Mentre la Spagna celebra i suoi eroi e si gode la terza insalatiera, l'Argentina deve riflettere su una disfatta marcata dalla fragilità psicologica oltre che dall'infortunio di Del Potro. Veronica Lavenia
È il giorno dei festeggiamenti per tutta la Spagna sportiva e non solo. Festeggiamenti inattesi, forse, anche per la stessa squadra che ha affrontato l’avventura di Mar Del Plata, in terra straniera, per l’appunto, ed orfana del condottiero Nadal.
Ed è stato proprio il numero uno del mondo tra i primi a congratularsi con i compagni, condividendone l’immensa gioia e parlando di un vera “impresa”. “Quello che hanno fatto è spettacolare ed ineguagliabile. È molto difficile vincere un’Insalatiera in quelle condizioni e bisogna congratularsi con tutti loro per il buon tennis giocato. Abbiamo avuto un anno difficile a causa del Presidente e, nonostante ciò, Emilio Sánchez Vicario è riuscito a formare un buon gruppo e a tenerlo unito. Il suo lavoro è stato eccellente. Mi sarebbe piaciuto essere lì con loro per abbracciarli. Hanno compiuto un’impresa. Credo che essere felici più di così sia impossibile”. Nadal ha elogiato, inoltre anche altri tennisti come Robredo e Almagro che, pur non presenti alla finale, hanno dato il loro contributo nelle fasi dell’eliminatoria.
Anche i reali di Spagna e il Presidente del Governo, Zapatero, hanno partecipato alla gioia del team iberico esprimendo le più sincere felicitazioni con una telefonata ad Emilio Sánchez. Il segretario di Stato per lo Sport, Jaime Lissavetzky ha dichiarato che si conclude nella miglior maniera l’anno d’oro della Spagna sportiva: “È un trionfo storico perché è la prima Coppa Davis fuori di casa e si sono affrontate molte difficoltà (…) la chiave di tutto è stata lo spirito di squadra ed anche l’umiltà (…). La Spagna ha quattordici giocatori tra i primi cento del mondo ed è ormai un paese di riferimento e questo è molto positivo. Sarà un anno difficilmente ripetibile”.
A proposito dell’anno d’oro dello sport spagnolo, tutta la stampa iberica dedica ampio spazio all’analisi di una stagione che ha regalato successi non solo nel tennis con Nadal in testa ma anche, come si è già sottolineato, nel ciclismo con Giro, Tour ed ancheVueltavinti; nel calcio con gli europei e poi la pallacanestro, insomma, successi che diventano, a ragione, l’orgoglio di una nazione intera.
Ed è in un clima così positivo che Sánchez, come titola il quotidiano spagnolo “ABC”, “Dice addio nel bel mezzo della festa”. Il capitano ha dichiarato che lascia l’incarico e non sarà, dunque, presente nella fase eliminatoria contro la Serbia: “Ho terminato un ciclo. Chi arriverà dopo di me spero sappia sfruttare al meglio i grandi momenti che ho vissuto con la squadra (…). A chi non credeva nel mio piano B dopo il ritiro di Rafa, rispondo che il piano ha funzionato con questa gente che ha giocato in modo meraviglioso ottenendo un successo storico dato che la vittoria è arrivata fuori casa”. Commozione, ringraziamenti e lacrime da parte dei ragazzi del “piano B” che hanno salutato il loro “Capi”, come lo chiamano, felici di aver condiviso con lui una gioia ed un successo così grandi.
Contento di sicuro è Verdasco che, scartato in un primo momento da Sánchez, chiude l’anno con la soddisfazione di aver regalato alla Spagna il punto decisivo. “È la vittoria più bella della mia vita, un sogno (…).. Pochi hanno la fortuna di parteciparvi e ancora meno di vincerla. Ringrazio Dio per questo momento”, ha dichiarato “Farru”, come lo chiamano i compagni per la somiglianza con il “bailaor” Farruquito, un idolo in Spagna. A Madrid, Verdasco è stato festeggiato nel locale di flamenco più alla moda della capitale di proprietà del padre (che possiede anche un ristorante tipico “La Bola) ”il “Café de Chinitas”.
Tra i più soddisfatti Feliciano López, la vera scoperta di questa Davis, il giocatore che battendo Del Potro venerdì e vincendo anche il doppio di sabato, in coppia con Verdasco, ha sorpreso davvero, contribuendo notevolmente a raggiungere l’obbiettivo. “Spero che il tennis giocato in queste partite mi aiuti a credere di più nelle mie possibilità (…). Ho visto l’incontro di Fernando nello spogliatoio ero molto nervoso e mi sono detto che sarei uscito da lì solo per festeggiare la vittoria e così è stato”. Il giocatore di Toledo ha raggiunto i compagni con addosso una maglietta un po’ speciale con la seguente scritta: “ Questa vittoria la dedico ad un amico mio recentemente scomparso in un incidente di moto”. Ed è stato lo stesso López, secondo quanto riporta la stampa spagnola, a chiudere le polemiche su un pubblico troppo “appassionato” nel momento in cui ha iniziato a girare per il campo saltellando al grido di Argentina! Argentina!
Il campione Manolo Santana, infine, presente a Mar Del Plata ha ribadito la grandezza della vittoria, importante perché fuori casa ed elogia il capitano della squadra in quanto capace di mantenere uniti i ragazzi e di trasmetterli serenità.
Quell’unione e quella serenità che sono mancati all’Argentina, forse, troppo sicura di un facile successo. Le polemiche, poi, più o meno importanti, più o meno gonfiate dagli addetti ai lavori, non hanno certo giovato alla squadra. Invece di rimanere uniti e gioire del fatto che la finale si sarebbe giocata comunque in casa, la scelta di Mar Del Plata ha suscitato un vespaio di polemiche interne al paese di cui si sono resi diretti protagonisti anche i giocatori che, magari, per primi avrebbero dovuto non gettare altra benzina sul fuoco. Quindi, la scelta del campo costruito ad hoc per fronteggiare Nadal e poi, nuovamente, ritoccato perché Nadal non c’era più. Altre polemiche e meno tempo per allenarsi sul nuovo stadio.
Le interviste di tutti i protagonisti che dispensavano serenità e sicurezza. I capricci di Nalbandian in rotta con la stampa argentina. Per non parlare dell’ultima conferenza stampa, la più triste quella di ieri dopo la socnfitta. Tutto ha inizio quando Mancini, smentendo i litigi tra i giocatori invita i giornalisti a riflettere prima di scrivere su fatti mai avvenuti che discriminano e non aiutano la squadra. Interviene Guillermo Salatino, giornalista argentino il quale si lamenta per il trattamento ricevuto dal team argentino: “Non abbiamo accesso ai giocatori; non possiamo arrivare alle fonti. Invidio il rapporto che i tennisti spagnoli riservano alla stampa di casa. I tennisti spagnoli per noi ci sono stati sempre. Voi no. Non volevate che noi alloggiassimo nel vostro stesso Hotel perché temevate vi disturbassimo e questo è molto brutto”. I giornalisti presenti in sala applaudono.
A quel punto avrebbero dovuto parlare gli spagnoli ma, a sorpresa, Acasuso prende il microfono in mano e risponde: “(…) Se decidiamo di non parlare con la stampa è perché non tolleriamo le critiche fatte con cattiveria. E poi ricordatevi che il potere lo avete voi in mano”. Un giornalista gli risponde: “Noi siamo qui per informare e non per aiutare la squadra a vincere la Davis (…) e comunque come facciamo a scrivere la verità se non volevate parlare con noi?” Interviene Mancini che smentisce questa dichiarazione e chiede la fine di polemiche inutili. I giornalisti, però, continuano accusando Nalbandian e Del Potro di assenteismo mediatico, soprattutto Nalbandian. Mancini chiude la tormentata conferenza stampa con un laconico: “Vedi, questa è l’Argentina”.
Polemiche, dunque, fino all’ultimo. Obbiettivo il commento di Mancini su quanto accaduto che invita la nazione a serie riflessioni: “Parlare di fallimento è ridicolo. La nostra era una squadra compatta, soprattutto nel singolo. Purtroppo, l’infortunio di Del Potro ha cambiato le carte in tavola. Dobbiamo imparare molto da tutto quello che è successo a partire dalla finale persa con la Russia. In Argentina si è politicizzato un evento che doveva rimanere sportivo. Bisognava parlare solo di tennis. Tutti dobbiamo riflettere. Tutti”.
“Luli” non sarà più a capo della squadra di Davis e lascia con l’amarezza di non aver potuto raggiungere il suo sogno. Il commento di Vilas è ottimista per il futuro, invece: “Le occasioni si ripetono. Sempre. Nalbandian può ancora dare molto alla squadra e Del Potro sta nascendo adesso”. Probabilmente, non mancheranno ancora spunti polemici di cui si parlerà per giorni.
Intanto, come recita lo spagnolo “El País”: “L’Argentina continua ad aspettare la sua prima Insalatiera. La Spagna festeggia già la terza.”
Veronica Lavenia
Veronica Lavenia
“Credo nella libertà di stampa, ma cosa ne pensate della libertà dalla stampa?”
Martina Navratilova a proposito della stampa inglese
Andre AGASSI vs. Pete SAMPRAS (sempre pernici...), con la Gazzetta dello Sport