6-2 6-4 e la serba sconfigge la russa. Jelena sarà certamente n.1 a fine anno, a dispetto dei critici. Soltanto nel secondo set la Zvonareva è stata in partita. Nel torneo è stata Flavia Pennetta la sua avversaria più dura.
Da Mosca, Angelica
Jankovic – Zvonareva 6-2 6-4
Dire che la Jankovic non merita la prima posizione mondiale diventa sempre più difficile.
Ha vinto 3 tornei di seguito nelle ultime tre settimane, volando da Pechino a Stoccarda e poi a Mosca. Ha vinto tutte e tre le finali in 2 set senza mai far nascere il dubbio su chi stava comandando il gioco.
Qui a Mosca, oggi c’e’ il pienone. Il pubblico avrebbe preferito una finale tutta russa, ma si deve accontentare. Gli spettatori sono assiepati anche nell’ultimo anello dello stadio e ti chiedi, cosa possano vedere.
Mezzi vuoti i posti a bordo campo, quelli degli sponsor.
Vera Zvonareva sembra sentire la tensione di giocare qui a Mosca la sua seconda finale di un Tier I.
Curioso che la prima fosse a Doha, primo torneo Tier I della stagione ed oggi gioca la finale del ultimo Tier I del 2008.
Il primo set è senza storia: subito break della Jankovic, poi tiene il suo turno di servizio.
La Zvonareva è troppo fallosa o meglio la Jankovic non sbaglia nulla. Suo papà questa volta si è seduto all’altezza della linea del servizio. Sempre pronto a scattare quando la figlia fa un punto. Si è messo abbastanza distante dal coach della Zvonareva.
Vera tiene il suo turno di servizio e il coach applaude. Ma non si sente per l’urla del pubblico, sostegno che non mancherà alla russa per tutto il match.
La Jankovic accelera e va 5 a 1. La mamma sorseggia la sua acqua oramai come fosse un drink. Ed è subito un 6 a 2 per la serba.
Ieri la Dementieva aveva detto che sembra impossibile trovare un modo per batterla.
Eppure la Pennetta aveva mostrato a tutti come si doveva giocare. Martellarla sul rovescio e tenerla inchiodata nell’angolo sinistro. Avesse sbagliato un po’ meno nei momenti importanti, chissà che match sarebbe stato;un po’ di rammarico c’è.
Secondo set e subito break Jankovic.
Ci si prepara per un altro match breve. Poi la Zvonareva per alcuni punti gioca alla “Jankovic” rimandando di là tutto, alza un mezzo lob, la Jankovic ci si scaraventa sopra di diritto per fare un buco sulla campo e sbaglia. Il padre si getta all’indietro sulla sedie. Il coach alza un braccio come a dire : Ma come si fa! E la russa fa il contro break.
Vera tiene il suo gioco a zero. Per un attimo si spera che il match possa riaprirsi.
Nel frattempo si stanno riempiendo anche i posti a bordo campo. Ovviamente, quelli a favore di TV.
La Zvonareva sul polpaccio sinistro ha un segno sulla pelle, tipo un livido. E’ il punto della gamba dove spesso, in passato, si tirava delle racchettate.
Oggi non si fa più male da sola, ma rispetto ai giorni scorsi è decisamente più nervosa.
Sul 2 a 1 Zvonareva, servizio Jankovic, 30 – 15 la Jankovic sbaglia e si gira verso il suo angolo sfogandosi con il coach. Lei gli urla qualcosa, lui fa altrettanto.
Punto successo errore della russa. E’ il suo turno di girarsi verso il coach e sfogarsi. Il suo allenatore, un francese, al contrario del coach della Jankovic, non risponde.
E si va 2 giochi pari. La Jankovic incomincia ad aumentare il ritmo dello scambio. La russa corre da un lato all’altro del campo. Poi arriva quasi in spaccata ma riesce solo rimandare di là la palla. Allora prova a spaccare la racchetta. Non servirà, la racchetta resiste. Ma anche la Jankovic, che si porta 3 a 2. Al cambio di campo la serba fa stretching. Beh deve sempre ricordarsi che ha problemi con la schiena.
Sul 4 a 3 c’e’ uno scambio di 31 colpi. Provano a riprendono fiato. Ne esce meglio la Zvonareva, che poi aiutata anche dal nastro fa il punto successivo e c’e’ il boato del pubblico.
Siamo sul 4 pari. La russa va servire e comincia con un doppio fallo. Mano sulla visiera.
Oramai la Jankovic sente odore di terza vittoria consecutiva. Quando fa il break il suo angolo scatta in piedi. Tranne la mamma che continua a sorseggiare la sua acqua. Datele anche una sdraio e sembra che stia in spiaggia.
Dopo 1 ora e 18 minuti Jelena Jankovic fa a servire per il match.
Dopo 1 ora e 21 minuti Jelena Jankovic manda un bacio al cielo per festeggiare la sua vittoria alla Kremlin Cup.
La serba va ad abbracciare madre, allenatore e padre che di corsa ha raggiunto il lato destro.
La russa si avvicina all’angolo sinistro dove è seduto il suo coach e furiosa e in lacrime comincia a discutere con lui. O meglio parla solo lei, spostando il braccio verso il campo come a dire ma che razza di tattica abbiamo deciso, era tutto sbagliato il modo in cui ho giocato.
Mentre la Jankovic sorpresa di quanto bene stia giocando, con la coppa di Cartier, una copia ovviamente, parte per Zurigo. Avrebbe voluto non andare e e riposarsi ma è uno dei tornei che deve giocare per rispettare i suoi impegni e allora va.
D’altra parte la Jankovic è l’unica giocatrice quando arriva ad un torneo è stanca e quando arriva in finale è fresca come una rosa.
Dalla finale dell’ Us Open ad oggi ha giocato talmente bene da essere lei stessa sorpresa.
E comunque vada nei prossimi tornei, Jelena Jankovic sarà la n.1 alla fine del 2008.
Incominci ad essere difficile dire che non meriti quella posizione.
Angelica