Al "Real" Sporting Club di Roma si sono svolti i quarti di finale del Rome Warriors Championships, torneo che si concluderà il 6 gennaio. Alessandro Mastroluca
Maestra televisione. Cattiva o buona, può essere argomento di discussione. Ma che abbia un'influsso nella determinazione di gesti ed atteggiamenti dei campioni di domani, questo è più difficilmente contestabile. Almeno stando a quanto visto al “Real” Sporting Club, dove sono andati in scena i quarti del Rome Warriors Championships.
Il torneo mette in mostra il meglio delle categorie under 10, 12 e 14 a livello maschile e femminile. E le più belle sorprese della giornata arrivano dai più piccoli, che però già testimoniano dell'avvenuto passaggio dall'entusiasmo del giocatore alla preparazione del tennista. I prodromi ci sono tutti. La sensazione è che saranno in pochi ad abbandonare il sogno di diventare top 10 senza averci prima seriamente provato.
Ottime carte sembra averle il n.1 catalano Under 10 Eduard Guel, vincitore della tappa spagnola del circuito che ha battuto 4-0 5-3 il nostro Calvano, intelligente ma senza un adeguato servizio. Lo spagnolo ha dominato il gioco con la sua impressionante frustata di diritto, un movimento rapido che imprime grande velocità alla palla che viaggia già carica in uscita dal piatto corde., e Mattia Bedolo, padovano, che ha sciorinato una partita praticamente perfetta contro il n.1 di Romania, Mihnea Turchu, di Cluj, città che i tifosi romanisti hanno imparato bene a conoscere.
L'azzurro è un autentico stratega, dispone della palla e dell'avversario con autorevolezza; ma è anche uomo da palcoscenico, esaltato dalla cornice del centrale e dal premio delle riprese televisive. Vince il primo set di schianto, brekka in avvio di secondo parziale, poi attraversa un piccolo passaggio a vuoto cedendo il servizio con due doppi falli. Ma tiene bene e al terzo match point risolve 4-0 4-2. Domani le sue doti tattiche serviranno parecchio nella semifinale contro il mancino britannico Harry Simpson, diritto costruito ma rovescio naturale in back a una mano che è un piacere per gli occhi.
Le chance azzurre paiono però più solide e significative a livello under 14, categoria che ha regalato sul centrale un match tutto italiano vario e di livello con Giancarlo Magher che ha superato 6-2 2-6 10-7 Alberto De Meo, che nel fisico e nell'interpretazione della partita ricorda Berdych. Ha molto tennis, un diritto in accelerazione di grande efficacia, ma dà la sensazione di giocare una serie di colpi, alcuni dei quali di pregevole fattura, ma non una partita. Di fronte ha trovato uno stratega di lungo periodo, un contrattaccante bravo ad appoggiarsi alla palla dell'avversario con movimenti accorciati. Ad entrambi è mancato l'istinto del killer, e il long tiebreak finale ha vissuto di tensioni e di tremori, di paure e di voglie che hanno ricordato che in fondo sono ancora ragazzi.
E il loro voler essere grandi, o forse solo volerlo sembrare in campo, lo leggi negli occhi bassi del ragazzino che vuole tornare a casa perché gli hanno tirato uno scherzo in spogliatoio, o nella ragazzina cui incipenti lacrime, a stento trattenuta, rendono tremula la voce mentre impreca per i troppi doppi falli.
Un messaggio che, purtroppo, il padre della Kunina (under 12 russa, battuta dalla ceca Kuzmova), non ha colto. Ad inizio secondo set ha iniziato a sbraitare perché convinto, a torto, che i turni di battuta fossero stati invertiti dopo il tiebreak del primo set, penalizzando a suo giudizio la figlia. Una scena che purtroppo vediamo troppo spesso, e non solo a livello giovanile.
E che spesso ha per involontarie protagoniste tenniste dell'est, che stanno confermando peraltro la notevole crescita tecnica del movimento tennistico e hanno monopolizzato i tabelloni femminili con una presenza cospicua nelle fasi decisive
Alessandro Mastroluca
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