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Ancic? Altro che Super-Mario

Dall’incidente con gli sci d’acqua di due anni fa, fino alla broncopolmonite odierna. Una lunga serie di infortuni che hanno minato la carriera del croato Mario Ancic.Elisa Piva

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La Croazia sembrava aver trovato in Mario Ancic il nuovo Ivanisevic. Anche lui di Spalato, anche lui uno spilungone dal potente servizio. E le loro speranze erano state alimentate ulteriormente quando, all’esordio nel 2002, sconfisse al primo turno di Wimbledon Roger Federer. Il 17enne Ancic non aveva mica compiuto impresa da poco, e da li si guadagnò il soprannome di Super-Mario. Bhè, lasciatemelo dire, con il senno di poi quel nomignolo è ben poco azzeccato.
Ma sui prati dei Championships Marione sembra trovarsi a meraviglia. Il suo gioco di attacco si adatta perfettamente all’erba, tanto che nel 2004 raggiunge le semifinali proprio a Wimbledon.
Nel 2005 arriva addirittura la conquista della Coppa Davis assieme al connazionale Ivan Ljubicic. Insomma, la carriera di Ancic si avviava ad essere quella di un ottimo giocatore.

Il 2006 doveva essere l’anno della consacrazione, del definitivo salto di qualità. E la prima parte di stagione ne è una conferma. Entra per la prima volta nella top ten e sembra ben avviato alla qualificazione per la Masters Cup.
In estate però decide che è giunto il momento di divertirsi un po’ con gli amici, di provare lo sci nautico. Mai scelta fu più errata. Mario ha un incidente che gli procura un infortunio al ginocchio destro. Questo lo costringerà a saltare i Master Series estivi sul cemento americano e gli Us Open. Rientrerà ad ottobre ma la corsa alla Masers Cup è ormai compromessa.

È solo l’inizio delle sfortune fantozziane del povero Mario. Il 2007 si rivela l’anno più nero. A febbraio gli viene diagnosticata la Mononucleosi. Una malattia che, se presa in forma pesante, può durare anche molti mesi, abbassando drasticamente le difese immunitarie. Ovviamente è questo il caso, e Ancic sarà costretto fuori dai campi fino ad agosto. Molto debilitato e visibilmente dimagrito, Mario fa due fugaci apparizioni in estete poi si ritira nuovamente dagli Us Open a causa di un infortunio alla spalla destra.

Ma se il 2007 sembra un disastro, il 2008 invece assume contorni tragicomici. A gennaio si becca anche un’intossicazione alimentare e salta gli Australian Open. Il ritorno alle gare nei tornei indoor a febbraio è abbastanza incoraggiante, una finale e una semifinale nei primi due tornei disputati. La stagione prosegue comunque senza particolari acuti. Come se non bastasse nei tornei dello Slam centrali si imbatte in entrambe le occasioni in Roger Federer, venendo sconfitto senza appello. Della serie, piove sempre sul bagnato.
Dopo il Master Series del Canada ecco che ci risiamo. Una ricaduta della mononucleosi, una coincidenza più unica che rara. Questa volta la forma è più leggera, ma non consente comunque a Mario di partecipare agli Us Open.
Prova ritornare per l’incontro di Coppa Davis ma i postumi della malattia non gli consentono di essere al massimo della forma. Rientra a Metz e perde all’esordio.
Ormai la mononucleosi sembra alle spalle e questa settimana era iscritto al torneo di Stoccolma. Nella giornata dei quarti di finale si attende con particolare attenzione l’interessante sfida tra Ancic e il promettente giapponese Kei Nishikori. Niente da fare, poco prima del match arriva la notizia del ritiro del croato, causa? Una broncopolmonite.

Insomma, per il povero Ancic sembra non esserci mai tregua. Raramente un giocatore è stato più attaccato da virus, batteri e bacilli di malattie infettive.
Per lo meno Mario ha sfruttato le pause forzate dai campi per laurearsi in Giudisprudenza. Se la carriera tennistica dovesse continuare a regalargli questa magre consolazioni, gli rimane sempre la carriera di avvocato da percorrere.

Elisa Piva

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