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Pillole da Mosca

Scintille Jankovic Dushevina

Jankovic e Dushevina si becchettano. File per autografi: vuoi mettere Safin con Davydenko? Carattteri cirillici e toilettes. George Cloney c'è. Chakvetadze: chi se la fila? Jelena: chi l'ama e chi no.

da Mosca, Angelica

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Se volete capire cosa prova una persona analfabeta, Mosca è il posto giusto dove andare.

Tu stai guardando la partita. Sai chi sta giocando. Poi alzi lo sguardo al tabellone e la nebbia scende sulla tua mente. Non riesci a capire chi sia in campo. Sensazione poco piacevole.
Ma ci sono situazioni in cui la confusione rischia di metterti in crisi. Può succedere, per esempio, quando devi andare in bagno ed invece del disegnino uomo/donna hai di fronte l’iniziale della parola. Russa, ovviamente. In cirillico.
Da un lato una “M” dall’altro una specie di gigantesco asterisco a cui hanno cotonato i capelli.
E lì ti dici che M sarà per uomo. Poi ti viene il dubbio. Ti fermi. Provi a riflettirci. Speri che esca qualcuno per capire quale è uno e quale è l’altro. Poi desisti e vai alla ricerca dell’altro bagno, dove ti ricordi che c’erano i disegnini sulla porta.

Niente testimonial per lo sponsor Tropical (succhi di frutta). C’è il sospetto che le giocatrici russe siano diventate superstiziose. Due anni fa, qui nello stadio, c’erano poster della Myskina, scala 1:1. L’anno dopo Anastasia si è dovuta ritirare per un grave infortunio al piede. Lo scorso anno sui poster c’era la Sharapova. Maria ha terminato la stagione anzitempo per un infortunio alla spalla. Quest’anno niente poster. Solo la scritta del succo di frutta ovunque. Poi c’è chi dice che la frutta fa bene.

Su di un campo di tennis oramai, non c’è quasi più nulla che sia anonimo. Oltre alla scritta a fondo campo con il nome della città, ovviamente dal lato a favore di telecamere, ci sono anche a sinistra il logo dell’ ATP e a destra il logo della WTA. Poi il nome della superficie: RUKOURT
(Fra l’altro, si sta riproponendo ai giocatori il discorso del logo scritto direttamente sulla rete. Possibilità che sia Feder che Nadal, ad inizio di anno, scartarono senza se e senza ma, dicendo che era troppo invasiva e distraeva).

Non è solo Flavia Pennetta a ritenere troppo lenta la superficie ed un po’ rischiosa, perché non si riesce a scivolare e il piede si impunta. C’è il rischio di farsi male alle caviglie ed alle ginocchia. Curiosità, si fa per dire: la società che produce questi “tappeti” è del figlio di Tarpishev, il presidente della Federazione di tennis russa. Lamentele, ufficialmente, non ce ne sono, ci sono solo degli impercettibili sussurri.

In genere il team dei raccattapalle è composto da sei ragazzi e ragazze. Qui a Mosca sono sette. Quello in più sta fuori dal campo con il compito di correre a raccogliere la pallina quando finisce nelle tribune.
Sempre per i raccattapalle, ai lati della rete ci sono i cuscinetti per quando si inginocchiano. Anche quelli sono sponsorizzati, ovviamente.
Lo sponsor è la BeeLine (telefonia mobile con i colori giallo nero ed il gioco di parole Bee-Ape) L’effetto, però, che quei cuscinetti danno, è quello di 4 grosse api “spiaccicate “ sul terreno.
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Alla Kremlin Cup c’è anche George Clooney. O meglio, c’è un cartellone con George accanto ad una ragazza. Al posto del volto della ragazza un buco. Il volto ce lo mette chi si vuole far immortalare in una foto con l’attore americano.

 


L’altro giorno Anna Chakvetdaze, dopo aver perso contro la danese Wozniacki, passeggiava, mangiando barrette di cioccolata della kinder. Pochi la fermavano per gli autografi.

Invece c’era una fila quasi ad “S” quando Marat Safin era allo stand per la sua ora di Autograph Session.
Qualche ora prima era toccato anche a Davydenko. Che dire, non c’è nulla da fare. Gioca bene, ma carisma: poco. Stava sulla piattaforma dove ci sono le 4 Land Rover, al centro dell’area espositiva. L’effetto sembrava più quello di uno che distribuiva dépliants piuttosto che il campione che dà la sua foto autografata ai fan.

La Dementieva impiegava circa 15 minuti per andare dagli spogliatoi alla Player’s lounge.
Distanza: 155 passi. Li ho contati. Velocità di crociera: un autografo ogni 3 passi e una foto ogni 5.

Daniela Hantuchova, prima del suo match, passeggiava avanti ed indietro: giacchetta nera, gonnellino e scalda muscoli. E' dalla mattina che indossa anche la visiera rossa. In mano ha una specie di cartellina. Passeggia di qua. Poi va di là. Sempre con questa cartellina.
C’e’ il rischio di scambiarla per una delle ragazze degli stand che ti danno le varie brochure. Un paio di ore dopo subiva una lezione di tennis pesantissima dalla Zvonareva: 61 62. Sicuramente con la distribuzione delle brochure avrebbe avuto più successo.

Durante il match contro la Petrova, Carolina Wozniacki deve chiedere l’intervento del medico per dei cali di pressione. Rischia di svenire in campo. In più ha anche un problema alla gamba. E, per non farsi mancare nulla, perfino un raffreddore.
Più tardi incrocia la Vesnina, che le chiede delle sue condizioni. Le racconta, spiega. Vesnina fa si con la testa, sorride, le dice ‘buona fortuna’. Poi si abbracciano e si salutano, dandosi appuntamento per la nuova stagione.

Ci sono state un po’ di scintille verbali dopo il match fra Jelena Jankovic e Vera Dushevina.
La russa ha vinto il primo set al tie-break ed è 2 a 0 nel secondo. La Jankovic ha chiesto l’intervento del fisioterapista per problemi alla schiena. La fisioterapista si prodiga in un lungo massaggio alla schiena.
Dopo quel lungo break, la serba vince il secondo set 6-3 e il terzo set 6-2, con una Dushevina molto infastidita.
In conferenza stampa la russa dice che se sei infortunata alla schiena non servi così bene. La Jankovic rimane male per le parole di Vera. E risponde dicendo che ha avuto male, molto male dalla mattina, forse per la stanchezza delle ultime settimane. Che ha preso degli antidolorifici per stare in campo e il dolore alla schiena è stato così forte che ha pensato di ritirarsi. Ha provato a giocare ancora un game poi un altro ancora. Poi aggiunge, stizzita per le parole della russa, che non sono cose carine da dire. Incrocia le braccia e per un momento sembra mettere il broncio.
La Jankovic è molto amata da giornalisti per le sue brillanti conferenze stampa, ma sembra non riscuotere altrettanto successo fra alcune tenniste.

angelica

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