Verdasco e Lopez vincono 5-7 7-5 7-6 7-5 (5) 6-3 una partita rocambolesca con incredibili capovolgimenti di fronte. Due statistiche impressionanti. Delpozzi e Scanagatta
Alla vigilia dell’ultima giornata, Spagna clamorosamente avanti 2-1 a Mar del Plata grazie alla vittoria della coppia Lopez-Verdasco su Nalbandian-Calleri, 5-7 7-5 7-6 (5) 6-3. Non è stato dunque sufficiente l’innesto di David al posto di Acasuso per portare a casa il punto teoricamente più favorevole agli iberici.
L’inizio è equilibrato, anche se sono gli argentini ad avere le maggiori occasioni. Sul 5-5 Verdasco – fino a quel momento peggiore in campo – s’innervosisce per il pubblico chiassoso e commette doppio fallo proprio sul break point; nel game successivo Nalbandian riesce a tenere il servizio decisivo nonostante uno svantaggio di 0-40.
Il secondo set sembra seguire la falsariga del primo, i sudamericani non concretizzano 2 palle break nel quinto gioco ma alla stretta finale questa volta soccombono. I due mancini madrileni, galvanizzati dal pareggio, dilagano letteralmente fino al 5-1, 40-30 nel terzo, dopodiché accade l’impronosticabile: Verdasco viene colto da paralisi al braccio sinistro cedendo il primo controbreak, Nalbandian riesce a tenere la battuta nonostante una volée di rovescio smorzata… sulla schiena di Calleri, infine sul 5-3 anche Lopez vuole dare il suo personale contributo alla suspence con un paio di nefandezze sotto rete. 5-5! A questo punto l’inevitabile sembra scritto, gli argentini veleggiano nel tie-break col vento in poppa ma incredibilmente subiscono a loro volta la maledizione del 5-1: ad un passo dal set – e probabilmente dalla coppa – crollano sotto una serie di erroracci (soprattutto di Nalbandian, autore di un doppio fallo e di un clamoroso “orrore” con il naso sul net), concedendo 6 punti uno sull’altro davanti ad un pubblico per una volta silenzioso, attonito.
Risorti dal sepolcro come Lazzaro, gli spagnoli tornano a macinare gioco fino al 5-2, 40-15 nel quarto: partita finita? Ovviamente no! Puntuale la tremarella di Fernando giunge in soccorso alla coppia di casa, ma è l’ultimo sussulto. Nalbandian perde per l’ennesima volta il servizio, trafitto da una splendida sbracciata di rovescio di Lopez, anche oggi migliore in campo.
Forte del vantaggio, la Spagna ora medita la sostituzione dello spento Ferrer con Verdasco, comprensibilmente caricato a mille. Per l’Argentina prosegue invece il brusco risveglio dalla festa annunciata: se vorranno sollevare la sospirata insalatiera, i padroni di casa dovranno vincere entrambi i singolari di domani, sui quali grava l’ulteriore ombra delle condizioni fisiche di Del Potro. In caso di forfait di Juan Martin dovrebbe scendere in campo Acasuso, quest’oggi risparmiato lasciando spazio a Calleri. Basterà?
NOTA DI UBS: Nelle ultime 36 finali di Coppa Davis soltanto tre volte chi ha vinto il doppio non ha poi vinto la Coppa. Ma l'Argentina ha vinto tutti gli ultimi 14 confronti giocati sul suolo patrio. Quale sarà la statistica che prevarrà fra le due appena citate? Se l'Argentina vincerà due singolari oggi conquisterà la sua prima Davis, se invece la Spagna ne vincerà anche uno soltanto diventerà la settima nazione ad aver vinto almeno tre volte l'insalatiera d'argento in 108 anni di storia. E per il Sud America sarebbe uno choc tremendo.
Samuele Delpozzi
“Credo nella libertà di stampa, ma cosa ne pensate della libertà dalla stampa?”
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Andre AGASSI vs. Pete SAMPRAS (sempre pernici...), con la Gazzetta dello Sport