Ubitennis
Rassegna Stampa del 4 Dicembre 2008

Bolelli contro Fit. Addio e accuse (Bottazzo). Bolelli insiste avanti da solo (Viggiani). Bolelli spara contro la Federtennis «Binaghi mi ha offeso come uomo» (Valesio). Accusa a Bolelli "Come Moggi" (Azzolini)

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Rubrica a cura di Daniele Flavi

Bolelli contro Fit. Addio e accuse

Tiziana Bottazzo, la Gazzetta dello Sport del 04.12.08

Ufficializzato il divorzio fra la coppia Simone Bolelli-Claudio Pistolesi e la Fit. Ieri il tennista (41 ° nella classifica Atp, secondo degli italiani dopo Seppi) e il suo coach hanno deciso di chiudere il 2008 stracciando la tessera Fit dopo la messa al bando dalla Davis imposto dal presidente Binaghi il 22 settembre per il rifiuto di indossare la maglia azzurra in Italia-Lettonia. «Un divorzio consapevole dall'attuale gestione federale con cui non sentiamo di avere nulla da spartire», affermano Bolelli-Pistolesi. Il tennista precisa: «Voglio iniziare il 2009 con serenità chiudendo definitivamente questa vicenda. Mi spiace che la Federazione abbia assunto questa posizione, voglio metterla alle spalle e impegnarmi a tempo pieno nell'attività internazionale. Niente Davis e Serie A? Pazienza. L'Atp è un organismo internazionale indipendente dalle federazioni. Niente wild card agli Internazionali? Spero di entrare di diritto, altrimenti mi giocherò le qualificazioni. Sono italiano e continuerò a rappresentare l'Italia individualmente. A cominciare dalla Hopman Cup assieme a Flavia Pennetta». La Fit legge dietro all'annuncio l'intenzione di svicolare il procedimento disciplinare in corso presso giudice nazionale (per Bolelli) e corte federale (per Pistolesi) accostandoli a quanto tentato da Moggi (invano) per sfuggire alle sentenze del calcio. «Che interesse avrebbe Simone di aggirare una squalifica per 5 anni che nei fatti già c'è?» ribatte l'avvocato Paolo Niccodemo. La sentenza Bolelli, interrogato dal procuratore federale il 16 ottobre, è prevista entro gennaio (massimo un anno di squalifica e un pena pecuniaria), più grave il provvedimento per Pistolesi che non ha risposto a due convocazioni. Dopo la cacciata dal Circolo Forum dove la coppia si allenava, lo Sporting Vejo ha offerto piena ospitalità: «Siamo una struttura privata e non percepiamo contributi Fit. A casa nostra ospitiamo chi vogliamo», precisa il presidente Elio Paolozzi.

Bolelli insiste avanti da solo

Mario Viggiani, il Corriere dello Sport del 04.12.08

È insanabile la rottura tra il giocatore e la Federazione: per scelta e ora anche per regolamento Bolelli insiste avanti da solo Dal 2009 rinuncerà alla tessera della Fit: non potrà riaverla ma la partecipazione ai tornei Atp non sarà compromessa. Ieri, nuova puntata del caso Bolelli-Federtennis. Dopo che in precedenza già il suo coach Claudio Pistolesi aveva "abbandonato" la Fit, Simone ha fatto lo stesso chiedendo alla società per la quale era tesserato quest'anno (Geovillage Olbia) di non inoltrare alcuna richiesta per il 2009. A questo si arriva dopo l'episodio della mancata risposta del giocatore alla convocazione per Italia-Lettonia di Coppa Davis nel settembre scorso, quando "Simo" ha scelto di concentrarsi sui tornei in Oriente e sul miglioramento della propria posizione in classifica mondiale. Strana situazione, quella del tennis professionistico: il circuito dei tornei che contano è organizzato e gestito dalle associazioni di giocatori e giocatrici (Atp e Wta) gli uni e le altre vi prendono parte con una tessera che rinnovano annualmente con il pagamento della quota associativa. E’ quella l'unica indispensabile per partecipare anche ai quattro appuntamenti dello Slam, nonostante questi siano affidati alla federazione internazionale, l'Itf. Essere affiliati alla federazione del proprio Paese serve invece soltanto per la partecipazione alle competizioni ufficiali a squadre, ovvero Coppa Davis e Fed Cup. Quindi Bolelli potrà giocare senza problemi nel circuito Atp, con la rinuncia alla tessera Fit perde però definitivamente (come spieghiamo qui sotto) la possibilità di vestire la maglia azzurra. Simone Bolelli, 23 anni, emiliano, chiuderà il 2008 come n. 41 del mondo e 2 italiano: nella classifica Atp, davanti a lui soltanto Andreas Seppi, n. 35. Il suo coach è Claudio Pistolesi «Posso fare a meno della Federazione» Simone senza Davis è sereno. Il paradosso: rappresenterà l'Italia nella Hopman Cup Sono tutti e due tiratissimi, fisicamente parlando: Simone Bolelli perché sta svolgendo una diversa preparazione atletica rispetto al passato, in vista della prossima stagione agonistica, e Claudio Pistolesi perché è tornato finalmente a correre per un'ora al giorno, oltre che a questo punto anche a giocare con il suo allievo prediletto. Per il resto, sono tutti e due molto tranquilli, nonostante la rottura totale con la Fit dopo la rinuncia alla Davis. Pistolesi, dopo il titolo di "tecnico nazionale", ha rinunciato a ogni altra qualifica. «Non rinnoverò la tessera federale dopo gli attacchi irrispettosi a me e a tutto il mio team - ha detto ieri Bolelli - Voglio solo ricordare le pesanti parole «Pensavo di meritare un po' di considerazione Invece sono stato trattato in modo diverso rispetto a Volandri» del presidente federale Binaghi in occasione della rinuncia a Italia-Lettonia, quando ha detto che devo essere "un uomo, prima che un giocatore" Io so solo che avevo dato la mia disponibilità a giocare su una superficie veloce, m quanto ormai in quel periodo ero proiettato sul finale di stagione, alla conquista di punti preziosi per la classifica. Pensavo che mi venisse data la stessa possibilità di rinuncia concessa a Volandri nel 2007, mi aspettavo comprensione, perchè la squadra era comunque forte anche senza di me e io non ero indispensabile, e invece niente. Ho provato dispiacere, delusione, quando ho saputo di questo diverso metro di comportamento, delle parole e delle decisioni di Binaghi, ma a questo punto vado avanti per la mia strada. Da giocatore professionista non ho bisogno della Federazione: farò a meno della Davis e della nostra Serie A. E fortunatamente non avrò bisogno di wild card per gli Internazionali d'Italia: la classifica è dalla mia parte». Il paradosso sarà che il 2009 di "Simo" avrà inizio con la Hopman Cup, tradizionale torneo misto a squadre, nel quale farà coppia con Flavia Pennetta. Piccolo particolare: rappresenterà l'Italia, solo che la Hopman Cup non è la Davis e quindi nessun impedimento alla sua partecipazione, come pure all'intero circuito Atp e agli stessi tornei dello Slam. «Nel caso, giocherò la Serie A in altri Paesi europei: ho già vinto il campionato in Francia e in Germania». Bolelli, che chiude l'anno da n. 41 del mondo dopo essere stato anche 37, ha poi tracciato il programma della prima parte di stagione. «Dopo la Hopman Cup, farò Sydney e Australian Open. Poi tre tornei indoor in Europa, Zagabria, Rotterdam e Marsiglia, prima dei Masters 1000 sul cemento americano. A quel punto giocherò sulla terra, con Roma ovviamente: se potessi rigiocare il match perso a maggio negli ottavi con Roddick.». A quel punto, a chiusura della chiacchierata, qualcuno tra i giornalisti chiude con una battuta: "Oh, attento Simone: l'acqua portatela da casa ..". Ogni riferimento al fatto che gli Internazionali siano organizzati dalla Fit, era puramente ironico. E' imminente il deferimento Oltre ai cinque anni di "veto" forse in arrivo altre sanzioni Nessun commento ufficiale ieri, da parte delle Federtennis, sulla decisione di Bolelli. Tuttavia sul sito della Fit la i notizia della rinuncia di Simone al tesseramento per il 2009 è stata accompagnata da un commento che vale più di ogni dichiarazione: «La mossa, che apparentemente ha soltanto un fine "propagandistico" anti-federale, sembra in realtà un tentativo di soffiarsi alla giustizia sportiva, sul modello i di quanto già fatto, per esempio, da Luciano Moggi nell'ambito della vicenda denominata "Calciopoli"». E dopo la delibera del C.F., per la quale Simone per cinque anni non potrà giocare né la Coppa Davis né la Serie A a squadre, né ricevere 'wild card federali per i tornei, la Procura della Fit ha aperto un procedi mento disciplinare nei confronti del giocatore dopo Italia-Lettonia. E adesso sta per deferirlo al Giudice Sportivo (che potrebbe aggiungere altri provvedimenti disciplinari) per violazione dell'articolo 18 del regolamento di Giustizia, che specificamente si riferisce ai casi di rifiuto della convocazione m Nazionale. «Come avvenuto nel caso-Moggi dice ancora il sito Fit - il tentativo di sottrarsi alla giustizia sportiva mediante rinuncia al tesseramento è non soltanto inefficace ai sensi di una sentenza del Tar del Lazio, ma è anche causa di perpetua impossibilità a tesserarsi in base all'articolo 9 dello Statuto e dell'articolo 73 del Regolamento organico della Fit ("È inibito il tesseramento... alle persone che si siano sottratte volon- Angelo Binaghi tariamente con dimissioni o mancato rinnovo del tesseramento ai procedimenti disciplinari instaurati a loro carico o alle sanzioni irrogate nei loro confronti")». Questo vuoi dire che Bolelli resterebbe fuori dalla Nazionale anche in caso di avvicendamenti futuri alla presidenza federale. Resta da vedere come potrà essere dimostrata la volontarietà di Bolelli di sottrarsi alla giustizia sportiva attraverso il mancato rinnovo del tesseramento.


Bolelli spara contro la Federtennis «Binaghi mi ha offeso come uomo»

Piero Valesio, Tuttosport del 04.12.08

Ha lasciato gli italiani ma non abbandona l'Italia. Mettiamola cosi, che almeno ci si può sorridere sopra. Da ieri Simone Bolelli non è più un tesserato della Federazione Italiana Tennis, avendo chiesto, come da prassi al suo club (il Geovillage di Olbia di non rinnovare l’iscrizione. E ha contestualmente emesso una contro fatwa nei confronti della Fit e del suo presidente Angelo Binaghi annuciando che non sarà disponibile a giocare in Davis fino a quando sarà in carica questo presidente. Essendo che lo stesso Binaghi aveva, poche settimane addietro escluso Bolelli dalle convocazioni azzurre fino alla fine del suo mandato possiamo tirare un satirico sospiro di sollievo almeno su un punto Belelli e Binaghi vanno assolutamente d’accordo. In realtà trovare punti su cui sorridere e difficile Bolelli ha seguito la strada aperta dal suo coach Pistolesi che aveva gia restituito cariche e titoli federali qualche giorno fa. Si diceva degli italiani e dell'Italia perchè se e vero che Bolelli non giocherà in Davis e anche vero che difenderà i colori dell'Italia (una sorta di assurdo storico-tennistico) nella prossima Hopman Club (3-9 gennaio) in Australia dove sarà al fianco di Flavia Pennetta nella Hopman Cup sono gli organizzatori a diramare gli inviti avremo un tennista che giocherà per l'Italia senza essere tesserato per la Federazione italiana. Un caso da studiare anche sotto il profilo normativo. Commento di Claudio Pistoiesi al proposito: Si è italiani per il passaporto, non per la tessera della Fit”. INVITI Bolelli&Pistolesi hanno convocato un incontro-stampa a inviti presso il circolo romano Veio dove Simone ha trasferito la sua base operativa dopo essere stato cortesemente invitato a sloggiare dal Forum, circolo che se avesse continuato ad ospitare il reprobo avesse perso dei contributi federali. Ricordato che il presidente del Veio ha affermato che il circolo è suo e ci fa giocare chi gli pare ecco la sintesi delle parole di Simone Binaghi mi ha offerto perchè ha detto che non sono un uomo e ha offeso anche l'Italia che io continuo a rappresentare. Parole di Pistoleri. Contro la Lettonia avevamo chiesto di giocare sul veloce Se ci avessero dato ascolto tutto questo non sarebbe successo. Visto? Aveva ragione che questa deprimente querelle fosse proprio una questione terra terra…. La risposta federale è stata affidata ad un comunicato pubblicato sul sito federale che certo non rappresenta un passo verso la pacificazione «Si tratta di un tentativo di sottrarsi alla Giustizia sportiva sul modello di quanto gia fatto da Luciano Moggi nel ambito di Calciopoli la procura federale sta per deferire Bolelli al Giudice sportivo a causa del suo rifiuto alla convocazione Bolelli si sarebbe dunque tirato fuori dalla Fit per non essere giudicato. Ma come gia avvenuto per Moggi il tentativo di sottrarsi alla Giustizia sportiva e inefficace ed e anche causa di perpetua impossibilita a tesserarsi. Dannazione eterna, ADDIO LASER Fissiamo ciò che questo significa non giocherà la Davis, non la sene Al e altre competizione federali Non potrà usufruire di alcuna struttura federale ne essere assistito da medici della Fit quando e m giro per il mondo (niente laser del dottor Parrà tanto per capire) Per il resto tutto continuerà come prima Bolelli girerà il mondo nelle vesti di atleta italiano di passaporto ma tennisticamente apolide ROTTURA Avete capito tutto? Bene Adesso è il caso di esprimere una valutazione elegante ed equidistante su questa vicenda ha rotto. E tanto Che vantaggio avrà Bolelli da questi mesi di scontro? In cosa la sua camera potrà giovarsene? Diciamo la verità in nulla. Un ragazzo di 22 anni che ha davanti a se una carriera in uno sport splendido e redditizio ma faticoso e iper impegnativo non aveva nulla di meglio cui dedicarsi che ad uno scontro inutile con la sua Federazione? E tutto perchè contro la Lettonia Palmieri e Barazzutti hanno voluto giocare sulla terra e lui avvertiva un insopprimibile bisogno di giocare tre partite tra Tokyo e Bangkok? Per favore basta

Accusa a Bolelli "Come Moggi"

Daniele Azzolini, Il Messaggero del 04.12.08

Lo showdown, questa volta, ha il pregio di essere innovativo. C'è un giocatore professionista di tennis che si dimette dalla propria federazione, ed è la prima volta che succede. E c'è una federazione che accusa il giocatore di "moggismo", usato in questo caso non in generale (occorre andarci cauti, il termine ormai gronda accezioni), bensì come parafrasi moderna del dribblomane della giustizia, colui cioè che si dimette per non essere giudicato. È un fatto: l'atto finale di questa atroce storia italiana vede Simone Bolelli (il giocatore) e la Fit (la federazione tennis) su posizioni talmente antitetiche da consigliare la desistenza persino agli ultras del "datevi la mano in diretta". Posizioni inconciliabili, semplicemente. All'atto di non rinnovare più la tessera, "né per il 2009 né per gli anni a venire", la federazione replica con l'accusa moggiana, rivolta a un giocatore che nel frattempo (ieri mattina, in un incontro stampa al Ct Veio) ha già fatto sapere di non essere per nulla interessato alla Fit né alla sua giustizia. Capirete che fra il "non vuoi farsi squalificare", e lo "squalificatemi pure che tanto me la cavo da solo", di strada ce ne corra parecchia. Così come fra un presidente (Binaghi) intenzionato a non far più giocare in Davis Bolelli, finché ci sarà lui alla guida della Fit, e un giocatore che sostiene di non voler essere più tesserato "finché ci sarà Binaghi alla presidenza". Del resto, certi siparietti in pieno "grottesque" non potevano mancare in una vicenda che vede Bolelli squalificato dalla federazione ancor prima che sia promulgata la squalifica. «Ho subito un interrogatorio di quattro ore - dice Simone - ed ero di fatto già squalificato». Fu, quello del 16 ottobre, il primo atto dell'inchiesta che dovrà portare alla sentenza sul "caso Bolelli", reo di aver chiesto di non essere convocato per il match di Davis con la Lettonia. In caso di squalifica, dovrebbe esserci poi il tempo per i ricorsi. Eppure, di fatto, Bolelli è già squalificato, lo ha detto la Fit. E allora, perché oggi si accusa Bolelli di volersi sottrarre al giudizio se, di fatto, è già stato squalificato? Misteri... Ai quali Bolelli e il suo coach Claudio Pistolesi (che si era dimesso da tecnico federale, e oggi anche da maestro di tennis) replicano così: «II nostro status ce lo forniscono Atp e Federazione internazionale». E Simone spiega: «Io posso giocare ovunque, anche agli Internazionali, con o senza tessera Fit. Non giocare la Davis è un dolore, ma nel circuito continuo a rappresentare l'Italia, con tanto di tricolore accanto al mio nome. Lo dice il passaporto, non la Federazione». Ora è numero 41 della classifica, è stato 37, a inizio anno era 70. C'è chi lo vede presto fra i primi venti. C'è chi non sarà felice per questo.
 

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