L’ITF sorprende tutti. Non sarà Cordoba la sede della finalissima per l'assegnazione dell'insalatiera tra Argentina e Spagna. Daniele Vitelli
La telenovela sulla scelta della sede della finale di Coppa Davis tra Spagna ed Argentina, che si svolgerà in Argentina, tra il 21 ed il 23 novembre, si conclude con una grande sorpresa. Non sarà Cordoba ad ospitare la sfida, ma Mar del Plata, centro costiero a 400 Km a sud della capitale Buenos Aires. La scelta della sede è avvenuta dopo che, nei giorni scorsi, la Federazione Internazionale aveva deciso di inviare un ispettore ad esaminare le località proposte dalla Federazione Argentina, in modo da scegliere quella che avesse le caratteristiche più adatte per ospitare l’evento.
La Federazione Argentina aveva messo in cima alla lista delle possibili sedi lo stadio Orfeo di Cordoba, città natale di David Nalbandian, il numero uno della squadra ospitante. Sin dall’inizio, è, però, sembrato chiaro che la decisione da parte della Federazione Internazionale non sarebbe stata così rapida. Dopo un giro di consultazioni e di ispezioni, il comitato direttivo della Coppa Davis, si è riunito quest’oggi per decidere quale fosse la sede più adeguata. La decisione unanime presa dai 5 membri del direttivo, Pierre Darmon (Francia), Neale Fraser (Australia), Alan Schwartz (USA), Joan Margets (Spagna) y Enrique Morea (Argentina), ha tenuto conto dei servizi che la città di Mar del Plata può offrire in termini di logistica, trasporti, organizzazione e capacità alberghiera. I due membri direttamente coinvolti nella sfida, lo spagnolo Margets, vicepresidente esecutivo dell’ITF, e l’argentino Morea, hanno partecipato alla discussione ma non hanno preso parte al voto.
L’unico punto interrogativo riguarda l’impianto Polideportivo Islas Malvinas, il quale dovrà essere sottoposto, in poco tempo, a ristrutturazioni che portino la sua capienza dai 7500 posti attuali ai 12000, requisito minimo richiesto dal regolamento internazionale. Dal punto di vista tecnico, rispetto all’impianto di Cordoba, non dovrebbe cambiare nulla, dato che si tratterebbe comunque di giocare indoor, su un campo rapido. Il presidente della commissione ha sottolineato come questa decisione sia stata molto difficile da prendere, perché c’erano molti fattori da tenere in considerazione. L’affermazione sembra voler rispondere alle critiche di chi, soprattutto tra i gestori degli impianti, non ha mancato di sottolineare che i ritardi nella scelta avrebbero influito negativamente sui lavori, che sono necessari per adeguare le strutture ad ospitare la finale.
Tra i delusi per la mancata assegnazione, circola insistente la voce che gli sponsor dell’evento, BNP Paribas, Hugo Boss e Kía, contrari all’assegnazione alla città di Cordoba e favorevoli ad avvicinarsi il più possibile a Buenos Aires, abbiano avuto un ruolo importante nella decisione che è stata presa dal comitato.
Daniele Vitelli