In una conferenza stampa a Roma, Simone e coach Pistolesi hanno attaccato nuovamente la FIT. Bolelli restituisce la sua tessera FIT. Commentucci
Nei commenti la precisazione dell'avvocato di Bolelli, Paolo Nicodemo.
Al termine della animata conferenza stampa, Pistolesi sembrava raccomandarsi: "Vi chiedo una cortesia: non usate, se potete, nei titoli parole come guerra, polemica, eccetera. Questa vuole essere solo una consapevole scelta di vita di un giocatore e di un tecnico, due professionisti di livello internazionale".
Tuttavia, il coach romano converrà che è davvero difficile non utilizzare un vocabolario guerresco per raccontare questa nuova puntata della vicenda che vede contrapposti ormai da alcuni mesi, dopo il rifiuto del forte giocatore bolognese a partecipare al match di Coppa Davis Italia Lettonia, da una parte la nostra Federazione, guidata con mano ferrea da Angelo Binaghi (tra l'altro riconfermato nella sua carica da una elezione plebiscitaria) e dall'altra parte il team di uno dei giocatori azzurri più promettenti.
Oggi la triste saga si è arricchita di un nuovo capitolo, Pistolesi e Bolelli hanno annunciato che a partire dal 1 gennaio 2009 non saranno più tesserati FIT, recidendo di fatto ogni residuo legame con la Federazione. L'incontro si è tenuto presso la foresteria del Veio Sporting Club, che sarà la nuova sede di allenamento di Bolelli ("Ma sarà molto spesso sui campi veloci della polisportiva Palocco") nonché dell'Accademia di Claudio Pistolesi. In proposito, è stato annunciato un accordo di colaborazione fra il tecnico romano e il coach Michele Tellini, allenatore di Riccardo Ghedin, un altro azzurro in forte crescita, che nell'ultimo anno ha scalato le classifiche e che è ora intorno al 250o posto della classifica mondiale. I due tecnici hanno fondato una nuova Academy, denominata "Fusion". Sarà ora interessante vedere se gli strali della giustizia (o vendetta?) federale colpiranno anche il circolo di Veio, il cui presidente, dr. Torleone, ha dichiarato: "il circolo è proprietà privata, e io su questi campi faccio giocare chi mi pare."
Pistolesi si è detto amareggiato per essere stato costretto a lasciare il Forum, sua precedente sistemazione, e di averlo fatto per non nuocere ai 150 bambini della locale scuola tennis.
Nel corso dell'incontro, sono poi emerse altre notizie di un certo interesse, che riportiamo di seguito.
"Non volevamo arrivare allo scontro con la federazione e mai ci saremmo aspettati di dover subire provvedimenti del genere." Ha affermato Pistolesi. "Ancora a New York avevamo parlato con Barazzutti e Palmieri, insieme con Massimo Sartori, della possibilità di costruire tutti insieme un progetto serio per tornare in serie A. Ma volevamo un maggiore coinvolgimento dei giocatori nelle scelte: ad esempio, avevamo detto alla Fit, per tempo, che contro la Lettonia, in quel periodo dell'anno, avremmo preferito giocare sul veloce. Se ci avessero accontentati nella scelta della superficie, probabilmente non si sarebbe arrivati a questo."
Simone da parte sua è parso molto amareggiato, ma deciso: "Binaghi mi ha offeso con parole pesanti, ha detto che non sono un uomo. Questo mi fa male, anche perché io ho sempre tenuto moltissimo alla maglia azzurra, e lui ha offeso non solo me ma anche l'Italia, che io ho rappresentato e continuo a rappresentare nei tornei, con il massimo impegno". Ha però negato che la polemica possa aver influenzato negativamente il suo rendimento."Dopo la vicenda sono rimasto sereno, ho pensato solo a fare il mio lavoro al meglio, come sempre".
Pistolesi ha rincarato la dose: "Si è cittadini italiani per il passaporto, non perché si ha la tessera FIT".
"Si è detto che la federazione colpisce Bolelli per colpire me. Beh, io non ci voglio credere, perché questa si chiamerebbe vendetta trasversale, e se fosse così la FIT dovrebbe essere commissariata. Quindi secondo me non è così. Del resto, tutte le decisioni in merito alle scelte di carriera di Simone le abbiamo sempre prese tutti insieme, io, il ragazzo, il suo papà e il suo manager".
Il legale del team, avvocato Nicodemo, ha ritenuto opportuno precisare la questione degli aiuti economici elargiti dalla Fit a Bolelli: "I contributi erogati a Simone negli anni di attività juniores, dal 2002 al 2004, sono stati esattamente uguali quelli elargiti agli altri azzurrini che avevano gli stessi meriti sportivi. Quelli avuti dopo il 2004, sotto forma di "prestito d'onore", saranno restituiti secondo il piano di rimborso previsto dal contratto federale, che regola tempi e modi dei rimborsi in relazione al prize money conquistato dal giocatore. Per quanto riguarda l'assistenza legale che la FIT avrebbe garantito a Simone, per svincolarsi dal suo vecchio contratto con il procuratore Sammarini, voglio precisare che è vero che la FIT ha pagato le spese della consulenza legale, ma va anche detto che la penale per la rescissione del contratto, ben 22.000 euro, sono rimaste a carico della famiglia Bolelli. Riteniamo inoltre che l'aver mostrato in pubblico, come ha fatto l'ing. Binaghi, una corrispondenza privata (la lettera con cui Simone chiedeva l'intervento della federazione nella vertenza che lo opponeva al suo vecchio manager) sia una grave violazione della privacy, che stigmatizziamo." A domanda precisa, Nicodemo ha però precisato che non si ha l'intenzione di adire alle vie legali contro la Federazione. E meno male, aggiungiamo noi!
Infine, Nicodemo ha stigmatizzato come Simone sia stato interrogato per circa 4 ore dalla procura federale, lo scorso 16 ottobre, e come non sia ancora stato reso noto l'esito del provvedimento disciplinare che la Federazione ha avviato, che ormai comunque non pare destinato a cambiare gran che la sostanza delle cose, qualunque sia il verdetto della Giustizia Federale.
Dopo una tale tempesta, gli aspetti tecnici sono passati inevitabilmente in secondo piano.
"Abbiamo lavorato benissimo, a partire dallo scorso 17 novembre, in un bellissimo centro tecnico in Germania, in Baviera, assieme con Kohlschreiber e con Florian Mayer, che sta cercando di tornare nel circuito. Simone è migliorato tantissimo sul piano fisico nell'ultimo anno, ora ha molta più forza nelle gambe, e soprattuto ha capito che le gambe le deve usare anche lui, che nel circuito maggiore non può fare tutto con il braccio come faceva prima. In più, è progredito nel gioco al volo e nel back di rovescio, che ha usato benissimo contro Berdych a Basilea" ha affermato Pistolesi.
Abbiamo chiesto a Simone quale partita del 2008, se potesse, vorrebbe rigiocare: "Mah con Davydenko a Miami ho capito che stavo crescendo, con Llodra a Parigi avevo una buona occasione, ma se potessi rigiocherei quella con Roddick a Roma, ero un break avanti, ero avanti nel tie break, stavo giocando bene, sentivo la passione e il sostegno della gente, potevo farcela".
Abbiamo poi fatto notare a Pistolesi come Simone sia agli ultimi posti nelle graduatorie Atp nella pecentuale di punti vinti contro la prima palla e in quella di games vinti sul servizio avversario. "Stiamo lavorando su questi aspetti, certo, ma io amo considerare il giocatore nella sua interezza, basarmi anche tanto sulle sensazioni, più che sui numeri. E l'anno scorso Simone rispondeva peggio."
In chiusura, l'azzurro ha annunciato che a inizio stagione giocherà la Hopman Cup (con Flavia Pennetta), Sidney e Melbourne, per poi dedicarsi alla stagione indoor europea: Zagabria, Rotterdam, Marsiglia. Qualcuno, scherzando, ha raccomandato al bolognese: "Simone, il prossimo anno, quando vieni a giocare al Foro, è meglio se l'acqua te la porti da casa, che quelli della Federazione non te la danno mica!"
Risate amare, a conclusione di una conferenza stampa che ha definitivamente confermato come la frattura Bolelli FIT sia probabilmente ormai insanabile, con buona pace degli appassionati.
Roberto Commentucci
“Non sono un mostro. Non sono del tutto cattivo. Forse al 10%. Penso di essere buono al 90%.”
John McEnroe
"... è impossibile", sembra voler dire Emilio Sanchez, ricevuto da Zapatero insieme all'intera squadra campione di Davis. Sanchez ha lasciato il suo ruolo di Capitano all'indomani della vittoria sull'Argentina.