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Masters Wta

Anche Serena
felice per Obama

Non ha votato in quanto testimone di Geova, ma esulta per l'elezione di Barak. Si dice altresì felice che 2 donne siano state vicine alla Casa Bianca. Domani un congresso della Wta sulle pari opportunità. Da Doha, Giorgio Spalluto

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L’elezione di Barack Obama non lascia, come è ovvio, indifferente il mondo del tennis. In particolare Serena, tra poco in campo per il suo match di esordio contro la Safina, ha voluto dire la sua sull’elezione del primo presidente afro-americano.
Barak Obama
Come testimone di Geova, non ha votato, ma ha ammesso di non poter restare indifferente alla svolta rappresentata dalla elezione di Obama, essendo, Serena, uno dei personaggi afro-americani di spicco.
Non sono mai stata realmente coinvolta in politica per l’educazione che mi è stata impartita e per l’essere testimone di Geova, ma è emozionante vedere una persona come Barack Obama alla Casa Bianca. E’ davvero incredibile se penso a 40 anni fa, ma anche solo a 30 anni fa, alla persecuzione che abbiamo dovuto sopportare. E’ una gran cosa. Mi rende davvero felice.
Serena Williams - Doha
Sempre a proposito di diritti negati, prendendo spunto dalle parole del CEO della Wta Larry Scott, in cui si faceva riferimento all’importanza che si disputi un torneo femminile in un paese come il Qatar, le è stato chiesto nella conferenza stampa, tenutasi prima dell’inizio del torneo, cosa ne pensasse della situazione della donna in un paese in una parte del mondo in cui le pari opportunità sono un miraggio.
Non ho avuto modo di incontrare molte donne qui” ha confermato Serena “e, quindi, non ho modo di dare un parere preciso su quanto sia dura la loro condizione. In generale, sono a conoscenza di come vanga trattata in Medio Oriente”.
Tornando alle elezioni americane, Serena si dice comunque felice che per la corsa alla Casa Bianca, sia state protagoniste 2 donne: una nel ruolo di vice presedente (Sarah Palin, ndr) e prima ancora, un’altra nel ruolo di candidata alla presidenza dei democratici (Hillary Clinton). “Più in generale sono sempre stata a favore del miglioramento della condizione delle donne”.
C’è da dire che il torneo di Doha, già a febbraio aveva dato prova di grande apertura,mettendosi in evidenza per un episodio storico: per la prima volta in un paese arabo, era scesa in campo una giocatrice israeliana, Shahar Peer , a conferma del fatto che il Qatar sia una realtà che si distingue rispetto ad altri paesi arabi molto più integralisti.
Proprio domani si terrà un’importante convegno promosso dalla Wta in partnership con l’UNESCO, sulle pari opportunità. Vi prenderanno parte la grande Billie Jean King, Larry Scott, l’Assistente Direttore Generale dell’UNESCO, Hans d’Orville e l’ex tennista Karim Alami, direttore del Masters femminile
 

Giorgio Spalluto

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