L’argentino si ricandida per un altro finale di stagione col botto. Stoccolma conferma l'ottimo feeling di David con i tornei di fine anno. Samuele Delpozzi
David Nalbandian è decisamente un tennista atipico. Ricchissimo di talento ma inguaribilmente pigro e fragile fisicamente, finora non è mai riuscito ad agguantare neppure un titolo dello Slam, premio che le sue doti tecniche meriterebbero ampiamente. Invece, arrivato alla soglia dei 27 anni, resta ancora uno splendido incompiuto, uno di quegli irregolari che incantano per una, due settimane e poi magari spengono la luce per mesi interi, lasciando gli appassionati pieni di interrogativi e di “se”.
Quando ritrova l’interruttore, però, sono guai per tutti. E non c’è dubbio che il periodo prediletto dell’argentino, quello in cui nonostante la sua intrinseca imprevedibilità non tradisce praticamente mai, sia proprio l’autunno. Il record di Nalbandian nei palazzetti di fine anno è impressionante: 4 degli 8 titoli in carriera li ha conquistati proprio nell’arco di tempo compreso tra la fine dell’Open degli Stati Uniti e la chiusura della stagione. Tra questi vi sono anche i 3 per i quali è (almeno attualmente) ricordato: l’epica vittoria alla Masters Cup di Shanghai 2005, dove giunse da riserva e finì per sconfiggere Roger Federer 7-6 al quinto dopo essere stato sotto di due set, e la clamorosa accoppiata Madrid-Parigi dello scorso anno, quando spazzò via tutti i migliori con punteggi talvolta imbarazzanti. A Madrid in particolare eliminò in successione i primi 3 della classifica, Nadal, Djokovic e Federer. Ai danni dello spagnolo e dello svizzero si ripetè anche nella capitale francese, lasciando strabiliati gli addetti ai lavori e gli stessi avversari, tutti increduli a chiedersi “ma dov’era stato finora?”.
Simili risultati comunque non sono solamente storia recentissima: già nel 2002, l’anno in cui fu sorprendente finalista a Wimbledon, si aggiudicò il prestigioso torneo autunnale di Basilea, nel quale avrebbe poi raggiunto l’ultimo atto anche nelle due edizioni successive. Anche a Madrid era già giunto in finale, stoppato da un incontenibile Safin nel 2004, nonché semifinalista nel 2005.
Passando invece alla stretta attualità, anche quest’anno i segnali per la concorrenza sono preoccupanti: alla sua prima uscita in un torneo indoor, a Stoccolma, Nalbandian è già in finale, dopo aver rifilato quest’oggi un eloquente 6-2 6-1 ad un ottimo giocatore come Jarkko Nieminen. Proverà a fermarlo domani il padrone di casa Robin Soderling.
In ogni caso David sembra aver ritrovato le solite sensazioni nell’imminenza degli ultimi tornei Masters Series, ma stavolta con un obiettivo in più: la finale di Coppa Davis, che l’Argentina per la prima volta giocherà in casa. Avversari saranno gli spagnoli che, viste le caratteristiche, verranno affrontati proprio su un terreno rapido. E per quanto Nalbandian possa essere rimasto deluso dalla mancata assegnazione dell’incontro alla sua città, Cordoba, a favore di Mar del Plata, una volta in campo non farà poi molta differenza. Sarà sempre veloce indoor, sempre a fine stagione. Gli iberici sono già avvisati.