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Che succede alla Ivanovic?

Dopo il successo a Parigi,la serba e’ andata incontro a un’ estate fallimentare. Solo colpa dell’infortunio o delle pressioni da …numero uno ?

Luca Labadini

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Wimbledon: perde al terzo turno dalla Zheng . Montreal: perde al terzo turno dalla Paszek. US Open: perde al secondo turno dalla Coin. Tokyo: perde al secondo turno dalla Petrova. Pechino : perde nei quarti, ancora per mano della Zheng. Questo e’ il desolante ruolino di marcia di Ana Ivanovic successivo alla sua splendida affermazione al Roland Garros. Un infortunio al pollice ha complicato la sua stagione e attendiamo un suo pronto riscatto, ma questa brutta serie merita comunque attenzione . Queste le parole della serba, all’indomani della nuova sconfitta: “ Penso di aver giocato abbastanza bene oggi, se consideriamo i pochi match che ho potuto giocare in questo periodo. Non ho saputo sfruttare le chances che ho avuto e avrei dovuto essere piu’ aggressiva, soprattutto nella risposta. Oggi lei ha giocato meglio di me. Considero questo torneo come un deciso passo in avanti nella giusta direzione, ci vuole solo un po’ di pazienza.” Dichiarazioni di routine e assolutamente accettabili, ma che sembrano in contrapposizione da quanto lei affermato subito dopo il suo match vittorioso nel turno precedente, 6-1 7-6 ai danni della francesina Cornet: “ Dopo Wimbledon ho avuto parecchi problemi fisici e ho passato momenti difficili, ma nelle ultime 3-4 settimane mi sono sentita davvero alla grande e ho potuto allenarmi senza avvertire alcun problema. Cio’ che non ti uccide ti fortifica e negli ultimi mesi ho avuto modo di imparare moltissime cose su di me e sul mio gioco. Penso di poter tornare al numero uno della classifica”. Da lunedi’ scorso, pero’,la Ivanovic e’ scivolata al numero cinque, perdendo una posizione anche rispetto a inizio stagione.


Facciamo un piccolo passo indietro. Nel Giugno 2007 ,anno della sua definitiva esplosione, Ana , dopo aver surclassato e preso a pallate Maria Sharapova in semifinale, raggiunge la finale del Roland Garros. Il modo molto netto in cui esce sconfitta da Justine Henin tuttavia, instilla piu’ di un dubbio tra gli addetti ai lavori circa il suo effettivo potenziale di stella di prima grandezza. 6-1, 6-2, un punteggio da primo turno , una finale senza storia e una sensazione di impotenza .


“E’ doloroso perdere così perche’ ero un po’ bloccata e non sono riuscita a giocare al meglio delle mie possibilita’. So che devo lavorare ancora se voglio arrivare al top, sono comunque molto orgogliosa del risultato che ho ottenuto”. Ana ottiene un grande risultato, ma i suoi ambiziosi propositi di insidiare in tempi brevi il vertice della classifica subiscono un duro colpo, affondati dal rovescio e dalla personalita’ di Justine Henin. La serba considera quel risultato come un punto di partenza, si mette a lavorare duro per cercare di colmare il gap che ancora la separa dalla numero uno. Ana , mese dopo mese, acquisisce sempre maggior considerazione delle proprie chances e del suo nuovo status di primadonna del circuito. Conquista due tornei( Los Angeles e Lussemburgo ) e al primo appuntamento importante del 2008, agli Australian Open, e’ di nuovo in finale. Deve ancora accontentarsi della piazza d’onore e si arrende di fronte alla Sharapova, ma la considerazione generale dell’ambiente nei suoi confronti si fa piu’ elevata, la Ivanovic fa parte ormai dell’elite del firmamento tennistico. A Parigi centra finalmente il suo sogno. La vittoria contro Dinara Safina in finale le porta in dote un doppio regalo: il primo titolo di un torneo del Grande Slam e la corona di nuova numero uno del mondo. A consegnarle il trofeo c’e’ proprio la Henin, a rappresentare il classico passaggio di consegne. Conseguire due obiettivi cosi’ importanti nello stesso momento puo’ comunque generare un momento di lieve sbandamento in una giocatrice così giovane, e forse per Ana un tale , doppio riconoscimento arriva troppo presto. Accolta a Belgrado come un’eroina nazionale, coperta di elogi, di attenzioni, e…di copertine anche per la sua indiscutibile avvenenza, la Ivanovic si trova catapultata in un nuovo scenario, e chiamata a gestire le mille aspettative che inevitabilmente ogni suo tifoso ripone su di lei, unite alle pressioni di dover onorare al meglio la condizione di prima giocatrice mondiale. Ana piace a tutti, i media la reclamano, i suoi fans la adorano. Gli eccessivi festeggiamenti in occasione del suo trionfo al Roland Garros le hanno di fatto impedito una preparazione ideale al torneo di Wimbledon, e da lì in poi Ana pare aver smarrito il suo miglior tennis. Anche da un punto di vista tecnico, le sue avversarie sembrano aver trovato delle giuste contromisure al suo gioco, fatto di colpi potenti dal fondo e improvvise accelerazioni ma incapace di grandi variazioni. L’attuale lacuna della Ivanovic sembra proprio risiedere nella difficolta’ a cambiare tattica a partita in corso e di un gioco troppo spesso monocorde . E’ ancora prematuro parlare di “crisi” , così come ogni eventuale accusa di mancanza di grinta a una ragazza che affrontato difficolta’ ben maggiori ,quali allenarsi in un paese funestato dalla guerra, sarebbe senz’altro fuori luogo. Viene caso mai da chiedersi , ripensando alle due ultime edizioni del Roland Garros, se a volte una sconfitta possa rivelarsi piu’ produttiva di una vittoria. Anche se Serena Williams si e’ nuovamente impadronita della poltrona di numero uno,la corsa al vertice della classifica rimane molto aperta. Gia’ da settimana prossima, al torneo di Mosca, la Ivanovic avra’ la possibilita’ di invertire la tendenza. Ti aspettiamo Ana, il mondo del tennis ha bisogno di te.
 

Luca Labadini

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