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Settore tecnico e giovani:
apertura della FIT?

Martedì sera al Talk Show "Tennis Club" si è parlato di organizzazione e crescita del settore giovanile italiano. Citato più volte il nostro spazio Genitori&Figli. Commenta sul blog. Roberto Commentucci

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Martedì sera al Talk Show "Tennis Club", presentato da massimo Caputi e Carolina Boniek hanno partecipato il presidente della Fit Angelo Binaghi, il direttore della Scuola nazionale maestri Roberto Lombardi, il presidente del Tc Viterbo (bi-campione d'Italia femminile in carica) Giorgio Barili, Vincenzo Santopadre del Circolo Canottieri Aniene (una delle quattro squadre in lizza per lo scudetto maschile) ed i giornalisti Marco Lombardo e Silvano Tauceri de "Il Giornale".

L'argomento principale in discussione, dopo una breve promozione della fase finale del campionato a squadre di A1, che avrà luogo a partire da venerdì prossimo, è stato l'organizzazione del settore tecnico e la crescita dei giovani agonisti.

Il presidente Binaghi, in sintesi, ha dichiarato che:
 

* La Serie A nella politica federale è soprattutto un veicolo per stimolare i club ad investire risorse sul settore agonistico e sulla formazione dei giovani. Se necessario, le regole della competizione potranno essere riviste per cogliere questo obiettivo con sempre maggiore efficacia;
* ad una precisa domanda di Lombardo, Binaghi ha detto che non ha preclusioni di massima alla cooptazione di ex giocatori nei quadri federali, (come dimostrano i casi di Furlan e Barazzutti) purché esistano determinate qualità morali. "E purtroppo," ha sottolineato Binaghi, "io questa qualità in alcuni dei nostri ex atleti non le vedo proprio".
* La FIT ha un ottimo rapporto con quasi tutti i coach privati "li ho inventati io, nel 2000", ha dichiarato Binaghi.La Federazione ha abbandonato la strada centralista e autoritaria che aveva improntato la gestione del settore tecnico fino ad una decina di anni fa. I coach privati e il centro di Tirrenia devono far parte di un sistema sinergico: i team privati e le loro accademie avranno un ruolo sempre più importante ora che da Tirrenia iniziano ad uscire i primi giocatori prodotti da Tirrenia , che ha iniziato l'attività 4 anni fa. Starà a loro inserire questi giovani nel tennis professionistico.
* La FIT deve arrivare a sinergie più strette con le accademie private e con le strutture che producono agonisti, certificandone e verificandone la qualità. In questo modo, ai genitori resterà la scelta su dove avviare il proprio figlio, ma sarà una scelta più informata: fra le migliaia di affiliati che abbiamo, dobbiamo scremare quelle realtà che assicurano la necessaria qualità.
* Non possiamo certo fare come in Francia, dove grazie ai proventi del Roland Garros (100 mln. di euro, mentre l'intero bilancio della FIT ammonta a 13 mln. di euro) si hanno centri federali sparsi sul territorio.
* Il gap con gli altri paesi dipende soprattutto dalla scarsa cultura sportiva della scuola italiana, che ci consegna molti bambini con deficit motori e coordinativi. La promozione nelle scuole dovrà essere intensificata e svolta su base decentrata dai centri tecnici più meritevoli.


Lombardi ha rivendicato il merito di aver cambiato i programmi di addestramento di base, rendendoli più vari e divertenti per i bambini (mini tennis) in modo da abbassare il tasso di abbandono, in passato molto elevsto, visto che prima di toccare la palla, con i vecchi sistemi facevano fare ai bimbi 2 mesi di movimenti a vuoto (e i bimbi più svegli se ne andavano a giocare a calcio!). Ha confermato che i nostri bambini, sulla base di una ricerca svolta tra i 120 under 10 migliori d'Italia radunati a Sestola nel 2004, hanno mediamente capacità motorie e coordinative molto più scarse rispetto ai loro coetanei francesi e svizzeri.

Caputi e Lombardo hanno cercato di provocare Binaghi sulla mancanza di risultati. Lombardo ha citato il sito Ubitennis e il blog "Genitori e Figli", definendolo una iniziativa di grande successo dove si svolge un dibattito che in Italia è diventato un punto di riferimento. Caputi ha letto parte della mail spedita alla redazione dal sottoscritto a nome del blog, citandone la fonte e la provenienza, e definendola estremamente interessante. E' stato letto il suggerimento relativo al coinvolgimento dei pediatri nella promozione, convolgimento necessario per sfatare il falso mito, ancora moltodiffuso, che il tennis sia dannoso per la salute dei bimbi.

Sono stati poi proiettati alcuni servizi che hanno messo in evidenza i miglioramenti nei risultati agonistici dei nostri tennisti negli ultimi anni, in particolare nel settore femminile. Un po' di propaganda, forse eccessiva nei toni, anche se fondata su analisi numeriche (tra il 2000 e il 2007 il numero di top 100, fra uomini e donne, è passato da 8 a 18 e si è abbassata la loro età media).

In conclusione, la parte più incoraggiante del dibattito è quella relativa all'intendimento federale di coinvolgere sempre più i nostri Team privati nei programmi di crescita dei nostri giovani e alla certificazione della qualità delle strutture. La visione del presidente su questi punti è parsa davvero lucida.

Speriamo ora che alle dichiarazioni seguano i fatti.

Roberto Commentucci

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