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Rubrica a cura di Daniele Flavi
Lopez manda Del Potro ko
Roberto Zanni, il corriere dello sport del 22.11.08
Per far tacere il pubblico argentino di Mar del Plata, ci ha pensato Feliciano Lopez. Lo spagnolo, sceso in campo con l'obbligo di vincere dopo la brutta figura di David Ferrer, ha portato a termine la sua missione, lasciando ancora in perfetto equilibrio il destino della Coppa Davis 2008, Parità al termine della prima giornata, un risultato al quale gli argentini, favoriti della vigilia, non volevano nemmeno pensare. Juan Martin Del Potrò, forte dell'1-0 conquistato da David Nalbandian nell'incontro di apertura contro Ferrer, ha iniziato nel migliore dei modi, aggiudicandosi il primo set, poi c'è stato il Lopez-show che è riuscito nell'impresa di aggiudicarsi i due parziali successivi, entrambi al tie-break, Nel quarto set, sul 3-2 e 0-15 per Lopez, Del Potrò ha accusato un problema alla gamba destra, proprio subito dopo aver rimesso in sesto la partita con un break. Infortunio che ha ulteriormente complicato il match del numero 9 al mondo che ha così ceduto .allo spagnolo il secondo singolare della giornata di apertura dopo 3 ore e 19 minuti. Un solo Davis «mi aspettavo una partita più complicata - ha spiegato Nalbandian - Contro Ferrer non è mai facile vincere, sono sempre incontri difficili, lunghi, perché ti fa sempre giocare una palla in più. Però questa volta sono andato bene e ho potuto chiudere il match in fretta». Tra i due David infatti non c'è stata quasi partita, Nalbandian per dare il primo punto all'Argentina ha impiegato 1 ora e 59 minuti. "Solo che oggi - ha continuato il David padrone di casa - tutto mi è riuscito quasi alla perfezione. In un match di Davis c'è sempre molto nervosismo, ma l'ho potuto controllare e questa superficie veloce mi ha avvantaggiato. Ho dominato dall'inizio e non ho mai pensato alla prima Davis per l'Argentina, troppo presto, mi sono solo concentrato nett'ottenere il primo punto». Avvilito l'altro David, Ferrer. «Non mi ha mai battuto così male - sono state le parole dello spagnolo - Mi sono sentito inferiore, ed è una cosa che mi fa male. I miei colpi non facevano danni, cosa posso dire di più?»…..Sicura la coppia spagnola Verdasco-Lopez oggi nel doppio, mentre tra gli argentini diverse le ipotesi con Nalbandian in campo assieme ad Acasuso o a Calieri, ma c'è anche la possibilità che David venga tenuto a riposo per l'ultima giornata.VIA COL VENTO - Per la prima volta nella storia dello sport argentino, parte dell'energia elettrica utilizzata nello stadio Islas Malvinas è prodotta da due turbine eoliche. A Mar del Plata però non solo innovazioni, ma anche vecchi problemi. «È una città pericolosa - ha spiegato un poliziotto - c'è molta povertà e ci sono tanti ladri». Per garantire una maggior sicurezza, la polizia è stata rinforzata con l'aggiunta di 800 uomini.
Finalmente Lopez è il bello di Spagna
Vincenzo Martucci, la Gazzetta dello sport del 22.11.08
Aspettando a Mar del Plata le leggende dello sport nazionale, Diego Maradona e Guillermo Vilas, la nazionale argentina di coppa Davis trema, in finale, davanti ai resti di Spagna. Cioè senza il numero 1 del mondo, Rafa Nadal, infortunato. E, quindi, -con la grande possibilità—alla vigilia — di conquistare il primo trionfo nella manifestazione mondiale a squadre più antica e famosa dello sport, peraltro davanti al suo pubblico. Giallo Dopo il facile 1-0 d'apertura di Nalbandian, il giocatore di più alta classifica, la rivelazione dell'anno, Juan Martin del Potrò, prima ha pagato i 20 anni e la scarsa esperienza in Davis, e poi s'è arreso a uno stiramento al quadricipite destro, quand'era sotto due set a uno, lasciando via libera a Feliciano Lopez. E quindi all'1-1 dopo i primi due singolari. Risultato che, se l'infortunio del numero uno di casa — alto, grosso e dalla muscolatura molto potente — è concreto, rischia di pendere decisamente da oggi a domani dalla parte degli ospiti. Illusione Dopo due semifinali perse, e due sconfitte con gli iberici con troppe recriminazioni in coppa Davis, gli argentini, s'erano rinfrancati dal tifo dei 10.000 in tribuna e con il successo d'apertura del veterano David Nalbandian. Perché il numero 11 del mondo (3 due anni fa), aveva dominato in due ore David Ferrer (n. 1 di Spagna), spremuto da un fenomenale 2007, e troppo falloso, senza mai ricadere nella tradizionale pigrizia che ha frenato tutta la carriera. «Impossibile cominciare meglio di così. Ho giocato bene e ho vinto rapidamente. Sempre avanti nel punteggio e sempre tranquillo». Sorpresa L'entusiasmo di casa è cresciuto e cresciuto sempre più, dopo il primo set, vinto di forza da Del Potrò su Lopez. E con l'andar degli ace (24) del gigante (1.98) che sogna di diventare numero 1 dei mondo. Ma poi è scemato, fino a spegnersi completamente, man mano che la partita è cambiata. Perché il secondo mancino di Spagna, l'amico e compagno di doppio di Nadal, a 27 anni, vestendo i comodi panni del non favorito, è riuscito ad offrire una prestazione di altissimo livello tecnico-tattico. Pressione Sul campo veloce approntato dagli argentini per frenare Nadal, «Feli» il bello, ma troppe volte soprattutto bel perdente-, ha tenuto di più lo scambio da fondo, giocando palle sgonfie all'avversario. E, attaccandolo continuamente, senza dargli ritmo, gli ha messo un'insolita pressione, l'ha costretto a giocare di fretta e, quindi, a sbagliare. Così è arrivato a due tie-break, che ha dominato. Quindi, dopo aver dilapidato il 3-1 d'inizio quarto set, sul 3-2, ha avuto in sorte T infortunio muscolare dell’avversario. E, dopo 3 ore 18 minuti, un punto d'oro.
Povero Becker lasciato via sms
Vincenzo Martucci, la Gazzetta dello sport del 22.11.08
Con le donne, Boris Becker non è fortunato come con il tennis, 20 anni fa, e con il poker professionistico, oggi. Dopo il salatissimo divorzio da Barbara Feltus, per colpa di una figlia illegittima, e dopo tante lave-story, Bum Bum, che festeggia oggi i 41 anni, non solo non riesce a trovare l'anima gemella, ma è stato addirittura lasciato dall'ultima fiamma via sms. Cuore Boris ha tentato di mascherare l'ultima delusione, con la 24enne modella Alessandro «Sandy» Meyer-Woelden, figlia dell'ex manager e già fidanzata dell'altro tennista tedesco Tommy Haas. «Abbiamo provato a stare insieme, con l'idea di sposarci l'anno prossimo, ma non ha funzionato», ha raccontato alla Bild. Ma poi, per tacitare la ragazza, che sosteneva la tesi contraria, ha raccontato: «Per assicurarsi che il messaggino mi arrivasse, me l'ha mandato cinque volte. Era venerdì 31 ottobre». Moda Becker è rimasto spiazzato, ma non è la prima stella che cade via sms. Nello sport e nello spettacolo, succede. Nereida Gallardo, procace attrice spagnola, è stata licenziata così dal ruba-cuori del calcio, Cristiano Ronaldo. Hesnawii Hasasn, numero 1 del calcio malese, ha fatto di peggio: ha gelato sull'altare la promessa sposa con tre sms identici: «I divorce yoù» (Divorzio da te). Britney Spears ha dato l'addio a Kevin Federline con un messaggino che ha scalato l'hit parade di YouTube. Stessa sorte per Jennifer Aniston (ex moglie del bellissimo Brad Pitt). Oggi gli sms, ieri i fax: dai primi contatti Andre Agassi-Brooke Shields, all'addio di Daniel-Day Lewis a Isabelle Adjani.
I Reortages dall'Argentina
Riccardo Bisti, TennisBest del 22.11.08
ALLARME ROSSO
Dalla possibile festa alla grande paura. Si è sviluppato così, con due stati d’animo completamente differenti, il venerdì del tennis argentino, disperatamente a caccia della sua prima Coppa Davis. Tutti avrebbero scommesso su un 2-0 per i padroni di casa, specie dopo la grande vittoria di David Nalbandian nel primo match, e invece è accaduto l’incredibile. Un orgoglioso Feliciano Lopez, autore del miglior match in carriera, ha fatto l’impresona e ridato vita a una finale che sembrava già morta e sepolta. E adesso gli argentini sono disperatamente attaccati a radio e televisioni, in attesa di un bollettino medico che chiarisca le reali condizioni di Juan Martin Del Potro. Essì, perchè sul 3-2 Lopez nel quarto set (con lo spagnolo già avanti due set a uno), l’argentino si è piegato in due dal dolore proprio sotto il settore di tribuna riservato alla stampa. Problemi all’adduttore destro, che gli impedivano di tirarsi su. Subito soccorso da medico e massaggiatore della nazionale argentina, “Delpo” è tornato in campo ma non era più lui. “Ha un giorno di riposo, penso che possa recuperare per domenica” ha detto Feliciano Lopez “Però devo ammettere che negli ultimi game non era al 100%”. Vincendo 4-6 7-6 7-6 6-3, Lopez ha firmato la più grande impresa della carriera. “Si, penso di si. Siamo in una finale di Coppa Davis, e vincere un match così, in trasferta, contro un top-ten, mi riempie di gioia”. Eppure la partita era iniziata nel migliore dei modi per Del Potro, che brekkava in apertura e vinceva il primo set. Poi Lopez ha iniziato a servire alla grande, e non ha più concesso nulla all’avversario. Dopo aver artigliato il secondo set, il toledano è stato grande nel tie-break del terzo, in cui si è trovato sotto 2-0 e poi 4-2. Nonostante le intemperanze del pubblico, che faceva trascorrere molto tempo tra un punto e l’altro, ha infilato cinque punti di fila e ha messo il naso avanti. Non deve essere stato facile, per Del Potro, trovarsi sotto due set a uno senza aver mai perso il servizio. Infatti “Palito” pativa il contraccolpo psicologico e andava sotto 3-1 nel quarto, trovava il controbreak ma l’infortunio gli impediva di lottare fino alla fine. Ovviamente è stato mitragliato di domande sulle sue condizioni fisiche: “Non sono particolarmente stanco, a fine stagione lo siamo tutti. In realtà Lopez ha giocato benissimo, e il suo rendimento mi ha sorpreso. Non ha sbagliato niente, praticamente non ha commesso doppi falli. L’infortunio? Ho sentito dolore durante il primo punto di quel game, ma non sono in grado di dire cosa sia esattamente. Adesso vedremo cosa diranno i medici”. Allarme rosso. E pensare che la giornata era iniziata sotto il segno dell’Argentina, con la perentoria vittoria di Nalbandian. Il cordobese ha “vapuleado” David Ferrer con un 6-3 6-2 6-3 che non ammette repliche. A tratti è parso di rivedere il giocatore di fine 2007, che per un mese sbaragliò la concorrenza. “In realtà non penso che fosse lo stesso livello” ha raccontato mentre Del Potro iniziava la sua fatica. “Ho giocato un bella partita, mi è riuscito tutto, ma non la paragonerei agli exploit dell’anno scorso”. L’argentino è stato impressionante con il dritto, forse il meno forte dei suoi fondamentali, con il quale ha tirato moltissimi vincenti. Ma è stato esemplare in ogni zona del campo. “Contro Ferrer sono sempre partite durissime, e averla chiusa in fretta è una gran cosa”. Molto abbacchiato lo spagnolo. “Sono stato inferiore a lui, dalla prima all’ultima palla, non c’è niente da dire”. Fossimo in Emilio Sanchez, valuteremmo attentamente l’ipotesi di sostituirlo con Verdasco nel primo match di domenica, perchè il Ferrer di oggi è lontano parente dello scintillante muro di gomma dell’anno scorso. I suoi risultati degli ultimi mesi (3 sconfitte al primo turno negli ultimi 4 tornei), in effetti, erano già un campanello d’allarme. “Secondo me David ha fatto quello che poteva” ha chiosato un rinfrancato Sanchez dopo l’1-1. “Lui è molto importante per noi, è proveremo a recuperarlo per Domenica”. Il vero allarme, in effetti, è suonato nell’infermeria argentina.
E ADESSO?
Alberto Mancini ha sciolto un dubbio, annunciando il doppio argentino: “Giocheranno Nalbandian e Calleri”. Ma gli eventi accaduti ieri pongono una serie di incognite su una sfida che, ora come ora, ha una sola certezza: si chiuderà all’ultima giornata. “Per lo spettacolo credo sia meglio così” ha detto Emilio Sanchez. Dunque: oggi, alle ore 14 (17 italiane, diretta Rai Sport Più) scenderanno in campo Nalbandian-Calleri contro Lopez-Verdasco. Alla vigilia si parlava del doppio come unico punto in cui la Spagna partiva favorita, e alla luce dell’1-1 della prima giornata il match diventa ancora più decisivo. “La presenza di Nalbandian darà frande fiducia alla coppia” dice Lopez “Perchè ha esperienza e grande talento. Però con Fernando ci troviamo bene, abbiamo vinto partite importanti”. Qualunque sia il risultato di oggi, è difficile ipotizzare chi scenderà in campo, soprattutto nell’ipotetica sfida tra Ferrer e Del Potro. Il primo è in condizioni pietose, e le sue dichiarazioni non lasciano ben sperare. Del Potro dovrà valutare l’entità dell’infortunio all’adduttore, che peraltro si va a sommare ai cronici guai ad un unghia del piede destro. Se in casa spagnola il possibile sostituto ha già un nome (Fernando Verdasco, poichè Marcel Granollers Pujol non ha nessuna esperienza -nonchè minor qualità-), in casa argentina ci sarebbe un ballottaggio tra Agustin Calleri e Josè Acasuso, giocatori di buon livello ma che non hanno nel sintetico indoor la migliore superficie, e che soprattutto vengono da una stagione al di sotto delle aspettative. Il “Chucho” è attualmente numero 48 ATP, mentre il “Tifon” è sceso al numero 60. A Mancini è stato chiesto se l’elezione di Calleri per il doppio significa che l’eventuale sostituto di Del Potro sarebbe Acasuso. “No, assolutamente, le due cose sono completamente diverse”. Di certo per Acasuso sarebbe la grande occasione di prendersi la rivincita dopo la sconfitta decisiva nella finale 2006 contro Safin.
VOGLIAMO IL MASTERS
Mar Del Plata sta vincendo la sua scommessa. C’erano molti dubbi sulla qualità della sede e dei servizi offerti a giocatori, pubblico e addetti ai lavori. Invece la tanto vituperata (dai suoi stessi giocatori) federazione argentina ha fatto un buon lavoro, e ha ottimizzato spazi e opportunità offerte dalla città e dal Polideportivo Islas Malvinas. Con un biglietto da visita del genere, si può pensare che questa città possa entrare nel circuito mondiale? “Perchè Mar Del Plata non può far parte del circuito? Perchè non vi si può giocare il Masters?” Con questa frase, un pizzico provocatoria, il governatore della Provincia di Buenos Aires Daniel Scioli ha chiuso un suo intervento. “Vedo la gente allegra, piena di soddisfazione. Abbiamo lavorato giorno e notte per essere pronti al gran giorno: e oggi sentire i complimenti di tutte le autorità tennistiche, degli organizzatori e dei visitatori ci riempie di orgoglio. Sono tutti sorpresi”. Mar Del Plata, secondo Scioli, si è confermata una città internazionale, che non solo ha un suo peso nel mondo “Ma da oggi anche nello sport”. Sempre secondo il politico bonaerense, il weekend ha già un vincitore: “La città. Se lo merita, per la gente e per tutti coloro che hanno lottato per prendersi la finale”. Scioli, tra l’altro, è stato il primo a parlare in occasione del sorteggio tenuto giovedì presso il Gran Hotel Provincial. E le sue erano state parole di gioia. “Ma adesso bisogna lavorare per il giorno dopo: bisogna fare in modo che questa finale avvicini migliaia di giovani allo sport, che è simbolo di sforzo, tenacia e voglia di stare insieme. Avvicinare allo sport i ragazzi di questa città è il nostro più grande obiettivo”. E, come detto, pensa in grande. Scioli vorrebbe portare a Mar Del Plata addirittura il Masters, o una tappa dei futuri Masters 1000. “Bisogna pensare in gran de. E ho già chiesto a Guillermo Vilas, il più noto esponente di questa città, di mettere a disposizione la sua esperienza per inculcare ai giovani una mentalità di questo tipo”. Da buon politico, Scioli è un fiume in piena. E allora insiste sull’opportunità che ospitare questa finale ha dato a Mar Del Plata. “C’è un interesse senza precedenti, si sono creati posti di lavoro, ed è una promozione unica per la Provincia e per tutto il paese. Ed è una grande occasione per mostrare al mondo le nostre capacità organizzative. D’altra parte ci sono giornalisti di tutto il mondo, e sono tutti piacevolmente sorpresi dall’organizzazione che siamo riusciti a mettere in piedi”. E la gente ha risposto nel migliore dei modi, affollando l’impianto e comportandosi entro i limiti della sportività, applaudendo l’inno spagnolo, lo sconfitto David Ferrer e rendendo merito al successo di Feliciano Lopez. Da segnalare che Avenida San Juan B. Justo, la via che ospita l’impianto, è stata chiusa al traffico, e gli argentini hanno risposto in modo sorprendentemente composto, a differenza da quel che ci si attenderebbe da un popolo noto per essere piuttosto aggressivo...soprattutto quando è al volante.
PILLOLE DI DAVIS
(1) Se è vero che la ridotta capienza del Polideportivo Las Malvinas ha messo in difficoltà il pubblico, nemmeno i giornalisti sono passati indenni. Per accedere all’impianto durante gli incontri, infatti, non bastava il pass stampa, ma serviva un biglietto supplementare. Il ticket non era disponibile per tutti, quindi diversi colleghi sono rimasti fuori e hanno assistito ai match dalle TV in sala stampa. Noi eravamo tra i fortunati ad avere l’accesso in tribuna, perchè la federazione argentina ha avuto un occhio di riguardo per gli inviati provenienti da nazioni “neutrali”. Ma vedere alcune decine di giornalisti impossibilitati ad entrare, beh, è stata una scena particolare.
(2) Su “La Capital” di ieri, il giornale di Mar Del Plata, appariva un annuncio che metteva in vendita dei biglietti di prima fila. Il tizio, che era riuscito ad accaparrarsi tre abbonamenti il giorno in cui erano stati messi in vendita, non era riuscito a rivenderli, così era disposto a darli al prezzo di costo al primo che li avrebbe voluti. Voci di corridoio dicono che sia rimasto con i biglietti in mano. Sarebbe stata fatta una piccola giustizia, dopo tante grandi ingiustizie.
“I campioni sono quelli che vogliono lasciare il loro sport in condizioni migliori rispetto a quando hanno iniziato a praticarlo.”
Arthur Ashe
Andre AGASSI vs. Pete SAMPRAS (sempre pernici...), con la Gazzetta dello Sport