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Esibizione di lusso

Murray vince ad Abu Dhabi

Lo scozzese conferma di essere il giocatore più in palla del momento, battendo il numero 1 del mondo Nadal  col punteggio di 6-4 5-7 6-3 in quella che si è rivelata tutt'altro che un'esibizione. Giorgio Spalluto

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Exibition? What exibition!” queste erano state le parole di Andy Murray alla vigilia di questa kermesse ad Abu Dhabi. Ed infatti, lo scozzese non ha scherzato per nulla in questa 3 giorni. Ad aiutarlo quest’oggi ci ha pensato l’avversario più tenace del circuito, per il quale la parola “esibizione” non ha diritto di cittadinanza nel suo dizionario. Il telespettatore non informato della rilevanza praticamente nulla del match in questione, avrebbe potuto tranquillamente confondere la partita di quest’oggi con una finale di un Master Series, pardon Master 1000.

2 ore e 45 minuti di autentica battaglia, condite da pugnetti da una parte e dall’altra, per un match caratterizzato da un equilibrio per certi versi inatteso, visto che era lecito attendersi lo scozzese come il naturale favorito su un avversario fermo da 2 mesi per un infortunio su cui si addensavano molte nuvole. Per qualche luminare, solo un miracolo avrebbe consentito a Rafa di continuare a giocare, viepiù di tornare ai fasti della stagione appena trascorsa. Uno dei responsi di questa kermesse è che Nadal, non solo è tornato a buon livello, ma pare essere addirittura rigenerato dalla lunga pausa a cui lo ha costretto la tendinite al ginocchio. Come ieri contro Davydenko, il maiorchino ci impiegava un attimo ad ingranare, andando subito sotto di un break. Malgrado il punteggio fosse negativo, il maiorchino mostrava subito di avere le idee chiare, impostando lo scambio sul dritto dell’avversario, colpo sicuramente meno efficace dello splendido rovescio. A differenza del Nadal che aveva iniziato la stagione scorsa, si è visto, all’inizio del match, un maiorchino sempre con i piedi vicino alla riga di fondo, trovare degli angoli strepitosi con quel cross di rovescio su cui lo spagnolo ha lavorato tantissimo negli ultimi mesi. Nadal riusciva a recuperare il break di svantaggio, portandosi sul 4-4, dopo aver annullato una palla per il 5-3 a favore dello scozzese che, però, non si perdeva d’animo e, complice una percentuale bassissima di prime dell’avversario, recuperava il break appena perduto per chiudere il set sul 6-4. Anche la seconda partita sembrava dipanarsi sulla falsariga del primo set con Murray che andava avanti di un break nel quinto gioco e sembrava poter chiudere agevolmente il match. Lo scozzese non riusciva, però, a sfruttare 2 palle consecutive per il 4-2, subendo 4 punti consecutivi dello spagnolo che portava a casa il contro break, con tanto di pugnetto. A differenza del primo set, il maiorchino non si lasciava sfuggire il break appena conquistato e chiudeva il suo game di battuta addirittura a 0. L’inerzia della partita passava tutta dalla parte dello spagnolo che con i piedi ben dentro al campo costringeva il suo avversario a fare il tergicristallo. Il meritato break per Rafa giungeva nel 12° game grazie anche a qualche errore di troppo dello scozzese, sempre più in balia delle bordate di Nadal.
Il terzo set e la terza ora di gioco vedeva nettamente favorito lo spagnolo di fronte ad un avversario parso molto affaticato ed incapace di reggere il ritmo di Rafa. Il “crucial game” si rivelava essere il settimo, con Nadal che, prima annullava una pericolosissima palla break con uno strepitoso recupero in allungo, e poi non chiudeva il gioco con un facile smash, finendo per perdere il servizio dopo aver mancato ben 3 occasioni per tenere la battuta. Un ritrovato Murray confermava il break di vantaggio giocando alla “Nadal”, ossia difendendosi in maniera strenua di fronte alle continue accelerazioni dell’avversario, cercando di fargli giocare sempre un colpo in più.

Il successo di Murray in una partita che, comunque, non conta nulla a livello di palmares, conferma il magnifico stato di forma e la sempre maggiore consapevolezza nei propri mezzi. Non esce sicuramente sconfitto Nadal, che ha confermato i progressi palesati la scorsa stagione sul veloce ed ha dimostrato come l’infortunio sia ormai un lontano ricordo.
Si chiude una kermesse che sicuramente verrà riproposta in futuro visto l’innegabile successo di pubblico e di critica, e lo spettacolo regalato dai protagonisti che hanno onorato ampiamente il lauto e generoso cachet previsto dagli organizzatori.

A questa esibizione mancava solo il numero 3 del mondo, Novak Djokovic, che ha preferito iniziare la stagione in Australia, partecipando al rinnovato torneo combined di Brisbane. L’esordio, però, non sarà dei più semplici, visto che il sorteggio svoltosi poche ore fa gli ha regalato in sorte la stella lettone Ernests Gulbis. Non è così scontato, quindi, che NoIe possa portare a casa quei 10 punti (20 con la nuova classifica che entrerà in vigore lunedì) che lo separano dalla posizione numero 2 occupata da Roger Federer, impegnato assieme a Nadal e Murray nel ricco torneo di Doha.
Visto lo stato di forma di Murray, chissà che non sia meglio giungere agli Open di Australia da numero 3, in modo da essere certi di evitare il britannico (numero 4) prima della finale…
 

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