Dinara Safina batte nettamente la connazionale Kuznetsova con il punteggio di 6-1, 6-3. La russa si aggiudica il Tier I di Tokyo, quarto titolo stagionale dopo Berlino, Montreal (anch’essi Tier I) e Los Angeles. Elisa Piva
Nella terra del Sol Levante erano ritornate in campo quasi tutte le top ten, fatta eccezione per le Williams e per la Sharapova infortunata, ma il torneo, così come alle Olimpiadi, si è rivelato un affare russo. In finale si sono ritrovate infatti Svetlana Kuznetsova e, appunto, la Safina.
Svetlana arrivava dalle fatiche della Fed Cup, dove aveva portato al trionfo la sua nazionale, e questo successo è parso averla rinfrancata. Dopo le delusioni patite a Pechino e agli Us Open, la russa si è presa la rivincita sulla cinese Li che l’aveva proprio eliminata al torneo Olimpico. Successivamente si è aggiudicata la sfida nei quarti con la testa di serie n°1, Jelena Jankovic, un match lottatissimo tra due giocatrici che non si possono definire certo “Cuor di Leone”. Pareva, la Kuznetsova, aver ritrovato un po’ di tranquillità, e con essa anche il suo gioco, pareva, finchè in finale non si è ritrovata di fronte quella forza della natura che è la sorellina di Marat in questo 2008.
Dinara in questo torneo aveva sofferto ben poco, con la sola eccezione del match contro Kaia Kanepi, vinto in tre set, “dopo quel match ho capito che il mio tennis ha fatto click”, ha dichiarato poi la Safina, per il resto tutte passeggiate di salute. Persino la semifinale è sembrato quasi un allenamento, con un 6-1, 6-0 inflitto alla Petrova che fino a quel momento aveva giocato un ottimo torneo (sconfiggendo tra l’altro Ana Ivanovic al secondo turno). In finale infatti non c’è stata storia, un 6-1, 6-3 che non lascia spazio a dubbi.
Ma se da una parte c’è una russa che gioisce, dall’altra c’è una russa che non riesce a liberarsi del complesso della finale. Per la Kuznetsova si tratta della quarta finale stagionale giocata e persa, ora il bilancio (negativo) sale a 15-9, un record ben poco invidiabile il suo, soprattutto se si pensa che l’ultimo successo risale al torneo di New Haven del 2007, quando usufruì di ben tre ritiri per aggiudicarsi il titolo.
"Sono ovviamente dispiaciuta di aver perso in finale, ma devo restare positiva perché ho giocato bene questa settimana”, Svetlana dunque appare abbastanza soddisfatta. “Sono arrivata qui dalla Fed Cup, che si giocava sulla terra, e sono arrivata più tardi del normale, nonostante questo ho giocato un tennis solido per tutta la settimana. Raggiungendo la finale, il che mi da molta fiducia”. Riconosce comunque i meriti all’avversaria, soprattutto per la stagione e i miglioramenti fatti:”Dinara è stata una delle migliori giocatrici da metà stagione in poi, è più fresca, più in fiducia, e oltre a questo una giocatrice migliore rispetto agli anni passati.”
Insomma, il treno Dinara non si ferma più, è partito da Berlino con destinazione Doha, missione? Conquistare il Qatar.
Nell’altro torneo femminile che si disputava questa settimana a Guangzhou trionfa, guarda un po’, un’altra russa, la medaglia di bronzo Vera Zvonareva, superando in finale la cinese Shuai Peng. La Zvonareva aveva arrecato un dispiacere ai tifosi italiani, eliminando durante il suo cammino Karin Knapp e impartendole una vera e propria lezione di tennis. La finale è stata vinta in rimonta dalla russa, che dopo aver perso il primo set al tie-break, ha regolato in maniera piuttosto agevole l’avversaria, 6-7, 6-0, 6-2 lo score del match.
Elisa Piva