Ubitennis
Wta Mosca

Grande Flavia
E' nei quarti

La brindisina ha battuto negli ottavi la wild cald Makarova dopo una partita molto combattuta (3-6 6-4 6-4). La vittoria le vale l'ingresso tra le magnifiche otto. Ecco la cronaca Da Mosca, Angelica

Dimensione testo Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande

Flavia Pennetta nei quarti di finale della Kremlin Cup.
A dirla così sembra facile. In fondo, uno pensa, giocava contro una giovane russa a cui avevano dato la Wild Card, altrimenti il tabellone, con quella lista di giocatrici che c’erano in partenza, lo vedeva con il binocolo, se anche una come Francesca Schiavone è dovuta passare per le qualificazioni.

C’è mancato poco però, che al posto di esultare per il risultato della brindisina, ci si dovesse chiedere il perché di questi suoi alti e bassi. Dopo una vittoria così, si dice “Che carattere, ha giocato con il cuore”. A me è sembrata più una vittoria afferrata con i denti. Quando nel terzo set, sei al servizio, sei 3 a 4 e vai sotto 0 40, devi avere un ottimo dentista e un servizio che funzioni bene in quel momento lì. Certo è difficile crederci, quando il punto dello 0 40 è stato proprio un doppio fallo.
La Pennetta non si piange addosso. Respira, si concentra, bene gioca una buona prima e chiude con un vincente lungo linea di dritto: 15 – 40.
Poi torna verso il fondo campo, si fa dare la pallina da raccattapalle. Altro respiro. Si gira. Si concentra. Ace. 30 – 40. Si rigira. Altra gesto al raccattapalle altra pallina in mano. Rimbalzo, ribalzo, rimbalzo. Alza la testa. Pallina in aria. E’ una prima parente stretta di un ace, la russa riesce solo a rimandare la palla come può che vola fuori.

E qui la Pennetta esce dall’apnea. Va in vantaggio. Makarova è una giocatrice strana. Spesso dopo un errore o un punto perso sembra piangere disperata. Però anche se è ‘lacrima facile’ non fatevi abbindolare. Su una seconda di servizio molle, spara un vincente che non fa nuove Flavia. E l’Italiana risponde con un ace, torna in vantaggio e poi chiude il game. 4 pari e si torna a respirare a pieni polmoni.

Il colpo, però, stavolta Ekaterina Makarova, venti anni compiuti a giugno, lo avverte.
Nel suo turno di servizio va ai vantaggio, ma sono 3 rovesci mandati a rete ed dritto fuori di molto che mettono Flavia Pennetta in dirittura d’arrivo. Le basta tenere il suo servizio.
E sarà quasi una formalità

Dopo 2 ore e 14 minuti il nome della Pennetta viene scritto sul tabellone nella linea dei quarti di finale. Insieme con i nomi di Jankovic, la sua prossima avversaria, Dementieva, Petrova, Zvonareva, Cibulkova, Kuznetsova e Safina.

Flavia era partita non bene. Nel primo set molti errori, non riusciva a prendere il ritmo alla Makarova che invece era entrata subito in partita e in più è mancina. Non è mai facile giocare contro una mancina.
La russa fa il break al terzo game e si porta 2 a 1. Applausi del pubblico. Che non è numeroso, malgrado ci sia una russa in campo. Ma si capisce, in contemporanea sul campo centrale c’e’ il match di Safin contro Bennetteau. Vuoi mettere ? sono quasi tutti sul centrale e si sentono delle ondate di entusiasmo che ti viene da chiederti se Marat questa partita l’abbia vinta almeno 15 volte. (no la vince solo una per 64 06 62)

Perciò pochi a vedere questo match e a sostenere la Makarova. Qualche voce isolata, però si sente anche per Flavia. Che però non sente né gli incitamenti, nei i suggerimenti a mezza bocca che le da l’allenatore.
Le scene dei coach che suggeriscono sono sempre buffe, per me. Li vedi parlare a mezza bocca, di sottecchi guardano se l’arbitro li sta fissando oppure no. E poi finito il consiglio o abbassano lo sguardo per qualche istante a fissarsi le mani oppure si girano e guardano dalla parte opposta a dove sta l’arbitro. Come quando a scuola, il professore tirava fuori il registro per interrogare e si iniziava a guardare sotto il banco, dentro lo zaino, ovunque ma non dalla parte del prof. I coach da questo punto di vista sembrano rimanere studenti tutta la vita.

La Makarova fa 3 break e Flavia solo 1. Primo set Makarova 63 dopo aver sprecato un set point sul 5 a 2 e servizio. Se ne procura un altro sul servizio Pennetta e chiude .

Il secondo set inizia a fotocopia del primo con il break della russa che la porta 3 a 1. Si mette male per Flavia, che si urla ‘Ma cambia gioco se vedi che non va’. Fa subito il contro break e tutto rimane nella logica di servizi anche se l'italiana per la strada deve salvare 6 break point. Ma le piace vivere pericolosamente? Sempre sul filo?
Però dal filo cade la Makarova, quando la Pennetta riesce al nono gioco a strapparle il servizio e va a vincere il secondo set.
Il set finale gira tutto in quel settimo gioco con i 3 break point salvati da Flavia.
Dopo è stata tutta discesa fino ai quarti. A denti stretti.

Angelica Fratini

Cerca  su Quotidiano.net nel Web

Fotogallery


L'incontro di Coppa Davis Italia - Lettonia
foto di Monique Filippella