Il ragazzo di Budrio si mette alle spalle un brutto periodo, battendo il n.17 del mondo Almagro 7-6 6-1. Al prossimo turno se la vedrà con Andy Murray. Giorgio Spalluto
Una vittoria in un Masters Series era proprio quello che ci voleva per un giocatore come Simone, reduce da un periodo a dir poco travagliato. La scelta di privilegiare i tornei indoor asiatici, oltre a procurargli le sanzioni di cui tanto si è discusso, non aveva regalato a Simone quei punti e quella fiducia necessaria per chiudere al meglio una stagione comunque positiva; a dimostrazione della scarsa fiducia nei propri mezzi, l’orrenda percentuale nei tiebreak giocati nell’ultimo periodo (persi 11 degli ultimi 12) e la deprimente statistica relativa alle sconfitte nei primi turni: 6 negli ultimi 8 tornei disputati.
Probabilmente Simone è stato fortunato, oltre ad essere ripescato dopo il forfait di Safin, a beccare un avversario, se possibile, ancora meno in fiducia: Nicolas Almagro al secondo match dell’anno indoor, dopo quello perso 2 settimane or sono a Metz contro l’argentino Schwank e decisamente fuori forma.
Il primo set sembrava confermare le recenti incertezze dei 2 giocatori. Lo spagnolo cedeva il servizio nel 5° game, sprecando un vantaggio di 40-15. Il nostro, che fino al 5-3 in suo favore era stato praticamente perfetto al servizio con una percentuale di prime di gran lunga superiore all’80%, non riusciva a concretizzare il break di vantaggio facendosi brekkare nel momento in cui era chiamato a chiudere un primo set giocato in maniera impeccabile fino ad allora. Perso il vantaggio, Bolelli ha comunque saputo reagire costringendo il suo avversario al tie-break. Anche nel tiebreak, Simone si è fatto recuperare un minibreak di vantaggio, prima di chiudere comunque agevolmente col punteggio di 7-4, mettendo a segno dei punti davvero di ottima fattura.
Si chiudeva così un set molto equilibrato, dall’andamento statistico davvero singolare. Almagro, infatti, chiudeva il primo parziale avendo messo a segno più punti (38 a 35), ed avendo conseguito una migliore percentuale di punti vinti sulla prima (80 a 76) e sulla seconda (64 a 40), a conferma di un’ottima prestazione al servizio.
Un set giocato ad un livello discreto, ma comunque perso, finiva per demoralizzare la psiche del 23enne di Murcia, incapace di reagire alla scoppola subita nel tiebreak. Dall’altra parte della rete, Bolelli era bravo a non regalare davvero nulla ad un avversario che perdeva la testa subito dopo aver ceduto il servizio in apertura di set.
La sconfitta di quest’oggi sembra mettere fuori causa il “murciano” sia per quanto riguarda il posto di secondo singolarista per la finale di Davis contro l’Argentina, che nella corsa alla Masters Cup di Shanghai.
Simone, dal canto suo vince finalmente un match importante dopo l’exploit di Wimbledon contro Fernando Gonzalez. Adesso è atteso da un avversario davvero tosto come il recente finalista degli Us Open, Andy Murray, contro il quale non ha mai giocato in carriera. Bolelli ha dimostrato nel 2008 di poter fare partita pari con quasi tutti i Top10 che ha affrontato. Rimane però il bilancio negativo di 10 sconfitte in altrettanti incontri, che probabilmente è alla base della scarsa fiducia che sembra caratterizzarlo ultimamente.
Infine, segnaliamo come, ironia della sorte, poco prima della vittoria di Bolelli c’era stata la sconfitta di quello Steve Darcis che lo aveva sconfitto ieri e che oggi, un po’ menomato, nulla ha potuto sotto i colpi di Mardy Fish