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Verso la finale

L'Argentina sogna la prima Davis

I sudamericani sognano quel che Vilas e Clerc non vinsero mai. Il capitano iberico Emilio Sanchez ha optato per Lopez, 15 posti dietro a Verdasco in classifica mondiale, per le sue migliori attitudini ai campi veloci indoor, scelti per Nadal che non c'è. Scanagatta

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Se l’Argentina non vince la Coppa Davis questo weekend, contro la Spagna orfana di Rafa Nadal, forse non la vince più. Nemmeno Guillermo Vilas e Josè Luis Clerc, entrambi top-five a fine Anni Settanta, furono mai capaci di conquistarla. Erano come cane e gatto: una volta non giocava uno e un’altra volta l’altro. Ripicche da star. Ed erano pure sfortunati. L’avrebbero probabilmente vinta nell’81 se avessero potuto affrontare gli Stati Uniti in casa su un campo in terra rossa tipo palude. Giocarono invece a Cincinnati su un tappeto indoor veloce studiato per McEnroe e Tanner che difatti vinsero 3-1 anche se in doppio, sull’uno pari, Clerc e Vilas erano giunti a servire per il match (6-5 nel set decisivo) contro SuperMac e Fleming prima di cedere 11-9 al quinto. Clerc, vittorioso su Tanner nella giornata d’apertura dopo la vittoria di Mac su Vilas, perse poi al quinto da McEnroe e l’ultimo inutile duello Tanner-Vilas fu sospeso sull’11-10 del primo set. Anche con la Russia due anni fa la finale persa da Nalbandian e soci a Mosca sarebbe stata probabilmente vinta a Buenos Aires.

Nessun Paese sudamericano ha mai vinto la Davis e se nel calcio la rivalità fra i Paesi di quel continente è acerrima, negli altri sport non è così. Tutto il Sud America ha amato senza distinzione di passaporto Vilas e la Sabatini prima, l’ecuadoriano Gomez poi, il brasiliano Kuerten dopo. L’occasione che si presenta a Martin Del Potro, il ventenne n.9 al mondo, e al più esperto “cordone” David Nalbandian, 27 anni e n.11, pare irripetibile perché David Ferrer n.12 e Feliciano Lopez n.31, non sono… Nadal, appiedato dalla tendinite, né sono apparsi in forma straordinaria. Due i precedenti, favorevoli alla Spagna. Il primo risale al 1926, il secondo al 2001, ma solo l’argentino Calleri c’è oggi e c’era allora. Ancor meno contano i duelli fra capitani 20 anni fa: Emilio Sanchez vinse 3 incontri su 5 con Alberto Mancini. Tre si giocarono in Italia (Firenze, Roma, Bologna).

Scenderanno per primi (diretta ore 16 Rai Sat) sul campo veloce dapprima scelto in funzione anti Nadal e poi “ritoccato”, Nalbandian e Ferrer (6-3 complessivo per Ferrer ma 3-2 per Nalbandian sul “veloce”). Poi Del Potro contro Feliciano Lopez n.31 (2-1 sul cemento per Del Potro nei 3 precedenti del 2008), l’attaccante che Sanchez ha preferito a Verdasco il quale potrà consolarsi dell’esclusione con la recente fidanzata Ana Ivanovic anche lei in Argentina. Una bella consolazione. Comunque dovrebbe giocare il doppio contro (forse) Calleri e Acasuso.

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