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Masters Wta

A spasso
per il Khalifa

Le stravaganze del complesso che ospita il torneo. Un inaspettato posto in prima fila sul centrale…dopo lo slalom tra lo sterco dei cammelli che fanno la guardia al Media Center. Giorgio Spalluto

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Una volta superata l’odissea in auto (vedi A spasso per Doha) per raggiungere il Khalifa International Tennis Complex ci si immerge in una realtà variegata a dir poco singolare. Scelgo di non utilizzare l’entrata VIP (Very Important Pig, come direbbe Clerici) per mischiarmi alla gente, nella speranza di capire qualcosa in più di questa Babilonia. A sorvegliare l’ingresso, sono stati messi alcuni mastini in abito tradizionale, tunica e copricapo bianchi, fissati con la corda nera.
In una disordinata fila mi avvio verso l’ingresso, preceduto da una folla di ragazzini in divisa scolastica, il che mi fa presagire che l’affluenza di pubblico non sia delle migliori. Il presagio è stato confermato qualche ora dopo, quando affacciandomi sul centrale, sono stato caldamente invitato a sedermi nei posti d’onore. Alla mia iniziale titubanza, ha fatto seguito l’insistenza dello steward. Per una volta che non avevo tentato di imbucarmi (nel timore che la legge islamica potesse ritorcermisi contro), ci hanno pensato loro ad imbucarmi, pur di riempire gli spazi evidentemente vuoti.
Tornando al complesso che ospita il torneo che sembra nuovo di zecca, e forse lo è davvero, tra l’ingresso e la sala stampa si snoda un dedalo di stand variopinti, con annesso spiazzo dove si susseguono spettacoli di clown per famiglie.
Ma l’esperienza più stravagante è certamente lo slalom tra le cacche di cammello.
Cammello al Masters - foto di Giorgio Spalluto
Ebbene sì, all’interno del complesso, si aggirano alcuni cammelli, per la gioia di grandi e piccini. Dopo il percorso ad ostacoli, si giunge finalmente al Media Center, a guardia del quale, tanto per cambiare, sono posti 3 cammelli vestiti a festa. Per fortuna non sono loro a controllare gli accrediti…
Cammelli al Media Center - foto di Giorgio Spalluto
Fanno parte del “presepe” anche 2 cammellieri che sorseggiano del tè, accovacciati sulle zolle d’erba riportate alle spalle dei campi di allenamento, dove altrimenti ci sarebbe solo sabbia. Sabbia che copre interamente molti dei campi dell’enorme impianto, dando un impressione di abbandono che poco si confà ad un evento di questa dimensione.
Passeggiare nel complesso del Khalifa è come galleggiare in una dimensione sospesa nello spazio e nel tempo. I vestiti di tradizione millenaria si mischiano con le insegne dei maggiori fast food americani.
Su una cosa il Qatar non ha disatteso purtroppo il pregiudizio con cui un occidentale può arrivare qui: le donne con il burqa… Davvero molto diffuso fuori e dentro il complesso tennistico. In realtà, più dentro, visto che, per strada, è praticamente impossibile incrociare una donna che non sia una turista. Data la condizione in cui è costretta, non sorprende che sui banner che pubblicizzano il torneo e che colorano le strade adiacenti il luogo dove si svolge il Masters, ci siano solo le silhouette delle 8 giocatrici. Insomma, da queste parti la donna non va bene neanche in foto, a meno che non ci sia qualche milioncino di dollari che faccia sì che, in fin dei conti, un torneo femminile lo si possa pure organizzare. Certo se fosse tra 8 silhouette, sarebbe meglio….
 

Giorgio Spalluto

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