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Madrid

Niente wild card
per Ferrero

In Spagna infuria la polemica per il mancato invito all'ex numero uno del mondo. Sì a Safin, Fognini (per un accordo precedente con Palmieri al Foro Italico) e Moya. Alessandro Mastroluca 

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La triplice intesa sull'asse Romania-Italia-Russia attacca la dignità nazionale spagnola: almeno così la pensano in molti. Ion Tiriac, Sergio Palmieri, Marat Safin e Fabio Fognini sono infatti i protagonisti di un intreccio che ha messo Juan Carlos Ferrero fuori dalla porta del Masters Series di Madrid.

“Mosquito” nel 2003 vinse la prima edizione del torneo, e grazie a quel successo, che faceva seguito al trionfo sulla terra parigina al Roland Garros, riuscì a diventare numero uno del mondo. Allora Ferrero si recò a Madrid un mese prima dell'inizio del torneo per promuovere l'evento. E quest'anno si sarebbe aspettato maggior considerazione.

Ma la decisione di non concedergli l'invito ha diversi padri. La storia inizia quest'estate, agli Internazionali d'Italia. Fognini non potè giocare al Foro Italico per un infortunio al polso sinistro. Al suo posto Sergio Palmieri concesse l'invito a Marat Safin. In cambio ottenne da Tiriac l'assicurazione di una wild card per un giocatore italiano al Masters Series madrileno.

La Federazione italiana, lungi dal chiederla per Bolelli, dopo le dichiarazioni al veleno seguite al rifiuto del bolognese di rispondere alla convocazione per lo spareggio di Davis contro la Lettonia, ha proposto proprio il ligure. Chiudendo in un certo senso quel cerchio aperto a Roma.

Safin, che rappresenta il Tenis Club Valencia, ha ottenuto la seconda wild-card e arriva al torneo madrileno con la soddisfazione della 400ma vittoria in carriera conquistata a Mosca, contro l'israeliano Okun al secondo turno. La terza wild-card, come da tradizione del torneo, viene decisa attraverso un sondaggio sul sito di Marca, uno dei principali quotidiani sportivi spagnoli.

È stato un plebiscito per Carlos Moya, che ottenuto il 73% dei consensi battendo Ernesto Gulbis (che ha ottenuto l’8,74%) Marcos Baghdatis (8,07%), Ivan Ljubicic (7,11%) e Frank Dancevic (2,69%).

“Carlos Santana mi ha detto” rivela a Marca Martinez Cascales, allenatore di Ferrero, “che Moya avrebbe avuto la wild-card di Marca perchè Ferrero aveva una classifica migliore e non ne avrebbe avuto bisogno”. Allora Ferrero, spiega il coach, era numero 23. Ma ora, per via di un infortunio, è precipitato al numero 44. Ma questo non è stato tenuto in considerazione. “È una mancanza di rispetto” conclude.

Mosquito aveva comunque un'ultima possibilità per rientrare dalla finestra laddove era stato cacciato dalla porta. Raggiungendo le semifinali a Vienna, torneo che fa parte dell'International Series Gold, avrebbe ottenuto uno Special Exempt ed entrare nel main-draw del torneo. La sconfitta contro Melzer, però, ha cancellato anche quest'ultima possibilità.

Madrid dimentica l'eroe passato di Spagna, veterano di mille battaglie messo in secondo piano dall'ascesa dirompende di Nadal. Tiriac decide di non rispettare la regola non scritta per cui le wild-card si danno a giovani promettenti di casa o a campioni che per qualche ragione non siano più sulla cresta dell'onda. Tutto in nome di un accordo precedente e un po' del business.

Safin ha un riscontro di pubblico enorme in Spagna, dove si allena da quando ha 14 anni. Ed è da sempre un “cocco” di Tiriac. Almeno a lui, l'immagine meno provinciale che ha voluto dare alla sua creatura farà bene.

 

Alessandro Mastroluca

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