Tommasi e Lombardi non riescono a ravvivare la finale in tono minore di un Master nobilitato solo dalla sfida tra Federer e Murray.
Marcos
Shanghai, 16 novembre 2008: Djokovic – Davydenko, la finale.
“Gli inglesi dicono: it's not over, until it's over!”
In principio, Tommasi si rivolge agli appassionati: “Gradite le e-mail di una riga. Mezza sarebbe ancora meglio”. Inizia a servire Novak Djokovic. “Il tennis-geometria, hai visto?”, Nikolay Davydenko spolvera le righe, di qua e di là, ma il rivale tiene il servizio. Rino prosegue divertito: “Esercitazione sulla diagonale rovescia, eh?”, vinta dal serbo. “Oggi, mi sembra più volitivo, rispetto alla semifinale di ieri contro Simon”, annuncia Lombardi. Il collega più esperto ricorda: “In studio abbiamo tutti pronosticato Davydenko vincente: ciò significa che, probabilmente, vincerà Djokovic”. Per ora, non c’è partita: 4 a 0 per il serbo. “C’è solo un giocatore in campo”, che riesce anche a divertirsi: palla corta e pallonetto vincente. 5 a 0. Roberto prova a spiegare i motivi di tale divario: “Davydenko gioca un tennis molto rischioso: se ha qualche tensione, è possibile che possa smarrire la sicurezza nei suoi colpi. Djokovic lo sta prendendo a pallate! Prende moltissimi rischi e gli va quasi sempre bene”, ottima tattica. “Ed ecco che, finalmente, Nikolay tiene un servizio: 5 a 1”. Novak serve per il set, annulla due palle break e lo conquista: 61, in poco più di mezz’ora.
“Irina è sempre molto composta, in tribuna”. “E’ consapevole di essere inquadrata, Roberto…”. Io penso che Irina sia una donna molto ordinata, a prescindere dalle inquadrature. A tratti, il suo uomo sta giocando meglio, a tratti continua a commettere errori grossolani: uno schiaffo di dritto a metà rete ed un doppiofallo portano Djokovic sul 2 a 1 e servizio. Roberto, profittando di una mail da casa, cita “Il Cappotto”, di Gogol’. Davydenko, forse, ha vissuto le stesse difficoltà del protagonista dello stupendo racconto: nessuno, però, riuscirà a portargli via il frutto delle sue fatiche. Rino insiste sulle impressioni che lo hanno condotto a sbilanciarsi a favore del russo: “Viste le partite di ieri, questa finale doveva essere un 62 63 per Davydenko”. Ogni partita ha una sua storia, dicono in molti. Novak, dopo uno splendido scambio, si carica, saltando felice per il campo; una biondina in tribuna lo segue con amore ed esulta: per non deluderla, chiude con un ace. 3 a 1. Nel game successivo, Nikolay è costretto a salvare due palle break, prima di accorciare le distanze: 3 a 2.
“Alcuni spifferi lasciano pensare che la Rai abbia intenzione di trasmettere una sintesi di un’ora, per ogni giornata della finale di Davis”. Sarebbe l’ennesimo oltraggio alla gestione della spesa pubblica. I cronisti discutono della giusta formula da assegnare al Master: un argomento sempre di gran moda, durante l’autunno degli appassionati. Tommasi, poi, si felicita dell’ingresso nel panorama televisivo italiano del nuovo canale Super Tennis: l’altro giorno, ho visto un meraviglioso reportage sulla finale di Davis del 1976. Aggiungo le mie felicitazioni! Nel frattempo, con qualche fatica, Djokovic si porta sul 5 a 3. Dopo aver ricordato che, nel caso di vittoria per 61 63, Novak avrebbe battuto il record di rapidità delle finali del Master, Rino esplode: “A segno con il dritto, Djokovic! 1540, due match point per lui!”. Con un ace ed un punto di notevoli accelerazioni, Nikolay, però, rovina il record: “Il russo si sta sciogliendo”, annota Lombardi. Sul 5 a 4, Tommasi rispolvera un vecchio cavallo di battaglia: “Gli inglesi dicono: is not over, until is over!”. Poco dopo, cambia animale: “Attenzione: 0030! Com’è la storia della pelle dell’orso?”. Davydenko sente il momento favorevole, attacca con uno stupendo diagonale rovescio e chiude a rete con una pregevole volée smorzata: 1540. “Beh! Doppiofallo. E questo è clamoroso. Ed è 5 pari. Come ho detto…questo è un altro film. Is not over, until is over!”.
Dopo aver sprecato l’occasione di chiudere il match, il serbo ritrova il suo miglior tennis, costringe l’avversario in difesa ed interrompe ogni sogno di rimonta, strappandogli la battuta: 6 a 5 e servizio. “E il nastro dice di no a Davydenko: 3000”, Rino si prepara, per, poi, chiudere: “Ed eccoci qui: vince, dunque, Novak Djokovic! 61 75 per il giocatore che aveva iniziato alla grande la stagione ed in maniera importante la chiude. Il Master si assicura un nuovo vincitore di prestigio: non ha giocato un grandissimo torneo, però, alla stretta finale, la sua migliore qualità ha prevalso”. It’s all over now, baby blue.
Tommasi: 6
Lombardi: 6+
Davydenko: 6
Djokovic: 8
Marcos
“Il tennis femminile sono due set di immondizia che durano appena mezz’ora.”
Pat Cash
Roger Federer e Bjorn Borg conversano ai piedi delle Petronas Towers di Kuala Lumpur, Malesia, prima di un'esibizione.