Il serbo domina uno spento Davydenko (6-1 7-5) e chiude con un successo un anno cominciato con la vittoria agli Australian Open. Rossana Capobianco
E' Novak Djokovic a vincere la finale meno attesa della Masters Cup 2008.
Lo fa con autorità, ritrovando il suo miglior tennis e battendo un Davydenko di certo non perfetto; difficile però individuare dove arrivino i meriti del vincitore e i demeriti dello sconfitto.
Fin dall'inizio si capisce che Djokovic questa partita vuole vincerla.
Non ci pensa proprio a lasciare a Davydenko il comando delle operazioni, è consapevole di dovere rischiare giocando un tennis meno prudente del solito, un tennis che lui sa giocare e che quest'anno ha messo in pratica in Australia -dove ha vinto dominando- e complessivamente durante i primi mesi dell'anno, che lo hanno visto assoluto protagonista.
Davydenko subisce l'iniziativa del serbo, autore di una serie di colpi vincenti che quasi stordiscono il russo che inizia a perdere la consueta fiducia nei colpi di rimbalzo, non riuscendo a manovrare le azioni.
La percentuale di prime palle in campo di Nole è elevata, ed è naturale che questa sia la prima condizione necessaria per la riuscita di un tennis aggressivo.
Così Djokovic si porta avanti 5-0 quasi a tempo di record, e quando deve fronteggiare due inaspettate palle break sul 5-1 e servizio, cancella immediatamente le possibilità di Davydenko di rientrare nel set.
Il primo parziale si chiude 6-1 con una netta superiorità del numero 3 del mondo.
Nonostante Djokovic continui a mettere in pratica al meglio le sue intenzioni anche nel secondo set, Davydenko, seppure a fatica, rimane in partita.
Perde il servizio nel terzo gioco ma riesce ad annullare due possibilità di doppio break nel quinto, soprattutto elevando il proprio rendimento al servizio.
Tuttavia il serbo è sempre padrone del gioco, idee chiare e colpi profondi e violenti per portarsi avanti 4-2 nel punteggio.
I match point arrivano poco dopo, sul 5-3 e servizio Davydenko, che il primo lo annulla con un ace e il secondo con un dritto da metà campo dopo aver comandato lo scambio.
Il colpo di scena però avviene nel game successivo, quando Djokovic, forse troppo teso perchè molto vicino al suo primo successo in un Master, cede la battuta al suo avversario con qualche errore ed un doppio fallo, riaprendo di fatto il match.
Non si scompone Novak, che sta giocando al suo meglio e lo sa, Davydenko non capitalizza e si fa strappare il servizio un'altra volta, consentendo al serbo di servire nuovamente per il match.
Questa volta non ci sono sorprese, Djokovic vince la finale 6-1 7-5 e conquistando la Masters Cup.
In un torneo dove è mancato il numero 1 del mondo a causa di problemi al ginocchio, nel quale il numero 2 è arrivato acciaccato e sofferente per una gastroenterite e problemi alla schiena, dove il giocatore parso più in forma, ovvero Andy Murray, ha finito la benzina dopo un epico match proprio contro Federer, Djokovic trova il
suo quarto successo stagionale, chiudendo l'anno esattamente come lo aveva iniziato: vincendo.
Shanghai ha quindi nel serbo il suo ultimo imperatore.
Dall'anno prossimo il torneo di fine anno si giocherà a Londra nella O2 Arena dal 22 al 29 Novembre.
“ Era da Roma che non mi riusciva di vincere un titolo importante. Probabilmente e’ per questo motivo che non ho chiuso sul 5-4. Ero un po’ nervoso e avvertivo molta pressione. Sono felice di aver mantenuto i nervi saldi nelle fasi conclusive.”
Novak Djokovic mostra la sua soddisfazione dopo la vittoria nella Masters Cup di Shanghai
3 dei primi 5 under 14 sono italiani. Napolitano numero 3 e Donati numero 5. Ma Quinzi è l'unico dei primi 15, nato nel 1996