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Ritorno al tennis

Pur sapendo di dover ormai considerare i momenti migliori della loro carriera alle loro spalle, quattro giocatori non demordono e riprendono l’attivita’. Difficile rinunciare alla luci della ribalta.

Luca Labadini

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Tutti gli appassionati e i media saranno proiettati alle grandi sfide fra i giocatori di vertice, ma uno dei motivi di curiosita’ della stagione 2009 sara’ anche rappresentato dal ritorno alle gare di alcuni protagonisti un po’ finiti nel dimenticatoio. Quattro giocatori , quattro storie diverse da raccontare. Analizziamole una per una.

 

Xavier Malisse

In carriera il belga si e’ aggiudicato tre titoli e raggiunto la diciannovesima posizione Atp. Traguardi piu’ che discreti per moltissimi giocatori del circuito. Decisamente pessimi per uno dotato del suo talento.Uno dei piu’ classici esponenti del gruppo “genio e sregolatezza”, Malisse non e’ mai riuscito a dare continuita’ al suo tennis. Un paio d’anni fa e’ sembrato in grado di mantenere le promesse, affacciandosi brevemente e tiepidamente al grande tennis, ma successivamente,a causa di infortuni ,problemi familiari e intemperanze varie sul terreno di gioco, e’ scivolato sino alla 162° posizione. Nel 2008, quarti di finali a Chennai, la vittoria del challenger di Moncton, poi praticamente il nulla, a causa anche di un brutto guaio a polso. Il belga confida in un precedente illustre per risalire la china: in prossimita’ dei trent’anni anche Andre’ Agassi si ritrovo’ catapultato negli inferi della classifica, poi fu capace di portare a termine una strepitosa risalita, riportandosi a livelli elevatissimi . Il belga sembra comunque nutrire progetti decisamente piu’ modesti : “ Il mio obiettivo e’ riuscire a tornare fra i primi cento entro Marzo, poi con l’inizio dei tornei su terra battuta conto di assestarmi verso la settantesima posizione. Questo e’ stato un anno da cancellare, spero di farlo il prima possibile. Ho deciso di iniziare la mia giornata alle 9 , e non piu alle 11, inoltre voglio lavorare molto piu’ duramente e stare attento a quello che mangio.La mia sconfitta al challenger di Mons(contro il numero 550 del ranking...) mi ha fatto davvero toccare il fondo”. Speriamo che sia la volta buona. In fondo il belga ha solo 28 anni. Se volesse, potrebbe ancora togliersi qualche discreta soddisfazione.

Raemon Sluiter

Lui, un vero protagonista non lo e’ stato mai. Nessun titolo vinto , posizione 46 come best ranking. Una carriera quasi da comprimario. La sua vicenda, pero’, e’ forse la piu’ curiosa. Lo scorso febbraio , la sconfitta subita nel torneo di casa di Rotterdam per mano del francese Llodra lo aveva indotto a porre la parola fine al tennis giocato. Il pubblico olandese gli aveva tributato una standing ovation , regalandogli un emozionante commiato “ Non sono mai stato un giocatore di vertice, ma ho avuto un addio da superstar. E’ stato bello , non lo scordero’ mai. La sconfitta di oggi e’ stata sintomatica .In passato riuscivo a superare giocatori come questi e a dar fastidio ai piu’ forti. La questione e’ semplice: non sono piu’ abbastanza bravo. E’ stata una decisione sofferta, ma ho deciso di intraprendere la carriera di allenatore. Iniziero’ a seguire Thiemo de Bakker,credo molto in lui” le parole di Sluiter. Nulla di strano, il passaggio da giocatore ad allenatore e’ un fenomeno che si verifica spessissimo nel mondo del tennis. Peccato che, nemmeno una decina di mesi dopo quell’annuncio, l’olandese ci abbia ripensato “ Giocare a tennis e’ la cosa piu’ bella del mondo. Non ho saputo dire di no al richiamo, avvertivo un certo prurito…” ha dichiarato Sluiter, che quindi da Gennaio si rituffera’ nel circuito. Non potendo piu’ beneficiare di una classifica protetta, l’olandese dovra’ inizialmente sperare in qualche wild card, e ripartire dai futures e dai challengers, fino a quando il …prurito gli passera’. Auguri.

 

Mark Philippoussis

Pur non essendosi mai ufficialmente ritirato, il celebre “ Scud “ viene ormai considerate piu’ un attore da reality shows e soap operas che un giocatore. Eppure, a cavallo fra la fine degli anni 90 e i primi anni 2000, il potentissimo australiano ha saputo ritagliarsi un ruolo da protagonista , sino a che il suo fisico non lo ha abbandonato. Il suo problema e’ cronico e risaputo : le sue ginocchia sono troppo fragili per reggere il peso del suo imponente fisico , con logiche conseguenze alla sua schiena . Numero otto del mondo nel 1999, una finale agli Us Open persa contro il connazionale Rafter,un’altra finale a Wimbledon non partendo come testa di serie, sconfitto solo da sua’ maesta’ Federer. A Mark e’ tornata la voglia di tennis. Non e’ la prima volta che dichiara di volerci riprovare, ma in un recupero ad alti livelli non ci crede piu’ nessuno, forse nemmeno lui. Nel 2008, pur potendo contare sulla classifica protetta, non e’ mai sceso in campo.Non disputa un torneo ufficiale dal 2006, ma ci riprova. “ Qui si tratta anche di essere realisti. Ho 32 anni, so benissimo che se mi opero un’altra volta non potro’ piu’ tornare. Dipende solo dal mio fisico, se mi sorreggera’ potro’ pensare a rimettermi in gioco, altrimenti sara’ tutto inutile. La tua testa e il tuo cuore possono dirti una cosa, ma se il fisico non e’ d’accordo….non c’e’ nulla da fare. Dentro di me, sento di aver lasciato qualcosa in sospeso,e di poter tornare al 100 %, ma so che per ottenere questo mi aspetta un lavoro durissimo. Detto questo, sono pronto ad accettare qualsiasi verdetto, ho gia’ pensato alla mia vita dopo il tennis, prima pero’ ci voglio riprovare un’ultima volta, in fondo non ho nulla da perdere”. Da apprezzare per la perseveranza e il coraggio.


Andreas Vinciguerra

Con il cognome che si ritrova non dovrebbe avere timore di nulla, invece la breve carriera di questo ex promettentissimo tennista figlio di un pizzaiolo italiano emigrato in Svezia e’ costellata di battaglie perse e soprattutto di infortuni che gli hanno di fatto impedito di affermarsi . Dopo un calvario durato ben due anni, causato da un serissimo problema al ginocchio, Vinciguerra nelle scorse settimane ha tentato un tiepido ritorno all’agonismo , prendendo parte a tornei semi-professionistici nei circoli svedesi . Secondo i media del suo paese, Vinciguerra e’ pronto al rientro, o quantomeno a un tentativo di tornare alle competizioni. Lo svedese, finalista del torneo Junior negli Australian Open all’eta’ di 17 anni, non ha tuttavia ancora sciolto le riserve sul suo ritorno . “ Ci avevo gia’ provato nel 2006, poi mi sono infortunato. Ho ripreso, e mi sono bloccato di nuovo. E’ davvero frustrante, non riesco a giocare un torneo da due anni”. Proprio l’esito di queste partitelle giocate in tornei minori svedesi saranno decisive sulla volonta’ dello svedese. “ Finalmente mi sento bene, ma se mi rendero’ conto di non riuscire a ritrovare il mio miglior tennis, diro’ definitivamente addio” .Issatosi alla trentatreesima posizione ATP nel 2001, Vinciguerra e’ oggi ovviamente senza classifica, ma i suoi 27 anni lo fanno ancora sperare in qualche squillo, anche se due anni senza competizioni ufficiali si faranno sentire.

L’evolversi di queste vicende riapre un interrogativo : Meglio accettare serenamente il tempo che passa e un ritiro dignitoso, o rimettersi in gioco sperando di tornare alla ribalta ma anche rischiando di incorrere in brutte figure? Accettare i responsi del tuo fisico o provare a sfidarlo ? In ogni caso, nessuno potra’ mai accusare questi quattro tennisti di mancanza di coraggio. In bocca a lupo.

 

Luca Labadini

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