinale senza attendere la fine del primo match sull’Arthur Ashe. La notizia dello spostamento del match tra Nadal e Murray sull’Armstrong Stadium, giunta al termine del secondo set della prima semifinale, è stata accolta con grande disappunto dal pubblico assiepato sul campo centrale che, ovviamente, sperava di poter assistere ad entrambe le partite. Gli unici ad essere contenti del cambio di programma erano i possessori del biglietto per l’ultimo anello dello stadio (la cosiddetta piccionaia), molto reattivi nel precipitarsi sul campo adiacente per accaparrarsi il posto migliore.
Come nei quarti contro Fish, anche quest’oggi, Rafa è stato protagonista di un inizio a dir poco letargico, contro un avversario davvero in palla con il servizio ed efficace, come di consueto, con la risposta. Il primo break del match è stato conquistato, nel terzo gioco, da Murray che nei suoi turni di servizio è stato davvero ingiocabile: 3 punti ceduti al servizio in tutto il set, con i primi 2 turni di battuta tenuti a 0. Lo spagnolo, dal canto suo, ha commesso qualche errore di troppo di rovescio giocando, in generale, troppo corto per mettere pressione al gioco spumeggiante del suo avversario. Il secondo set è stato il festival delle occasioni sprecate dallo scozzese che è riuscito a buttare al vento complessivamente ben 7 palle break, 3 delle quali fallite malamente già nel terzo gioco. Lo spagnolo, meno falloso che nel primo set, ha allungato la gittata dei suoi colpi, non riuscendo comunque ad impensierire l’avversario nei suoi turni di battuta, autore complessivamente di 10 ace nel solo secondo set. Sempre grazie al servizio, il britannico ha superato l’unico momento di difficoltà sul proprio servizio sul 6-5 quando è stato sotto 15-30. Il tiebreak ha visto Murray andare subito avanti di un minibreak prima di commettere un doppio fallo sul 3-2 in suo favore che ha riaperto i giochi del secondo set. Lo spagnolo issatosi fino al setpoint (6-5), quando è stato beffato dal nastro, ha finito per perdere il set con l’ennesimo rovescio in corridoio, il 21° errore gratuito della sua partita.
In apertura di terzo set, lo spagnolo è stato bravo ad approfittare del primo passaggio a vuoto dello scozzese ed a portarsi subito avanti di un break. Sul 3-1 in suo favore, Rafa è stato avanti anche 0-30 sul servizio dell’avversario prima di subire il recupero di Murray e l’irruzione della pioggia, prima leggera e poi talmente scrosciante da costringere gli organizzatori a rinviare a domani la prosecuzione del match, oltre alla finale femminile. Difficile dire a chi gioverà l’interruzione per pioggia. Lo scozzese riuscirà a tenere i nervi saldi ed a non farsi sopraffare dalla pressione di essere ad un passo dalla sua prima finale in uno slam? L’ultimo britannico in finale in un major, fu Greg Rusedski nel 1997 sempre qui a New York. L’ultima rimonta dello spagnolo da uno svantaggio di 2 set 0, risale all’ottavo di finale contro Youzhny a Wimbledon. In quel caso, però, l’impresa dello spagnolo fu agevolata da un infortunio del russo.