Ubitennis
Kremlin Cup

Mosca, Day 3
Cade la Ivanovic

Molte le sorprese in una giornata intensissima ed interminabile. Oltre alla serba esce anche Youzhny, testa di serie n.3. In serata, la Safina sconfigge una Mauresmo finalmente competitiva. Da Mosca, Angelica

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“Hanno trovato una superficie più lente della terra battuta”
Questo è quello che viene in mente dopo che il terzo match della giornata (il secondo femminile) sul campo centrale era finito al tie-break del terzo set.

E anche il terzo e ultimo match femminile della giornata finirà al terzo set, solo che il tie-break lo giocheranno nel primo set.

Il programma prevedeva 3 match WTA e 3 ATP. Ora di inizio le 11.00 con Dementieva Srebotnik. Nessuno si aspettava che alle 23, ben dodici ore dopo, Safina e Mauresmo stessero iniziando il terzo set e l’ultimo match previsto Andreev- Chardy dovesse essere spostato sul campo 1.

Dementieva-Srebotnik 63 46 76(2)

Può un match di due ore e mezza giocato come sempre all’ultimo respiro fra queste due ragazze, decidersi su un solo vero errore gratuito? Si, quello che la Srebotnik fa nel tie-break, sul 3 a 2 Dementieva, ma con la slovena al servizio. Tira un dritto, nemmeno forte, all’altezza della linea di servizio, largo di un metro abbondante. E lei che per tutto l’incontro aveva avuto un atteggiamento positivo, si demoralizza per il mini-break concesso alla russa. Il linguaggio del corpo dice che la sua partita è finita lì. Si è spenta. Dementieva si porta 5 a 2 e poi serve 2 ace per chiudere una battaglia di 2 ore e 32 minuti.

Match che all’inizio sembrava potesse essere breve. Elena voleva prendersi la rivincita dopo aver perso gli ultimi due incontri con la slovena.
Aveva vinto il primo set in 42 minuti in cui c’era stato il primo NIET! Urlato dopo 26 minuti per un suo doppio fallo, per poi fare subito dopo un ace.
Alcuni scambi conclusi a rete dalla Srebotnik, 3 risposte fulminanti della russa. La madre della Dementieva, seduta dal lato opposto al marito, sembrava respirare regolarmente e non essere troppo tesa. Invece nel secondo set, Katarina Srebotnik si portava 2 a 1 con un break, la russa cominciava sia i suoi soliloqui sia la sua battaglia con i calzini.

Mamma Vera iniziava ad avere il viso tirato (conosce la figlia, sapeva già cosa sarebbe successo), il padre era un po’ più rigido sulla sedia. Solo i due allenatori sembravano tranquilli.
E poi c’erano gli applausi di una o dell’altra giocatrice sul punto fatto con colpi straordinari alla fine di scambi tiratissimi. Addirittura, la Srebotnik urla un BRAVO alla Dementieva, mentre tentava inutilmente di raggiungere una palla a fil di riga. Poi subisce il contro break e ne fa un altro per portare a casa il secondo set.
Due giocatrici corrette, sportive che si rispettano molto.

Nel terzo set il pubblico, scarsissimo, nel primo e parte del secondo (anche perché alle 11, ma quanti possono venire a vedersi un po’ di tennis? Infatti nella tribuna di fronte all’arbitro ci sono 9 spettatori e 9 fotografi. Gli uomini della sicurezza per una volta non guadano gli spettatori, che praticamente non ci sono, ma la partita) si fa sentire e sostiene più forte Elena.
Sul 5 pari, servizio Dementieva, uno scambio lunghissimo giocato soprattutto sui nervi e sulla diagonale del rovescio, finisce con palla tirata fuori da una Srebotnik in apnea e una Dementieva che si inginocchia per lo sforzo fatto. Scena inusuale.
Arrivano al tie-break con mamma e papà Dementieva tesi, coach delle giocatrici tesi e spettatori che ritmano il sostegno ad Elena.

Il tie-break dura 5 punti, poi c’è l errore gratuito della Srebotnik e l’urletto di gioia per la rivincita delle Dementieva.

 

Gabashvili - Youzhny 75 46 76(1)

Ore 13.30 .
Circa 15 minuti dopo entrano in campo il russo Youzhny (uno dei più bei rovesci del tennis, secondo me) contro un altro russo Gabashvili.
Dovrebbe vincere Youzhny. Ma qui i russi si conoscono da quando erano bambini. Hanno giocato tante volte contro da junior, e il risultato a sorpresa può arrivare. E poi Youzhny non vuole vincere. Fa il break e si porta in testa. Gioca benissimo, da favola, in maniera orrida, errori imbarazzanti, spreca, recupera e poi dall’altra parte della rete non c‘è proprio un giocatore “pizza-e-fichi”. Se poi, anche Gabashvili dirà di aver giocato una delle più belle partite, ecco che per Misha Youzhny la vita si complica e parecchio. Ci vogliono ancora due ore e e mezza. E ancora un tie-break nel set finale. Vinto 7 a 2 ma dal giocatore che non ti aspetti, Gabashvili.

 

Cibulkova – Ivanovic 36 63 76(4)

E sono quasi le 17.00
Entrano in campo Ivanovic e Cibulkova. Riuscirà la Ivanovic a vincere un match?
Per il momento vince il primo set. Il pubblico è dalla sua parte. Ma non basta. L’Ivanovic continua ad andare a corrente alternata. La Cibulkova no. Piccolina ma tosta non molla e si porta a casa il secondo set. Inizio del terzo set. L’arbitro sbadiglia. Si arriva sul 4 pari. Ivanovic serve al centro un ace. O così sembra a tutti tranne alla Cibulkova che chiede la verifica dell’Occhio di Falco. Con sorpresa, la palla risulta larga. Sembra sorpreso anche l’arbitro che guarda verso il collega e i tecnici del Hawk-Eye come a dire ma siete sicuri? Non sbadiglierà più. E la Ivanovic serve la seconda e perde il punto. A tratti la serba gioca bene e riesce ad annullare le due palle break. Con un ace, 5 a 4. Nel suo box ci sono quattro persone tutte sedute una accanto all’altra : hitting partner, mamma, allenatore e un amico. In quello della Cibulkova solo allenatore. Al servizio la slovacca commette un doppio fallo e c’è un applauso convinto del pubblico a sostenere Ana. Poi la Cibulkova butta in rete un dritto e ci sono due match point per la Ivanovic. Uno l’annulla la slovacca, l’altro lo sbaglia la serba, che sembra aver perso completamente la convinzione quando gioca il dritto. Fino a poco tempo fa era il suo colpo, quello che gli dava o i punti oppure metteva in difficoltà le avversarie. Era una frustata. Adesso quando lo forza lo sbaglia. Perde anche il servizio con un doppio fallo sul break point. E’ irriconoscibile rispetto alla giocatrice che a maggio vinse Roland Garros. In pochissimi minuti la Cibulkova passa dall’essere già in doccia da sconfitta a servire per il match.
E invece un sussulto di orgoglio della Ivanovic, che va 0-40. La Cibulkova decide di “giocare alla Ivanovic” e anche lei fa doppio fallo. E così anche in questo match si va al tie-break. Ma se la Dementieva, terza testa di serie si era salvata, la Ivanovic, quarta testa di serie, non ce la fa. Anche il nastro non le da una mano. La palla lo colpisce, si ferma per un momento e poi decide di cadere dal lato della serba. Cibulkova si procura 2 match point. Le basta il primo.

 

Mathieu – Stakhovsky 63 62

Per fortuna degli organizzatori è un match in due set.

Lo confesso, non ho visto un punto.
Cercavo di riprendermi dallo choc di aver dovuto mangiare una fetta di pizza che mi era stata offerta e non sarebbe stato educato dir di no. Anche se appena ho visto cosa avrei dovuto assaggiare il mio palato urlava ‘No! No! No!’
Sopra un incolpevole base di pizza avevano messo: carne macinata, salame piccante, prosciutto cotto, pezzi di pollo, salsa di pomodoro e simil-mozzarella.
E’ stata una tortura fisica e mentale.

 

Safina – Mauresmo 67(2) 64 64

Ore 21.30 circa. Inizia il match della Safina e la Mauresmo.
Dinara è la giocatrice che da fine aprile ad oggi ha giocato con più continuità di tutte.
Ha vinto 4 tornei e giocato 3 finali di cui una a Roland Garros e l’altra alle Olimpiadi.
A sorpresa i punti li fa più che altro per gli errori della Mauresmo. Che nel bene e ne male detta il gioco. Nel box della francese c’è Santoro a farle diciamo da ‘assistente-coach-amico’ per questa partita. Chissà se sono le prove generali per una futura collaborazione.
Il gioco non è bello. Fra un urlaccio della Mauresmo su errori che gli fanno sprecare molte occasioni e urlacci della Safina perché non riesce ad imporre il suo gioco, si arriva al tie-break.
Forse che loro sono da meno di chi ha giocato prima? Mai!
Ameliè lo gioca bene. Anzi si direbbe che di sera giochi decisamente meglio. Mentre qualche raccattapalle già dormicchia, Sul 3 a 1 la francese chiede la pallina, il ragazzino le porta l’asciugamano. C’e da capirlo è da questa mattina che smista palline e asciugamani.
Amelie non si scompone, aspetta la pallina e poi piazza un servizio vincente.
E sarà un servizio vincente anche quello con cui chiederà il primo set per 7 punti a 2.
Nel secondo set ci sono break e contro break, un “Com’on” urlato dalla Mauresmo quasi a squarciagola su un altro servizio vincente. (ma non è che si è dimenticata come si fanno i doppi falli, fra primo e secondo set ne fa 8). Un gruppetto di cinque spettatori con maglietta rossa e bandiera russa stampata sul davanti incomincia a sostenere più rumorosamente Dinara. Una spettatrice si irrita e gli dice di stare zitti che disturbano. A dir la verità loro gridano DI-NA-RA e poi RAS-SI-A solo fra un punto e l’altro. Si vede che qui non hanno bene idea di cosa significhi il tifo esagerato.

Safina si porta 5 a 2. Ma questa Mauresmo, per quanto ancora lontana da quella dei tempi migliori, è in netta ripresa. E infatti quando gioca bene, Dinara va in crisi. La francese recupera fino al 5 a 4 e servizio. Gioca bene a tratti, ma sbaglia tutto proprio in questo game. Lo perde a zero con un ultima discesa a rete e una risposta della russa che manda la palla ad allacciare le scarpe ad Ameliè.

Alle 23.05 comincia il terzo set.
Per fortuna che l’ultimo match di Andreev lo hanno già spostato su un altro campo. L’ultimo set è la copia del secondo. Dinara che fa il break e si porta 5 a 3 e servizio. Mauresmo, gioca un gran game, fa il contro break. Safina si ricorda che è sempre la sorella di Marat e a sua immagine e somiglianza, spacca la racchetta e si prende il warning. La Mauresmo ancora una volta potrebbe rientrare in partita, ma ancora una volta è sul suo servizio che i nervi hanno ancora la meglio. Come direbbe mia nonna,alla Mauresmo manca sempre un soldo per fare una lira.
Ci va vicina. Tanto, ma mai abbastanza. E’ quasi mezzanotte quando l’arbitro annuncia il punteggio finale.
Dinara risponde a chi gli chiede come mai ha giocato così male ‘No lo so. Non lo so proprio’. Forse perché dall’altra parte della rete c’era una giocatrice che una volta sapeva giocare molto bene a tennis?

Una giornata di quasi 13 ore di tennis.
C’era una volta il tennis femminile,dove nei primi turni, le teste di serie vincevano quasi sempre in due set e in un ora scarsa di gioco. Era un altro tennis. Era un altro gioco.
C’era una volta, appunto.
 

Angelica

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