Traduzione a cura di Daniele Vitelli - 23 Novembre
La Ensaladera de Plata estuvo tan cerca de la Argentina tras el primer punto como lo está ahora de España concluido el segundo single. El vuelco en la serie fue brusco, violento, que puede tener consecuencias en el global de la eliminatoria.
Pasadas las 15, el escenario era inmejorable: David Nalbandian había cumplido con creces y el conjunto de Luli Mancini lideraba 1-0. Juan Martín del Potro, ajustadamente, se había adelantado set arriba ante Feliciano López.
Tras un lapso de cuatro horas, el panorama es el que deseaba el equipo de Emilio Sánchez Vicario en la previa: llegar 1-1 a jugar el dobles, el punto más fuerte de España. No sólo consiguieron eso, sino que encendieron varias alarmas en la Argentina.
Feliciano llega en gran forma junto con Fernando Verdasco y obliga a Nalbandian a jugar sabiendo que, aun ganando, podría volver a jugar el domingo (definiendo en un quinto punto por primera vez). Además, la lesión de Del Potro deja un interrogante de cara al cuarto punto (“no se sabe qué es lo que tengo, todavía no hay diagnóstico”, reconoció), pues de no poder jugarlo el tandilense, Acasuso o Calleri tendrían la responsabilidad de ganar para que el sueño de la Ensaladera siga con vida.
Mancini, a pesar de confirmar la dupla Nalbandian-Calleri para mañana -a las 14 de Buenos Aires-, tampoco aportó certezas sobre el cuarto punto. “El domingo será otro tema. La decisión de hoy no significa nada para el domingo”, dijo tajante.
Las especulaciones no ayudan por estas horas, las más decisivas en la historia del tenis argentino. Mañana la balanza se inclinará y, quizá, para sellar el futuro de la serie. Pese a los cuestionamientos a Luli por la inclusión del Rey David en el dobles ante Rusia, en semifinales, más que nunca la presencia de Nalbandian es vital para la Argentina.
Justo él, que desde comienzos de año manifestó su profundo deseo de ganar la Copa Davis; justo él, que quiere más que nadie llevarse los flashes de los fotógrafos y llenar las páginas de los diarios. Una vez más, como tantas otras series, el destino quedó en manos de David Nalbandian.
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Uno scenario con molte incognite
L’insalatiera d’argento è stata così tanto vicina all’Argentina dopo il primo punto, quanto ora lo è alla Spagna, al termine del secondo singolare. Il ribaltamento della serie è stato brusco, violento, e può avere conseguenze nel proseguio della sfida.
Dopo le 15, lo scenario era come migliore non potesse essere: David Nalbandian aveva fatto meglio del previsto e la squadra di Luli Mancini conduceva per 1 a 0. Juan Martín del Potro, con merito, si era portato avanti di un set contro Feliciano Lopez.
Dopo un lasso di tempo di quattro ore lo scenario è quello che sperava la squadra di Emilio Sánchez Vicario nelle previsioni: 1-1 prima di giocare il doppio, il punto più forte della Spagna. Non solo hanno ottenuto questo, ma anche hanno acceso vari allarmi nell’Argentina.
Feliciano arriva in grande forma, insieme a Fernando Verdasco, e obbliga Nalbandian a giocare sapendo che, anche vincendo, potrebbe tornare a giocare la domenica (concludendo con un quinto punto per la prima volta). Inoltre l’infortunio di Del Potro lascia un interrogativo circa il quarto punto (“non si sa cosa sia ciò che ho, ancora non c’è la diagnosi”, ha ammesso), e se non potrà giocare il tandilese, Acasuso o Calleri avranno la responsabilità di vincere, affinché il sogno dell’Insalatiera resti vivo.
Mancini, nonostante la conferma circa la coppia di doppio Nalbandian-Calleri per domani – alle 14 di Buenos Aires-, non ha però sciolto le riserve circa il quarto punto.”Domenica sarà un’altra storia. La decisione di oggi non significa nulla per domenica”, ha detto alla fine.
Le speculazioni non aiutano in queste ore, le più decisive per la storia del tennis argentino. Domani la bilancia si inclinerà e, chissà, darà un’impronta decisiva alla serie. Nonostante le polemiche rivolte a Luli per l’inserimento del re Davis nel doppio contro la Russia, in semifinale, più che mai la presenza di Nalbandian è vitale per l’Argentina.
Proprio lui, che dall’inizio dell’anno ha manifestato il profondo desiderio di vincere la Coppa Davis; proprio lui, che più di chiunque altro vuole prendersi tutti i flash dei fotografi e riempire le pagine dei giornali. Una volta in più, come in tante altre sfide, il destino è nelle mani di David Nalbandian.
“Odiavo l'academy di Bollettieri. L'unico modo che avevo per fuggirne era avere successo. E diventò il mio obiettivo: far bene per poter scappare.”
Andre Agassi
Andre AGASSI vs. Pete SAMPRAS (sempre pernici...), con la Gazzetta dello Sport