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AMS Parigi Bercy

Parigi ci crede, Jo non sbagliare

La 23esima finale del torneo di Parigi Bercy sarà tra Nalbandian ed il francese Tsonga. Il tennis francese è in crescita e quello italiano? Aspetto un vostro parere.

Da Parigi, Piero Pardini

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Qualcuno ha scritto "Parigi vale una messa", per David Nalbandian la capitale francese ha un sapore tutto particolare: vale un’intera stagione.
Per il secondo anno consecutivo il giocatore argentino disputerà la finale del Masters Series di Bercy. Non ci sarà la rivincita con lo spagnolo Rafael Nadal (bloccato da un infortunio durante il torneo), bensì una finale con il nuovo idolo del tennis locale Jo-Wilfried Tsonga.
Nalbandian ha sconfitto in tre set il russo Davydenko (vincitore dell’edizione 2006) con il risultato di 6-1 5-7 6-4.
La partita caratterizzata da un primo set conclusosi in appena 28 minuti ha inizialmente destato molte perplessità. Qualcuno in tribuna tra gli spettatori ha ipotizzato una sorta di accordo: complice il gioco totalmente inconcludente del russo.
Nel secondo set la partita ho cambiato decisamente aspetto. Nalbandian è sembrato un altro giocatore, ed il russo ha iniziato a giocare secondo i suoi standard riuscendo a vincere il set.
Il terzo e decisivo set è stato molto intenso, e non ci sono stati break sino al settimo game, quando l’argentino ha strappato il servizio al russo ed ha mantenuto il vantaggio sino al termine. Dopo poco più di due ore di gioco, il campo ha decretato il primo finalista.
Giusto il tempo di sentire un paio di canzoni ad un volume impressionante ed è iniziata la seconda semifinale tra l’idolo di casa Tsonga e l’americano James Blake.
Per il campione francese la partita è stata poco più di un allenamento, Blake non ha avuto le motivazioni e l’intensità di gioco del suo avversario.
La partita si è rivelata quasi un monologo per il francese, che in appena un’ora e sei minuti di gioco con il risultato di 6-4 6-3 ha chiuso la pratica americana, iniziata ieri con la vittoria su Andy Roddick.
Nei dati della partita la sintesi di questo “allenamento”: 12 aces, un ottimo gioco di volo, soltanto otto i punti concessi sul proprio servizio, due break ad inizio di ogni set e uno nel game decisivo del secondo set.
Domani il francese e l’argentino si giocheranno sia il titolo sia l’accesso all’ultimo posto per il Masters di Shanghai. Con la sconfitta di Blake, Del Potro si è aggiudicato il penultimo posto disponibile.
Qua a Parigi però circola una strana voce, al momento non confermata, David Nalbandian, anche se qualificato, non parteciperà alla Master Cup. Se la voce fosse confermata Tsonga sarebbe già con la testa a Shanghai. Bisogna comunque tener presente le possibili defezioni di: Federer (problema alla schiena) e Nadal (problemi alla gamba). Con queste premesse l’evento di Shanghai perderebbe molto del suo interesse.
Vorrei fare un’ultima considerazione. Il tennis francese prima con Simon, finalista a Madrid, ed adesso con Tsonga in corsa per la vittoria a Parigi sta confermando un buon stato di salute. La domanda che spesso mi pongo è quando vedremo un giocatore italiano disputare una finale di un Masters Series. Se non sbaglio l’ultimo vincitore in queste competizioni è stato Paolo Bertolucci al torneo di Amburgo nel 1977, sono passati 31 anni, troppi ….  e voi cosa ne pensate?

Piero Pardini