Sebbene il 2008 abbia riservato meno sorprese rispetto al settore maschile, il tecnico francese, Patrice Dominguez, si dimostra comunque soddisfatto e pronto per pianificare il 2009. Veronica Lavenia
“L’Equipe” pubblica oggi la seconda parte dell’intervista a Dominguez relativa alla stagione femminile.
Sebbene, il 2008 abbia riservato meno sorprese rispetto al settore maschile, il tecnico francese si dimostra comunque soddisfatto e pronto per pianificare il 2009.
Anche per quanto concerne l’àmbito femminile ad emergere è il desiderio di creare armonia e nuovi stimoli tra le giovani tenniste e di restituire fiducia a giocatrici che, come Amélie Mauresmo, hanno regalato grandi emozioni.
Tanto in Spagna quanto in Francia, dunque, il segreto del successo non consiste nell’avere uno o due giocatori di punta ma nel saper guardare e andare oltre, curando i dettagli non solo tecnici ma anche e soprattutto umani. La Federazione francese, ancor di più di quella spagnola, sembra possedere, a livello dirigenziale, le figure giuste che consentono di guardare ad un futuro roseo ricco di successi proprio perché più che coltivare le polemiche in Francia si preoccupano di “intensificare il serbatoio” delle giovani promesse.
Veronica Lavenia
Dominguez: “densifier notre réservoir”- Dominguez: “Intensificare il nostro serbatoio”.
Sophie Dorgan-L’Equipe.fr
Trad. a cura di Veronica Lavenia
Dopo i trionfi di Amélie Mauresmo e Mary Pierce, il tennis femminile ha conosciuto momenti meno gloriosi. La stagione 2008 ha offerto qualche soddisfazione con Alizé Cornet, nuova numero uno francese a soli 18 anni e la conferma di Marion Bartoli tra le top 20. Il Direttore tecnico nazionale, Patrice Dominguez attende sempre di convincere Marion Bartoli a raggiungere la squadra di Fed Cup e non “vuole lasciare nessuno ai margini”.
Patrice Dominguez, quale è il suo bilancio per la stagione 2008?
Il bilancio femminile è stato più deludente di quello degli uomini. Ci sono state, però, delle soddisfazioni. Marion Bartoli è rimasta tra le prime venti, nonostante una stagione complicata. Ha dovuto gestire i progressi fatti nella stagione precedente. Poi, c’é Alizé Cornet che diventa numero uno di Francia a soli 18 anni, un traguardo mai raggiunto. Si può essere soddisfatti.
Spera sempre di convincere Marion Bartoli a giocare in Fed Cup?
Spero di convincerla. Bisogna capirsi ed occorra prima di tutto che lei ne abbia veramente voglia. Se lei avrà piacere di giocare, anche per noi sarà lo stesso. Se ne può parlare. Lo stiamo per fare. Il Presidente la deve incontrare.
È preoccupato per Tatiana Golovin?
Sono nervoso. Dubbioso. Attendo sue notizie. Mi ha detto che ci aggiornerà sulle condizioni. Aspetto.
È il guaio più serio del 2008?
Sì. È una giocatrice straordinaria. Provo dell’affetto per lei perché la conosco e l’ho scoperta che era molto giovane. Ha delle qualità straordinarie. Soffre, però, di un problema fisico che sarà complicato da risolvere. Spero ci sia la possibilità che torni a giocare. Lei farà di tutto per rientrare. Dipende da lei e dai medici. Non è semplice.
Cosa pensa di Amélie Mauresmo?
La vedo allenarsi ogni giorno al Roland Garros. Con il suo nuovo allenatore fa degli sforzi. È molto assidua negli allenamenti, bisognerà attendere le prime competizioni. È, comunque, molto presente e motivata.
Come spiega questo vuoto di generazione?
Capita che si abbia tutto in una volta una annata super ma non si sa perché. Si cerca di rinforzare i punti deboli per non saltare una stagione o mettersi in pericolo. Siamo la prima nazione tra i primi cento sia tra i ragazzi che tra le ragazze.
Quali sono gli obbiettivi per il 2009 in campo femminile?
Non vogliamo lasciare nessuno ai margini. Per ogni ragazza tra i primi cento martedì è iniziato una stage di preparazione fisica con Julie Coin e altre. Si cerca di ovviare all’assenza di Tatiana. Abbiamo dato un allenatore speciale a Pauline Parmentier, si controlla ciò che fa Virginie Razzano e Séverine Brémond. Si sono individuate certe strutture per le ragazze per essere sicuri di non lasciare nulla al caso ed intensificare il nostro vivaio.
“Al loro meglio (o peggio) potevano farti più male senza nemmeno colpire la palla di quanto qualsiasi altro giocatore potesse fare con una racchetta. Erano come i gemelli cattivi di Bart Simpson."
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