Donald vince a Sacramento, l’oro di Atene 2004 si impone in Brasile. Quattro gli appuntamenti del circuito challenger in programma la scorsa settimana. Remo Borgatti
Sulla terra di Asuncion in Paraguay vittoria dell’argentino Martin Vassallo Arguello in un campo di partecipazione che aveva nel peruviano Horna il primo della lista (e sconfitto nei quarti nientemeno che da Pablo Cuevas, il suo compagno di doppio nel sorprendente successo al Roland Garros) e in Brian Dabul il numero due. Vassallo Arguello, dopo aver praticamente passeggiato nei primi tre turni, ha dovuto ricorrere al terzo set sia in semifinale contro Dabul (4-6/6-4/6-4 lo score) che in finale contro l’altro connazionale Leonardo Mayer, che si è arreso solo al tie-break del set decisivo (3-6/6-3/7-6). L’unico azzurro in gara, il giovane Lopez, dopo aver passato le qualificazioni si è imbattuto subito in Cuevas, contro il quale ha raccolto quattro giochi nel primo set e nessuno nel secondo.
Sempre sul rosso si è giocato in Brasile il Florianopolis II (il primo si era disputato in aprile e aveva vinto Bellucci) con il cileno Nicolas Massu, testa di serie numero 2, che ha trionfato a spese del connazionale Capdeville nei quarti, di Luczak in semifinale e del francese Patience, che nel turno precedente si era imposto in tre combattutissimi parziali (6-7/7-6/6-4) al numero uno del seeding, l’argentino Junqueira, in finale. La finale è stata equilibrata nel primo set, vinto da Patience al tie-break; poi Massu ha cambiato marcia e si è imposto 6-2/6-1. Per Massu è la seconda vittoria stagionale dopo quella conseguita a Rijeka, in Croazia.
Sul cemento californiano di Sacramento l’eterna promessa statunitense Donald Young non si è fatto sfuggire l’opportunità di aggiudicarsi il suo primo torneo del 2008. Con Spadea (subito eliminato da Scoville Jenkins) numero 1 e Kendrick (che invece è andato in finale) numero 2, il torneo aveva in tabellone anche Isner, sconfitto nei quarti in tre set da Odesnik, e Taylor Dent, a cui era stata concessa una wild-card. Dent ha subito perso in tre set dal tedesco Dorsch mentre Young, sempre al primo turno, è stato costretto agli straordinari dal serbo Vemic (2-6/7-5/7-6 lo score). Il cammino del vincitore è stato tutt’altro che semplice: nei quarti anche Jankins l’ha portato al tie-break del terzo mentre in semifinale Odesnik si è ritirato a metà del terzo set. La finale invece è stata a senso unico e Kendrick ha racimolato solo cinque games (6-4/6-1).
Infine a Rennes, sul cemento indoor, gloria per il ventiduenne francese Ouanna, reduce da una stagione densa di delusioni e finalmente in grado di imporsi a livello di challenger dopo le buone prestazioni nei futures. Josselin, che non era compreso tra le teste di serie, ha vinto senza perdere nemmeno un set e battendo nell’ordine Dlouhy, Lacko, e i tre connazionali Roger-Vasselin, Sidorenko e Mannarino. Quest’ultimo, giunto in finale spese di un altro francese, Guez, ha opposto poca resistenza perdendo 6-2/6-3. Il numero 1 del seeding era il tedesco Beck, battuto nei quarti da Mannarino, mentre il numero 2 Ascione ha lasciato subito la compagnia per mano del tedesco Kamke.
Remo Borgatti