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Monfils, mancata promessa?

Il giovane transalpino si fa battere da Petzschner e perde la quinta finale consecutiva. Il suo unico titolo conquistato risale ormai al 2005. Entrera’ mai nei top ten? Luca Labadini
 

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Facciamo una premessa. Muovere critiche verso un giocatore che proprio oggi raggiunge il suo best ranking puo’ sembrare una contraddizione. Gael Monfils, che ha compiuto 22 anni il primo Settembre, approda questa settimana al numero 19 facendo per la prima volta il suo ingresso fra i primi venti giocatori del mondo. Nel maggio scorso, l’estroso francese ha centrato la semifinale al Roland Garros creando molti imbarazzi e problemi a Roger Federer, un traguardo che sarebbe un sogno per moltissimi giocatori del circuito. Nonostante questo,la sua nuova sconfitta subita dal quasi carneade Petzschner pone molti interrogativi sul suo effettivo valore. La sua carriera sembra arrivata a un crocevia. Non abbastanza competitivo per entrare definitivamente nell’elite del tennis mondiale ma nello stesso tempo mai cosi’ deludente da poterlo considerare un ‘ex speranza, Gael si trova in un limbo, ancora inconsapevole del proprio status e del futuro che il tennis gli regalera’. A livello Juniores, Monfils nel 2004 ha sfiorato un’impresa in passato riuscita soltanto a Stefan Edberg, ovvero centrare il Grande Slam. Dopo Melbourne, Parigi e Wimbledon, Gael si e’ fatto sorprendere al terzo turno degli Open degli Stati Uniti dal serbo Troicki. Questo incidente non gli ha ovviamente impedito di chiudere la stagione come incontrastato numero uno del ranking mondiale. Dotato da madre natura di un fisico semplicemente strepitoso ( 1,93 di altezza x 81 kg ) la sua esplosivita’ ha sin da subito fatto la differenza tra lui e i suoi coetanei, in un’eta’ in cui le differenze “fisiche” si fanno ovviamente piu’ sentire. Passato professionista, Monfils non ha modificato il suo modo di giocare, ma quelle che prima si rivelavano come micidiali armi vincenti, risultano subito meno efficaci e facilmente attaccabili dai giocatori di punta .Il francese , pur avendo la capacita’ di tenere il ritmo dello scambio a livello altissimo e dotato di un gran servizio, e’ prettamente un giocatore difensivo . Contando moltissimo sulle sue doti atletiche ,di corsa ,e di gran scivolatore,Gael adotta una tattica attendista, rispondendo al servizio dell’avversario ben dietro la linea di fondo, e preferisce spesso lasciare l’iniziativa al suo avversario, per poi sorprenderlo con veloci cambi di ritmo. Cio’ nonostante, la facilita’ con cui sa coprire il campo gli consentono spesso di trasformare un’azione difensiva in offensiva. Questa condotta di gioco, che pochi giocatori possono’ permettersi di adottare, e’ molto dispendiosa e spesso richiede al francese una fatica doppia e a macinare chilometri su chilometri. Nessuno lo mette sotto, ma poche volte riesce a vincere un match con velocita’, e questo alla lunga incide e richiede anche una notevole solidita’ nervosa. Un dispendio di energie del genere, ovviamente, lo espone anche al rischio di infortuni, che infatti spesso gli hanno rallentato l’attivita’ e l’esplosione. Ad oggi, il giovane parigino ha vinto soltanto una delle sei finali conquistate a livello Atp, sconfiggendo il tedesco Mayer sulla terra rossa di Sopot nel 2005. Un po’ poco, per quello che molti addetti ai lavori consideravano un sicuro “prospetto”e la vera speranza transalpina, oggi invece preceduto in classifica anche dal meno atteso e pubblicizzato Simon. Nel corso della sua ancora giovane carriera, il francese si e’ avvalso della collaborazione di tre diversi allenatori. Dopo l’esperienza con l’ex giocatore e connazionale Tierry Champion,durata due anni,Gael ha cercato aiuto in Tarik Benhabiles, ma nel 2008 l’incarico e’ stato nuovamente assegnato a Roger Rasheed. Dopo aver assistito alla maniera in cui Monfils e’ stato letteralmente annebbiato dal rovescio tagliato a una mano di Petzschner,e incapace di adottare una contro tattica efficace, non ci stupiremmo di vedere la guida tecnica cambiare ancora. A soli 22 anni e nei primi venti del mondo, Gael Monfils e’ ovviamente ancora in tempo per cambiare marcia e irrompere nel gotha del tennis mondiale, ma il 2009, ( anno in cui avra’ la pesantissima cambiale del Roland Garros da difendere) , ci dira’ se Monfils sara’ riuscito a portare a termini quei progressi, sia a livello tecnico che a livello tattico, che gli consentirebbero di compiere il salto, o se dovra’ accontentarsi di una carriera piu’ che soddisfacente ma non..spumeggiante.
 

                                                                                                                                                                        Luca Labadini
 

Luca Labadini

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