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stagione 2009

Gli obiettivi del tennis francese per il 2009

I tennisti transalpini si preparano ad affrontare gli impegni del 2009 con le migliori intenzioni, fiduciosi dei successi ottenuti nel corso della stagione appena trascorsa e lasciando presagire ad un nuovo anno ancora più intenso di sfide. V. Lavenia
 

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I “G4”, ossia i primi quattro giocatori al mondo, dovranno difendere duramente la loro classifica anche da quelli che in Francia, con i dovuti distinguo, in molti definiscono “i nuovi moschettieri”.
La Francia, dunque, insieme alla Gran Bretagna con Murray, ritorna al tennis che conta sia in àmbito maschile, dove maggiori, per adesso, sono i riscontri ottenuti, che nel settore femminile, con i progressi di Alizé Cornet, prima giocatrice di Francia, a soli diciotto anni.
L’esplosione della scuola francese è da ricondursi non solo al talento e al lavoro dei giocatori e dei loro rispettivi allenatori ma anche all’intervento di una Federazione capace di seguire e finanziare il settore giovanile in modo adeguato, educando, inoltre, gli sportivi alla reciproca collaborazione, al rispetto e allo spirito di gruppo.
La stampa francese si interroga in queste settimane su chi sarà, tra Simon e Tsonga, il leader dei blu. In merito, ecco quanto ha affermato Guy Forget, capitano di Coppa Davis della squadra francese, in una intervista a “Le Figaro”: “Jo ha detto chiaramente di voler diventare un leader. Potrà diventarlo presto. Al contrario, Gilles non ha, al momento, queste ambizioni (…). Potranno anche diventare entrambi dei leaders e il gruppo intero non potrà che avvantaggiarsene. Sono giovani ed è naturale che tra loro nasca della rivalità. Non si arriva tra i primi dieci al mondo senza avere anche delle grosse qualità mentali. La parte più dura della carriera per loro comincia adesso. Il leader si distinguerà per quanto riuscirà a fare in campo”. Forget ha, tra l’altro, confermato la sua presenza in Australia per seguire i tennisti in vista degli appuntamenti primaverili di Coppa Davis. Il gruppo è giovane e deve essere formato per affrontare incontri così importanti come la tre giorni di Davis, ha concluso il capitano.
La Davis rientra tra le priorità di Jo Wilfried Tsonga dopo il Roland Garros ma prima di Wimbledon, secondo quanto asserito nei giorni scorsi in una intervista a “Le Figaro”. Il tennista di Le Mans, inoltre, ha affermato di voler continuare a progredire nei prossimi mesi: “Sono molto fiducioso per gli appuntamenti importanti. Il bilancio della mia preparazione atletica è piuttosto positivo. Sto lavorando molto sulle gambe. Spero di vincere. Sogno di vincere un Grande Slam”.
Prima di partecipare all’Open d’Australia, Tsonga sarà presente ai tornei di Brisbane e Sydney, dove giocherà anche in doppio con Gasquet.
Gilles Simon, dal canto suo, reduce da una stagione brillante e sorprendente, ha chiesto a Thierry Tulasne, suo coach, un periodo di riposo, più lungo prima di iniziare seriamente con la preparazione. “Gilles ha avuto bisogno di un tempo di riposo più lungo per recuperare- ha dichiarato Tulasne a “L’Equipe”-. È partito dieci giorni alle Isole Mauritius e poi è rimasto qualche giorno a casa sua in Svizzera. Aveva bisogno di staccare con il tennis. Non abbiamo avuto nessun contatto. Adesso è ritornato fresco mentalmente. Stiamo lavorando sulla preparazione atletica più che sui cambiamenti tecnici”.
Forti ambizioni anche dagli addetti ai lavori del settore femminile che punta a traguardi importanti. La nomina di Escudé come capitano di Fed Cup getta le basi per nuovi progetti che vedono protagonista anche Loïc Courteau, ex coach di Amélie Mauresmo ed attuale allenatore di Paul Henry Mathieu.
In una intervista rilasciata a “L’Equipe”, Courteau spiega che le differenze tra il tennis maschile e quello femminile risiedono nella differenza di forza e nella maggiore psicologia che occorre utilizzare nell’approccio con le giocatrici. Per questo, Courteau invita gli allenatori ad avvicinarsi al tennis femminile per poter meglio poi interagire anche con i tennisti e per crescere dal punto di vista professionale: “La sola differenza con il tennis maschile è la forza (…) Gli allenamenti e la logica rimangono gli stessi (…). Molti allenatori dovrebbero passare ad allenare le ragazze per apprendere tutte quelle piccole sfaccettature della psicologia ed altri dettagli che fanno la differenza (…) di modo che quando ci si confronta con i maschi, che hanno meno emotività, si arriva prima a vedere il problema”.
Allenatori preparati a tutto tondo per lavorare sia nel settore maschile che in quello femminile significa anche maggiore probabilità di smistare le risorse umane, traendone tutti benefici.
Un approccio incisivo, dunque, quello della Francia tennistica nella gestione delle giovani conferme e delle promesse, per guardare sempre più avanti, alla ricerca continua di idee e nuovi successi.
 

Veronica Lavenia

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