Il derby serbo va a Jelena, che batte Ana Ivanovic con il punteggio 6-3 6-4. Venus batte 7-5 6-3 la Safina, Zvonareva sconfigge la Kuznetsova. Elisa Piva
J. Jankovic b. A. Ivanovic 6-3, 6-4
Oggi la Jankovic si è rivelata troppo solida per la connazionale. Decisa e sicura di sé, ben concentrata su quello che doveva fare. Dall’altra parte della rete si è rivista la Ivanovic frettolosa e fallosa della seconda parte di stagione.
Nel primo parziale la n°1 del mondo è partita con un attimo di titubanza, commettendo anche due doppi falli al servizio, ma riesce comunque a tenere la battuta. La Ivanovic comunque inizia ancora peggio, cedendo subito il servizio. Da qui la Jankovic si tranquillizza e inizia a manovrare il gioco, spostando molto la sua avversaria, quindi si porta sul 3 a 0. Con enorme fatica, annullando anche una palla del 4 a 0, la Ivanovic riesce a tenere la battuta e in risposta gioca il suo miglior game della partita, e viene premiata con il controbreak. Troppo poco. Già dal game successivo, quello che potrebbe riportarla in parità, ritorna quella sprecona di inizio set. Cede nuovamente il servizio e per la Jankovic è davvero una formalità tenere i turni di battuta successivi. Sembra che questa prima posizione abbia dato davvero una nuova consapevolezza nei propri mezzi a Jelena, che anche quando serve per chiudere il set non trema affatto, come spesso le era capitato contro la connazionale.
Il secondo set sembra la fotocopia del primo. La Jankovic si porta subito avanti di un break, e la Ivanovic continua a voler tirare vincenti ad ogni colpo. Anche in questo parziale però c’è un momento di sbandamento per la Jankovic, sul 3 a 2 cede la battuta e il set si riapre. Ma nuovamente la Ivanovic si ostina a voler chiudere lo scambio in massimo tre colpi. È un tennis troppo rischioso, soprattutto se lo si gioca in questa stato confusionale. Infatti Ana mette a segno un vincente seguito da molteplici errori, una percentuale troppo bassa per pensare di poter vincere una partita contro una delle giocatrici più regolari e solide del circuito. E così Jelena si riporta in vantaggio di un break, anche se ora è visibilmente meno sicura e spinge meno durante lo scambio. Arriva puntuale una palla del contro break, ma la Ivanovic è troppo presa dalla foga per potersi accorgere del momento di incertezza dell’avversaria e spreca l’occasione.
A questo punto accade un episodio curioso. Siamo sul 5 a 3 40-30, nel bel mezzo dello scambio la Ivanovic si ferma, si piega su se stessa toccandosi il ginocchio sinistro e poi si va a sedere. Quando arriva la fisioterapista ci si aspetta il solito trattamento, invece c’è un brevissimo colloquio tra le due, e Ana ritorna in campo come se non fosse successo nulla. Tiene il turno di servizio, e quando la Jankovic serve per il match continua a sparecchiare i colpi, semplificando ulteriormente il compito a Jelena. Se non avesse adottato questa tattica suicida per tutto il match, si potrebbe ipotizzare che avesse fretta di chiudere per via del problema.
In ogni caso, tutto finisce lì. Una discreta Jankovic chiude senza troppi patemi, ringrazia, si fa il segno della croce, e vince così la sua prima partita al master. Ora che è riuscita anche a sfatare il tabù Ivanovic, si candida più che mai come prima favorita per la vittoria finale.
Domani la Ivanovic giocherà il primo match contro Vera Zvonareva. Per le due si tratterà già di una partita decisiva per la qualificazione alle semifinali.
V. Zvonareva b. S. Kuznetsova 6-2, 6-3
Comincia con il derby russo del gruppo bianco il Sony Ericsson Championships, quello tra Svetlana Kuznetsova e Vera Zvonareva. Come era prevedibile c’è molto vento, e questo fattore purtroppo influenzerà negativamente il gioco. Nelle prime battute poi ci si mettono anche i ragazzini dal secondo anello a disturbare le giocatrici, Svetlana è visibilmente contrariata.
La prima a soffrire delle forti raffiche di vento, almeno al servizio, sembra la Zvonareva, che commette 3 doppi falli nei primi due turni di servizio e concede subito due palle break sull’1 pari. Il vento si rivela invece un elemento di disturbo maggiore per la Kuznetsova negli scambi da fondo, che la inducono a commettere numerosi errori non forzati principalmente di dritto. Dopo aver sprecato due palle break, Svetlana, cede il turno di servizio da 40 a 0 e l’avversaria inizia a prendere più fiducia. Confermato il break. Nel turno successivo la 23enne di San Pietroburgo riesce a tenere il turno di servizio anche grazie ad un piccolo aiuto da parte dell’arbitro, che suscita anche una timida protesta da parte della Zvonareva.
In una situazione analoga in precedenza, la Zvonareva aveva tirato un dritto pizzicando la riga, e l’avversaria non era riuscita a contenere; l’arbitro aveva chiamato la palla out, e, dopo il challenge della Zvonareva, aveva fatto rigiocare il punto. Nel secondo caso, invece, in seguito ad un rovescio della Kuznetsova chiamato out che l’avrebbe portata alla palla del 4 a 3, viene assegnato il punto dopo la chiamata del falco. Poco male comunque, perché dopo aver annullato, una palla del contro break, la Zvonareva si porta sul 5 a 2 e le proteste finiscono in una bolla di sapone.
Per la Kuznetsova sembra davvero un’impresa ardua tenere un turno di servizio, sul 5 a 2 concede un set point che la Zvonareva sfrutta immediatamente grazie ad un rovescio in rete dell’avversaria.
Niente da fare, la Kuznetsova è davvero bloccata. Tanti errori, anche su palle facili, un atteggiamento piuttosto dimesso e rinunciatario. Subito 2 a 0 per la Zvonareva in avvio di secondo set. Sì da così inizio alla saga del break. La Zvonareva si impegna per non ammazzare il match, un doppio fallo e tre errori di dritto e la Kuznetsova recupera il break. A questo punto Svetlana decide di scrollarsi un minimo e ci mette un pizzico di carica agonistica in più, inizia a contenere gli errori e tiene il servizio e auto-incitandosi con il pugno serrato. Falso allarme. Quando va a servire sul 3 a 2 cede nuovamente la battuta affossando un comodo dritto ad un metro dalla rete sulla palla break. Insomma, la partita è un’alternanza di qualche bel punto e di errori piuttosto banali. La partita nel bene o nel male la fa la Kuznetsova, alla Zvonareva basta tenere la palla in campo.
Si potrebbe ipotizzare che la causa sia il vento, ma la disabitudine della Kuznetsova alle gare è più plausibile (non gioca un match dal Tier I di Mosca). Non è un caso infatti, che da metà del secondo parziale, dopo più di un’ora di gioco, gli errori siano sensibilmente scesi e gli scambi si siano allungati. Ancora un break, nel settimo gioco; dopo due bellissimi rovesci, e al termine di un duro scambio sulla palla break, la Kuznetsova riesce ancora a rientrare nel set. Riuscirà a tenere finalmente il servizio? Negativo, un altro break, decisivo, per la Zvonareva, conquistato con un bellissimo rovescio lungolinea. Vera serve dunque per il match e questa volta non fallisce. Chiude al primo match point tenendo a 0 il servizio.
Vittoria netta per Vera Zvonareva, la sua prima al master di fine anno. È la dimostrazione che vincere tante partite ti infonde una fiducia determinante. Per la Kuznetsova, questa Kuznetsova, sarà davvero difficile riuscire a qualificarsi. Soprattutto perché sarà quasi obbligata a battere entrambe le serbe.
Elisa Piva
Le otto finaliste posano per la foto ufficiale dei Sony Ericsson Championships – Doha 2008