Lo scozzese batte 4-6 7-6 7-5 Federer eliminandolo dalla corsa alle semifinali. Allo svizzero non è bastato annullare 7 match point nel 10°gioco del terzo set. Semifinali: Murray-Davydenko, Djokovic-Simon. Andrea Nizzero
Federer saluta il 2008. Lo fa con una prestazione straordinaria, caparbia, orgogliosa. Da grande, grandissimo campione. Ma che lo vede nondimeno uscire perdente, da un Andy Murray altrettanto splendido nel lottare fino allo stremo per una partita che per lui aveva valore relativo, in quanto già qualificato.
Il Roger visto in campo oggi, a tratti, ha ricordato quello che il Nadal migliore di sempre aveva battuto 9-7 al quinto set della scorsa finale di Wimbledon. Allora come oggi si trovava di fronte un avversario in stato di grazia, allora come oggi arrivava alla partita in una situazione delicata. Crisi di risultati, allora, problemi fisici, oggi.
E proprio questi acciacchi, in particolare la stessa schiena malandata che lo costrinse al ritiro a Parigi Bercy, hanno comunque condizionato la sua prestazione odierna. Tralasciando l'evidenza degli interventi del fisioterapista e gli esercizi di stretching visti durante il terzo set, è sufficiente osservare le statistiche del servizio svizzero, soprattutto quelle relative al secondo set (47% di punti vinti sulla prima palla), per accorgersene.
Ma la partita, durata 3 ore e un minuto e conclusasi con il punteggio di 4-6 7-6 7-5, va in archivio come una delle migliori del 2008, insieme alla storica finale di Wimbledon citata poco sopra, e alle due puntate di Djokovic – Nadal di Amburgo e Pechino.
Federer sembra avere idee chiare fin dall'inizio. Grande aggressività (che in alcuni casi sfiora la fretta) e braccio libero. Nel quarto gioco riesce a strappare a zero il servizio a Murray, ma lo scozzese non si scompone: nel game successivo gioca con una solidità quasi rocciosa, e al secondo tentativo opera l'immediato controbreak. La qualità del gioco è molto alta, ma raggiunge i massimi livelli nel decimo game. Sul servizio dello scozzese, Federer, avanti 5-4, gioca tre punti scintillanti, si procura tre set point consecutivi e chiude 6-4.
Ma lo svizzero si rilassa, come troppo spesso gli succede ultimamente, e concede subito il break in apertura di secondo set. È il preludio di un parziale dominato dallo scozzese fino al 5-2 40-15 in suo favore. Qui Federer, che sembrava già pensare al terzo set, si inventa un filotto di punti vincenti che gli consente di recuperare uno dei due break di vantaggio e stordisce lo scozzese. Al secondo tentativo di chiudere il set con il servizio, lo scozzese salva tre palle break consecutive, ma alla quarta commette un doppio fallo, figlio del nervosismo e del pubblico rumoroso. Federer tiene a zero il turno di battuta successivo, e si ritrova a condurre 6-5 in un set che era praticamente già perso. Ma la solidità di Murray non è solo nel gioco. Con autorità si issa al tie break, e con altrettanta autorità lo vince per 7 punti a tre. Osservando le statistiche del secondo parziale, si nota un dato che fa pensare alle recenti vicende dello svizzero: 47 % di punti vinti sulla prima palla. Il pensiero trova immediata conferma, prima nel fisioterapista che Federer fa chiamare per un trattamento ai muscoli lombari della schiena, poi nel break subito a trenta. Murray vola 3-0, e la partita sembra prendere una direzione precisa, e definitiva. Sbagliato. Perchè Fed, con uno scatto d'orgoglio straordinario, strappa altre due volte la battuta a Murray, consecutivamente, e si porta sul 4-3 40-15. Ma, di nuovo, il servizio lo lascia sul più bello. Lo svizzero concede il controbreak e Murray si porta senza problemi 5-4. Il successivo turno di servizio di Fed è un capolavoro di drammaticità, agonismo, classe. Da parte di entrambi i giocatori. 26 punti giocati, 7 match point annullati (di cui due consecutivi), un tennis abbagliante per qualità e intensità. Alla fine lo porta a casa Federer, stremato. E si intuisce che sarà l'ultimo, splendido gioco che Roger conquisterà in questo 2008. Murray non si scompone, tiene il servizio e nel dodicesimo gioco chiude, al nono match point, il secondo del game. I precedenti sette li aveva dimenticati già 5 minuti prima.
Lo scozzese si conferma un campione assoluto, in assoluto il giocatore più forte in difesa sui campi in cemento e uno dei più forti come tenuta mentale. Ora più che mai il favorito di questo torneo, che lo vedrà affrontare Davydenko in semifinale, per guadagnarsi la finale contro il vincente tra Djokovic e Simon (quest'oggi tifoso numero 1 di Andy, che vincendo gli ha consentito di passare il round robin).
Ma anche la prestazione con cui Roger saluta questa stagione agrodolce è una conferma. Delle motivazioni che ancora lo spingono, dell'amore incondizionato che nutre verso questo sport, e delle speranze di rivederlo ai massimi livelli nel prossimo futuro. Grazie Roger, all'anno prossimo.
“ Era da Roma che non mi riusciva di vincere un titolo importante. Probabilmente e’ per questo motivo che non ho chiuso sul 5-4. Ero un po’ nervoso e avvertivo molta pressione. Sono felice di aver mantenuto i nervi saldi nelle fasi conclusive.”
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