Dopo le scontate dimissioni di Alberto Mancini, la squadra di Coppa Davis è ancora senza un capitano. Ai candidati Martin Jaite e Hernan Gumy si aggiunge ora il nome del vincitore di 4 prove dello Slam. Veronica Lavenia
Dopo l’inaspettata sconfitta nella finale di Coppa Davis, a Mar Del Plata, ad opera della Spagna, l’Argentina tennistica è in cerca di un capitano che sostituisca Alberto Mancini.
I nomi più accreditati, fino a ieri, erano quelli di Martín Jaite ed Hernán Gumy.
Oggi, il quotidiano “Marca” pubblica la notizia che molti appassionati argentini attendevano da tempo: Guillermo Vilas vuole diventare il capitano della squadra di Coppa Davis.
In occasione, della inaugurazione di un corso di tennis per giovani talenti argentini tenutosi al Club “Lanús”, l’ex numero uno argentino ha dichiarato: “Ogni volta che bisognava scegliere un capitano, l’Associazione Argentina di Tennis (AAT) sapeva che mi sarebbe piaciuto avere l’incarico, adesso faccio un passo avanti e lo dichiaro pubblicamente: “Voglio essere il capitano argentino di Coppa Davis”.
Guillermo Vilas è apparso molto fiducioso in merito alle possibilità di vincere l’Insalatiera d’argento: “L’Argentina può diventare il paese con il miglior tennis del mondo (…). Ha vinto la Spagna ma, primo o dopo, sarà il turno dell’Argentina. Accadrà quando tutti lavoreranno uniti senza che nessuno si creda il padrone del “mostro”.
Sulla eventualità poi che a dirigere la squadra sia più di un capitano, come avevano proposto Gumy e Jaite, Vilas ha affermato: “La Spagna ha avuto cinque capitani, loro vogliono farlo in due (Gumy ed Jaite) ma con cinque ci sarebbero più probabilità. Lo faranno con meno. Se vogliono copiare la Spagna che copino tutto”.
Vilas non gradisce il fatto che si lotti tutti i costi per la poltrona di capitano, senza capire che la priorità restano i giocatori, le loro esigenze e l’obbiettivo finale, ovvero il conseguimento del prestigioso trofeo: “Bisogna comprendere una cosa. La Coppa è stata creata per giocare è quello di capitano è un posto che tutto il mondo vuole (…). La funzione del capitano è cercare di vincerla, cercare di guidare i giocatori, potenziarli e trarre da loro il massimo. Non è solo una questione politica ma sportiva prima di tutto. La sola presenza non rende un giocatore migliore. È facile criticare un tennista, una squadra stando seduti su una poltrona. Se un allenatore non ha esperienza di tornei importanti, Grande Slam, Masters Series e Masters difficilmente capirà il suo giocatore. Se si vuole andare sulla Luna non si parla con chi ha visto lo sbarco in TV ma si cercherà di parlare con l’astronauta”.
L’esperienza di un tennista con la storia di Vilas, non potrà che essere utile al tennis argentino; un tennis che possiede tutte le caratteristiche per primeggiare e raggiungere traguardi importanti. Affinché gli obbiettivi prefissi diventino realtà, però, occorre, come ha sottolineato Vilas, che l’evento sportivo abbia la priorità sulle questioni politiche.
Veronica Lavenia
“Non sono un mostro. Non sono del tutto cattivo. Forse al 10%. Penso di essere buono al 90%.”
John McEnroe
"... è impossibile", sembra voler dire Emilio Sanchez, ricevuto da Zapatero insieme all'intera squadra campione di Davis. Sanchez ha lasciato il suo ruolo di Capitano all'indomani della vittoria sull'Argentina.