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04/11/2010 00:06 CEST - Masters Wta

La russa che non ti aspetti

La colta 24enne moscovita si porta ad un passo dalle semifinali e spiega come è riuscita ad imparare dai propri errori. Se fosse per lei, a Doha dovrebbero disputare uno slam. 6 commenti Da Doha, Giorgio Spalluto

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Ultima a qualificarsi per il Masters - aveva dovuto raggiungere le semifinali del torneo di Linz (perdendo poi la finale 62 61 proprio dalla Ivanovic), per mettersi al riparo dalla disperata rimonta della Radwanska – la prima, con molta probabilità, a qualificarsi per le semifinali in una manifestazione che prima di quest’anno le aveva regalato 3 sconfitte in altrettante partite nel 2004.
Vera Zvonareva
Sebbene sia competitiva ad alti livelli da molti anni (numero 11 nel 2003 ), solo nel 2008, la 24enne moscovita ha mostrato il suo reale valore ponendo fine a certi atteggiamenti emotivi, che fino a qualche mese fa, ne limitavano di gran lunga il suo potenziale “Ho imparato a concentrarmi più su me stessa che su quello che succede dall’altra parte del campo. Mi ha aiutato l’esperienza. Avere più match mi ha sicuramente aiutato” ha detto Vera al termine del match vinto sulla Ivanovic. A
Se mi ha aiutato uno psicologo? No, semplicemente mi conosco meglio. Quando sei giovane, non sai come affrontare certe situazioni che oggi con, l’esperienza, riesco a gestire”. E proprio per rimanere concentrata che si copre il volto con un asciugamano che dovrebbe servirle ad isolarla dalla musica e dalla folla. “Ho avuto un infortunio grave al polso con cui devo convivere fino al termine della mia carriera. Posso pensare a giocare e non al dolore”. A qualcuno viene il dubbio che il fatto di essere così studiosa (da sempre amante dei romanzi di Bulgakov) e così cerebrale, non finisca per farla pensare un po’ troppo, soprattutto durante le partite. “Non la penso in questo modo. Mi piace studiare, imparare sempre nuove cose. Forse penso troppo quando mi potrei rilassare, ma sono fatta così non posso farci nulla”.
Ed è proprio la grande esperienza maturata in questi anni, le ha consentito in questa fantastica annata di vincere 2 tornei minori come di Praga e Guangzhou, e, soprattutto, di raggiungere le finali di Doha e Charleston, senza dimenticare il bronzo olimpico.
Adesso è attesa dall’ultima partita con la Jankovic (impegnata domani contro la Kuznetsova) , in un match che potrebbe vederle entrambe già qualificate. “Sarà un altro match in cui scenderò in campo per dare il mio meglio. Questo è quello che faccio sempre e su cui continuo a lavorare con il mio coach”.
Insomma, si sapeva già del suo buon rapporto con la capitale del Qatar, vista la finale colta in febbraio e persa in 3 set con l’allora imbattibile Sharapova. “Se fosse per me, Doha dovrebbe ospitare uno slam” ha detto Vera, opportunamente pungolata da un giornalista locale. E chissà che l’ineffabile Larry Scott non la prenda davvero sul serio…



 

Giorgio Spalluto

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