Un Feliciano Lopez determinato e coraggioso porta la finale sull'1-1, domando Del Potro, che a partita semi-compromessa si infortuna. ALLARME FURTI Ubaldo Scanagatta
Aria di festa prima e di funerale poi in tutta l’Argentina. A dispetto di tutte le previsioni la Spagna ha chiuso sull’1 pari la prima giornata di Coppa Davis, dopo che Nalbandian aveva dominato Ferrer, e se gli spagnoli dovessero vincere l’incertissimo doppio odierno (diretta tv Rai Sat ore 17) avrebbero ottime chances di conquistare la loro terza insalatiera d’argento (nonostante l’assenza di Nadal). Infatti nel finale del match perduto con Feliciano Lopez si è fatto male all’inguine il n.1 argentino Juan Martin Del Potro e non è affatto detto che possa scendere in campo domenica. Ha concluso il match a stento. In caso di sua assenza gli argentini sarebbero costretti a far scendere in campo nel primo singolare domenica o Calleri o Acasuso e nessuno dei due argentini dà certamente le garanzie che dava il ventenne di Tandil, n.9 del mondo.
Va detto che Lopez avrebbe meritato di vincere anche se Del Potro, dopo quasi tre ore di lotta, non si fosse fatto male, sul 3-2 nel quarto set quand’era al servizio ed aveva appena recuperato l’unico break che aveva subìto fin lì. Lopez, con il suo bel gioco d’attacco, dopo aver perso il primo set aveva infatti vinto secondo e terzo set al tiebreak dimostrando carattere e personalità oltre che buona tecnica.
Gli auguri di Rafa Nadal (“Sapete tutti quanto avrei voluto trovarmi lì con voi a difendere i colori della Spagna Forza Spagna! Possiamo farcela!!!!”) hanno forse stimolato il biondo mancino di Madrid, uno dei suoi migliori amici, a giocare una bellissima partita.
Eppure, soprattutto dopo che Del Potro aveva vinto il primo set i padroni di casa sorretti da un entusiasmo dilagante in un ambiente infuocato parevano già pronti a festeggiare _ con Diego Maradona annunciato in arrivo per domani _ la conquista della prima Davis per un Paese sudamericano.
Alla vigilia della finale il capitano iberico Emilio Sanchez era stato incerto fino all’ultimo se mettere in campo Feliciano Lopez n.31 oppure Fernando Verdasco n.16. In realtà il giocatore che avrebbe dovuto mettere in discussione era David Ferrer che non è mai stato in partita con l’altro David, quello argentino. Nalbandian lo ha infatti dominato 6-3,6-2,6-3, cioè molto più nettamente di quanto avesse fatto nei precedenti confronti diretti (erano 3-2 per l’argentino sul “veloce” ma erano sempre stati match combattuti). Ferrer in questo fine stagione è l’ombra di quello che raggiunse la finale del Masters lo scorso anno e la quinta posizione mondiale. Nonostante sia riuscito a strappare il servizio a Nalbandian due volte ha fatto soltanto 8 games in tutto, tenendo quindi meno games di servizio, sei, di quelli che ha perduto, sette. Chissà se Sanchez lo rimetterà in campo domenica, contro la riserva di Del Potro, o se invece schiererà al suo posto Verdasco, il “novio” di Ana Ivanovic.
In serata Alberto Mancini ha sciolto le riserve per quello che riguarda la formazione del doppio. Come era facile supporre, l'Argentina non rinuncerà a Nalbandian, al contrario di quello che era stato annunciato alla vigilia. David sarà affiancato da Calleri preferito, quindi, ad Acasuso.
Nalbandian b. Ferrer Lopez b.del Potro 4-6,7-6(7-2),7-6(7-4),6-4
Una serie di furti sta movimentando la finale di Coppa Davis tra Argentina e Spagna. La polizia sta indagando su alcuni colpi messi a segno nello stadio 'Islas Malvinas'. Un fotografo, infatti, ha denunciato il furto di una macchina da migliaia di euro mentre la federazione internazionale (ITF) lamenta la sparizione di una telecamera. Nella sala stampa, da oggi sorvegliata da un vigilante, sono ospitati circa 500 giornalisti provenienti da 22 paesi. "Abbiamo potenziato il dispositivo di sicurezza. Abbiamo chiesto a tutti massima attenzione, ognuno si preoccupi del proprio materiale", dice un esponente della federtennis argentina (AAT). Sabato scorso anche gli inviati della tv pubblica spagnola (TVE) sono stati derubati di telecamere e sistema di illuminazione.
Ubaldo Scanagatta
“Mi ha fatto capire come ci si sente male a perdere la finale di uno Slam. Come alla gente interessi solo il giocatore il cui nome viene inciso sul trofeo.”
Pete Sampras sulla finale persa allo US Open 1992
Andre AGASSI vs. Pete SAMPRAS (sempre pernici...), con la Gazzetta dello Sport