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David puede convertirse en un nuevo ídolo nacional - David può diventare un nuovo idolo nazionale
José Luis Clerc, La Nacion.com

Traduzione a cura di Daniele Bartolini - 22 Novembre

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Cuando se termina 1-1 el primer día de una serie como local pasan muchas cosas por la cabeza. Por un lado, si ganaste, estás bien; por el otro, está el que perdió y está desanimado, y ése es a quien hay que apoyar. Son cosas que pasan. Antes de una serie como ésta, uno se da cuenta de que detrás está el país. Se siente la presión. Donde uno va, te dicen que hay que ganar, pero nunca imaginé algo tan grande como esto. Hay millones de personas pendientes de la Davis. Hay que saber soportarlo, en los primeros games las piernas te tiemblan.
En lo personal, me preocupaba mucho cómo iba a entrar Nalbandian, porque lo vi en el vestuario y tenía la cara típica de quien tiene toda la presión. Pero, después del tercer game, empezó a ser el Nalbandian que conocemos. También sabía que iba a enfrentarse con un Ferrer que no lo iba a atacar, que mete el saque. Pero no fue fácil más allá del resultado. Para mí, hubo diferencia en la velocidad de la pelota, y Nalbandian mejoró cuando empezó a pegar el revés paralelo y aumentó el porcentaje de primeros servicios. Se empieza a poner bien a fin de año. Estoy seguro de que ésta es la superficie en la que mejor rinde, porque no se juegan puntos largos, no hace calor ni hay viento. Son factores importantes para él.
En el segundo punto, se dio un partido típico de Feliciano López, que iba a atacar y a poner presión, y un Del Potro que necesitaba devolver bien y pasarlo. La verdad, no me gustó que llegaran a los tie-breaks porque López tiene muy buen récord allí y sabe jugar en esa superficie. Empezó a cambiar la historia en el 2-1 del segundo set, porque Juan Martín comenzó a jugar menos profundo, el español se equivocó menos y creció. Después, Del Potro se desmoralizó en el segundo tie-break, cuando estaba 4-2, porque había metido un tremendo saque y perdió el punto. Del Potro le pega fuerte, tiene una buena derecha y toma la iniciativa, pero no maneja los ángulos. Por otra parte, López estuvo astuto y le jugó un partido similar al que Murray le planteó al tandilense en el US Open.
Para el dobles, las cosas cambiaron. Si Del Potro hubiera ganado, creo que David no debería jugar, pero ahora tiene que estar sí o sí, y si le va bien puede convertirse en el nuevo ídolo nacional. Con Calleri jugaron varias veces, y me parece que si el Gordo está en uno de esos días en los que está enchufado le puede ganar a cualquiera; aparte, devuelve bien y con David se apoyan mutuamente.
 

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David può diventare un nuovo idolo nazionale


Quando il primo giorno di una serie casalinga termina sull’uno a uno, passano molte cose per la testa. Da una parte, se hai vinto stai bene; dall’altra c’è chi ha perso ed è scoraggiato, ed è lui che bisogna appoggiare. Sono cose che succedono. Prima di una serie come questa, ti rendi conto che dietro di te c’è il paese. Si sente la pressione. Dovunque tu vada, ti dicono che bisogna vincere, ma non mi sarei mai immaginato qualcosa di così grande. Ci sono milioni di persone attente ai risultati della Davis. Bisogna saperlo sopportare: nei primi game le gambe ti tremano.
Personalmente, mi preoccupava molto come sarebbe entrato in campo Nalbandian, perché l’avevo visto negli spogliatoi con la faccia tipica di chi aveva tutta la pressione addosso. Ma dopo il terzo game ha cominciato ad essere il Nalbandian che tutti conosciamo. Sapeva anche che avrebbe affrontato un Ferrer che non lo avrebbe attaccato, che avrebbe messo servizio in campo. Ma non è stato facile, nonostante il risultato. Per me c’è stata differenza nella velocità di palla e Nalbandian è migliorato quando ha cominciato a picchiare il rovescio parallelo ed ha aumentato la percentuale di prime di servizio. Lui comincia a giocare bene alla fine dell’anno. Sono sicuro che questa sia la superficie sulla quale rende meglio, perché non si giocano punti lunghi, non fa caldo né vento. Questi sono fattori importanti per lui.
Nel secondo punto abbiamo assistito ad una tipica partita di Feliciano López, che attaccava e metteva pressione e a un Del Potro che aveva bisogno di rispondere bene e passarlo. A dire il vero non mi è piaciuto che siano arrivati ai tie-break perché lì López ha un record molto buono di vittorie e sa giocare su questa superficie. La storia comincia a cambiare sul 2-1 del secondo set perché Juan Martín comincia a giocare meno profondo, lo spagnolo cresce e commette meno errori. Inoltre Del Potro si demoralizza nel secondo tie-break, sul 4-2, perché perde il punto nonostante un gran servizio. Del Potro picchia duro, mette un buon dritto e prende l’iniziativa, ma non utilizza gli angoli. Dall’altra parte, López è astuto e gioca un partita simile a quella che Murray aveva impostato contro il tandilense nell’ultimo US Open.
Per il doppio le cose sono cambiate. Se Del Potro avesse vinto, credo che David non avrebbe dovuto giocare, ma adesso deve esserci sì o sì e se gli va bene può diventare il nuovo idolo nazionale. Con Calleri hanno giocato insieme varie volte e mi sembra che se il Gordo è in uno di quei giorni nei quali è ispirato può vincere con chiunque; oltretutto risponde bene e con David si appoggiano reciporfamente.
 

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