Jelena Jankovic e Venus Williams sconfiggono rispettivamente Zvonareva e Safina e si affronteranno domani in semifinale. L’altra semifinale sarà Petrova-Azarenka.
Elisa Piva
Con la prima posizione riconquistata la Jankovic pare essersi risvegliata. Oggi ha sconfitto con un doppio tie break Vera Zvonareva, recuperando un break di svantaggio in entrambi i parziali.
Sia lode agli allenatori in questo caso. Finalmente la serba gioca più aggressiva, disegna il campo con il lungo linea di rovescio e con angoli stretti. Il suo tennis ora sembra ragionato, ponderato, insomma, c’è un’idea dietro ogni colpo. Per non parlare del servizio, colpo che ha migliorato vistosamente nell’ultimo periodo. Quest’oggi ha messo a segno ben 10 aces, fino a qualche tempo fa questo per lei numero era un miraggio.
Dall’altra parte della rete c’era però una giocatrice che più sciagurata e scialacquatrice di così non esiste. La russa ha avuto e sfruttato per prima palle break nel primo set senza concederne alcuna, fintanto che non è andata a servire per il primo parziale. Qui ha ceduto il servizio, sprecando una marea di occasioni e affossando malamente in rete quintali di dritti e rovesci da tre quarti campo. Il tiebreak è stato lottato ed è terminato 8 putni a 6 per la serba. Tutto è stato deciso da uno smash spedito in corridoio dalla Zvonareva che ha mandato la Jankovic al set point (quello decisivo).
Nel secondo set la russa va subito avanti di un break. Lo conserva sino al 4 a 2, ma nel momento cruciale, ovviamente, concede il contro break. La Jankovic, sempre molto generosa nelle rincorse, non ha ben fatto i conti con il cemento: avendo già un piede fasciato, dopo l’ennesima inchiodata con spaccata annessa,si è fermata e ha chiamato il trainer perché le si era rotta l’unghia dell’alluce. Alla ripresa aveva un’andatura un po’ claudicante, ma ha piazzato due aces e ha chiuso il game. Ancora tie break, dunque. E’ la Jankovic a scappare subito via (aveva visibilmente fretta di chiudere per via dell’unghia), salvo poi far rientrare la sua avversaria. Qui, la sciagurata Vera, ha gettato alle ortiche l’ennesima occasione, regalando il match all’avversaria.
Domani ci sarà Venus ad attendere la futura n°1 del mondo, e vorrà sicuramente vendicare la sorella. Si tratterà della seconda sfida tra le due in questa stagione, l’altra si era disputata nei quarti di finale a Roma. Allora fu una partita molto combattuta, e ne era uscita vincitrice in rimonta la serba.
Prova davvero convincente messa in campo dalla Williams maggiore contro la Safina. Una vittoria netta, schiacciante, concedendo le briciole al servizio. Straripante e inarrestabile anche per una delle giocatrici migliori di questa stagione. Contro questa Venus se la può giocare solo Serena, la vera Serena, non quella dell'altro giorno. C’è stata lotta solo nel primo set, terminato 6-4 a favore di Venere. Nel secondo parziale invece nessuno sbandamento per la regina di Wimbledon, che pareva proprio essere tornata sull’erba da come serviva. La povera Dinara ha provato a lottare, ma non è riuscita in alcun modo ad arginare le accelerazioni micidiali dell’avversaria. Il punteggio di 6-2 è eloquente.
La seconda semifinale vedrà di fronte Nadia Petrova e Victoria Azarenka.
La russa, già vincitrice di questo torneo nel 2006, ha approfittato di una Li davvero molto fallosa. Ne ha disposto piuttosto agevolmente, e ha concluso il match con lo score di 6-2, 6-3, un massacro cinese.
Bella vittoria invece per la giovane bielorussa su Elena Dementieva. Una partita terminata in tre set, in discesa per l’Azarenka che, vinto il primo set al tiebreak, si rilassa nel secondo set, concedendolo per 6-3. Nel terzo l’inerzia della partita sembra essere tutta russa, ma è ancora la 19enne di Minsk a prendere in mano il comando delle operazioni, dominando il set e chiudendo 6-1. Decisamente incolore la prova della campionessa olimpica sul finire del match, è sparita dal campo, concedendo troppo. Ma forse un po’ di appagamento può giustificare la sua prestazione.
E mentre Venus demoliva la Safina, Serena si cancellava dal torneo di Mosca. Qui difendeva la finale dello scorso. Certo, una volta uscita da Stoccarda, e persa la prima posizione mondiale, ha pensato bene di darsela a gambe, visto quanto detesti queste trasferte europee. Tanto è già qualificata per il master… Ma la motivazione è seria, aveva bisogno di un po’ di tempo di recupero.
Elisa Piva