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AMS Madrid

Bene Nalbandian
Fuori Davydenko

L'argentino doma in tre set Berdych, fischiato per vecchie ruggini. Avanti Djokovic (che soffre contro Hanescu). Bene Tsonga e Monfils. Davidenko si arrende a Ginepri. Alessandro Mastroluca

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Djokovic-Hanescu 7-6 6-7 3-1 ret.
“They say the time is a healer, and my new wounds are not the same” cantavano i Genesis. Il tempo cura tutto, le mie nuove ferite non sono le stesse di prima. Andatelo a raccontare ad Hanescu, che ha perso tutto il 2006 per un infortunio alla gabbia toracica in Davis contro gli Usa (un mese e mezzo dopo aver raggiunto il best ranking, al n.35). E che oggi si è dovuto arrendere ancora al suo fisico.

Nell'unico precedente tra i due, Hanescu restò in campo per soli cinque game. Stavolta ha resistito 2 ore e 19 minuti, prima di essere messo ko da un infortunio all'inguine

Oggi, comunque, e lo stesso Djokovic lo ammette nel dopo gara, “è stato lui il miglior giocatore in campo. Ho giocato contro pochi giocatori dal servizio preciso come il suo”.

Servizio che fa difetto in avvio a Nole, che si fa brekkare al quarto gioco, ma nel game successivo rimonta da 40-0 e riporta il punteggio in linea con i turni di battuta. Così resteranno fino al tiebreak. E' il più titolato dei due (separati da 70 posizioni in classifica), a prendere il comando e allungare 4-2. Ma Hanescu sciorina un contro-parziale di tre punti a zero. Si arriva così 8-8: nessuno è ancora riuscito a strappare un set point sul servizio dell'avversario. Il primo è proprio Hanescu, grazie a un regalo del serbo che colpisce male una gestibilissima volée alta.

L'inizio del secondo set non è esattzmente promettente per Djoko, che deve subito annullare una palla break, ma resta aggrappato alla partita. L'avversario spinge, resta a contatto, e Nole riesce ad attaccare solo in rare occasioni come vorrebbe. Soprattutto Djokovic fa fatica a mettere pressione sul servizio del rumeno, che si rivela solido e continuo. Anche freddo, se necessario: serve sul 5-6, annulla due palle break e forza anche il secondo set al tie. Sembra ripetersi la scena già vista prima, con Djokovic che cambia campo in vantaggio 4-2; stavolta sembra metterci un po' di emozione in più. Butta via un set point scentrando un diritto non impossibile che vale al rumeno il punto del 6-6, ma non concede altro. Chiude 8-6 e si va al terzo.

Il terzo set dura in realtà un game. Djoko tiene ai vantaggi, Hanescu chiama il medical time-out. Prova a restare in campo un altro paio di giochi, ma si muove male e sventola bandiera bianca. Mens sana in corpore aegro.


Tsonga-Granollers Pujol 3-6 6-3 7-6
“Cassius Clay” Tsonga incassa in avvio, ma non perde impeto e mordente. E alla fine la vince. Il giovane catalano Marcel Granollers-Pujol, però, sta trovando nella tana del nemico (calcistico) madridista il palcoscenico ideale. Il francese, nel quinto game del primo set, vede un lob di mezzo volo rimbalzare appena oltre la riga: avrebbe potuto essere la sua prima palla break. Ma è proprio lui a cedere per primo, nel gioco successivo, alla palla corta dello spagnolo, che dà il là al break. Sul 5-2 Tsonga deve annullare tre palle break, ma tiene. Con un servizio vincente Marcel chiude comunque 6-3.

Devastante la partenza di Tsonga nel secondo set: con uno smash spettacolare sigilla il primo game e con un perfetto passante di diritto brekka in avvio lo spagnolo. Lo strappo è decisivo, il secondo set si chiude 6-3.
Il francese si ritrova però spalle al muro nel terzo. Sbaglia una non impossibile demi-volée di rovescio, e si ripete sulla volée bassa nel punto successivo: Granollers strappa il servizio e va a servire per il match sul 5-3. L'impossibile, qui, diventa possibile. L'errore di diritto di Tsonga manda Granollers a due punti dal match. Il transalpino non ci sta, si prende gli applausi del pubblico per la volèe di rovescio che lo rimette in partita.

L'inerzia è girata. Si arriva al tie-break. Il catalano butta a terra la racchetta dopo un cruciale errore gratuito. E nulla può fare sul dritto incrociato di Tsonga che chiude la sfida. Possibile ora un terzo turno “blockbuster” con Federer, se lo svizzero riuscirà a venire a capo di Stepanek.

Ginepri-Davidenko 4-6 6-4 6-4
La scorsa settimana Nikolay Davidenko ha mancato di difendere il titolo di Mosca, perdendo da Marat Safin. Qui a Madrid sembrava aver ritrovato grinta e motivazioni. E' lui a strappare per primo, dopo che fino al 3-3 non si era vista nemmeno l'ombra di una palla break. Si concede anche la briga, e di certo il gusto, di chiudere il primo set in perfetto stile Robbie-G: con un ace. Il secondo parziale sembra la copia carbone del primo, col break del russo per il 4-3. Ma Ginepri torna sotto, controbrekka e allunga il match al terzo. Si rivela freddo, l'americano, quando salva una palla break e tiene il servizio allungando a 4-3 nel set decisivo. Alla fine Davidenko si arrende. E' la sua peggior sconfitta da quando ha ceduto a Gilles Muller (n.130) agli Us Open. Robbie Ginepri, passato dalle qualificazioni, è n.63.

Nalbandian-Berdych 6-2 6-7 6-1
Una delle partite più attese della giornata. Il pubblico parteggia spudoratamente per il campione in carica. Due anni fa il ceco, in un match contro Nadal, si voltò platealmente con un dito alle labbra verso i tifosi che incitavano Rafa. E Nalba esce dai blocchi che sembra Bolt: dritto incrociato poderoso e break per il 3-1. Salva due palle break subito aggrappandosi al servizio senza inconvenienti, se non una corda rotta giocando una risposta nell'ottavo gioco. Sportivamente dà il punto a Berdych, ma il set è suo.

La risposta del ceco, vincitore a Tokyo due settimane fa, è netta e decisa. Break subito e via 2-0. Si trova sotto 0-40, il pubblico applaude Nalbandian, ma lui annulla tutte le palle break. E' bravo, poi, a chiudere grazie con lo smash per il 5-3. Sul più bello, però, il ceco si tradisce: va fuori giri di rovescio dopo uno scambio duro ed è 5-5.

Il set si decide al tie-break. Nalbandian regala il punto blockbuster con un recupero prodigioso dall'angolo lontano per recuperare una smorzata perfetta di Berdych e chiudere il vincente in cross. Ma il tiebreak sorride a Berdych. La cui gioia, però, è davvero effimera. E svanisce in un momento. Perde il servizio tre volte nel terzo set, spianando la strada al successo di Nalbandian. Ora l'argentino è atteso dal derby con Del Potro, che ha beneficiato del ritiro di Nieminen quando era in vantaggio 6-2 4-2.

Karlovic-Soderling 7-6 7-6
Non hanno chiesto, come Ivanisevic e Rosset a Wimbledon '92, “metteteci in un campo isolato, che non sarà un bello spettacolo”; ma i nipoti del tennis bombarolo, Karlovic e Soderling, hanno pienamente confermato le attese. 35 aces in due, nessun break, e due set conclusisi nell'unico modo possibile quando metti due così l'un contro l'altro armati. Lo spettacolo, se così si può chiamare, è durato un'ora e 49 minuti. Karlovic è sempre più leader degli ace nel circuito: ne ha all'attivo 889 in 50 partite.

Monfils-Gonzalez 6-3 6-4
Come Road Runner e Willy il Coyote. Con il guizzante francese nei panni dell'imprendibile preda, e “Mano de Pedra” al vano inseguimento. E' la seconda sfida in due settimane per Fernando e Gael. E il cileno non è ancora riuscito a vincere un set. O a capire come fare per mettere in difficoltà Monfils. Come a Vienna, il primo set si chiude 6-3. Monfils moltiplica vincenti, scovando traiettorie ignote ai più. Quando sul 3-2 e servizio Monfils, Gonzalez conquista la prima palla break del match con una risposta vincente, per lui è una festa. La sua presenza nel match finisce praticamente lì. Ad attendere Monfils, Roddick o Robredo, che chiuderanno il programma di oggi.

Lopez-Ferrer 6-4 7-6
Sugli spalti, in giornata, si sono visti giornalisti della Real e dell'Atletico di Madrid, in vista del derby di sabato prossimo. In campo i titolari del doppio spagnolo di Davis si sono sfidati per l'ottava volta in carriera. Il mancino di Toledo conferma la sua migliore attitudine al tappeto indoor: tre i confronti, compreso questo, tre vittorie.

Pronti via e Lopez strappa subito il servizio e si mette a fare corsa in testa. Disturbati da un black-out, con Ferrer che serve sul 2-4 40-30, i due riprendono a giocare con le luci ancora a metà. Si mette a piangere un bambino, e il padre deve portarlo fuori. Lopez sul 5-4 va 40-0. Ferrer ne annulla due grazie a due vincenti di diritto, ma l'alicantino perde la schermaglia ravvicinata a rete e Feliciano allunga.

A cavallo tra primo e secondo set, Ferrer in tre turni di battuta mette a segno un parziale di 12 punti a zero, mentre Lopez sbaglia un dritto dal coefficiente di difficoltà non esorbitante e regala il break del 3-1. Regalo prontamente restituito. Nel settimo gioco, spesso decisivo, come leggenda del tennis vuole, Ferrer perde il servizio a zero. Lopez, nonostante le basse percentuali di trasformazione con la seconda palla (48% in tutto il secondo set), e qualche errore di troppo, anche se è lui che deve fare gioco e prendere rischi, riesce a far girare l'inerzia del set. Il tie-break segue le indicazioni del match, Lopez allunga ma Ferrer non si fa troppo staccare fino al serve-and-volley da manuale per il 7-4 finale.

Al prossimo turno lo spagnolo affronterà Wawrinka, che ha sconfitto il tedesco Kohlschreiber 3-5 7-5 7-6. Dopo una partenza difficile, con il tedesco che strappa il primo set (nell'unico precedente, al Roland Garros quest'anno, vittoria facile dello svizzero in tre) e sembra giocare con discreta scioltezza. Ma sul più bello la pressione si fa sentire, Wawrinka brekka, sale 6-5 e chiude il secondo parziale.

“Stas” inizia a leggere meglio il servizio del tedesco, e a costringerlo a turni di battuta più laboriosi. Non trema il braccio della medaglia olimpica, chiamato per due volte a servire per restare nel match, sul 4-5 e 5-6. Nel tiebreak, è Kohli ad avere le prime occasioni, ma sotto al traguardo arriva per primo lo svizzero.
 

Alessandro Mastroluca

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