Lo scozzese domina un impotente Roddick nella finale del Qatar Open: 6-4 6-2 in 1h 10m. Per il num. 4 del mondo un inizio di stagione che sembra preannunciare la sua definitiva consacrazione. Samuele Delpozzi
Andy Roddick si è presentato al via della stagione tirato a lucido, a suo dire motivatissimo dal lavoro col nuovo coach Larry Stefanki e confortato dai primi responsi del campo, senz’altro positivi. Nonostante ciò, le premesse per una debacle c’erano tutte: il suo avversario in finale era Andy Murray, miglior giocatore del circuito dalla seconda metà del 2008 ad oggi ed abituato a battere l’americano fin da ragazzino (5-2 i precedenti, tutti sul veloce).
La sfida odierna ha retto in equilibrio precario fino al quinto game, quando lo scozzese ha brekkato a zero il temutissimo servizio di Roddick spiccando il volo verso il 6-4 6-2 conclusivo. Una superiorità a tratti imbarazzante, anche più netta di quanto dica il pur severo punteggio.
Il primo set, come detto, si è risolto anticipatamente sul 2-2 e chiuso con una serie di servizi imprendibili da parte di Murray, miglioratissimo anche nel colpo d’inizio gioco.
Il secondo parziale è stato ancor più crudele per il povero Roddick, impallinato da ogni angolo del campo: non è un caso che le maggiori emozioni siano arrivate dalla caduta di uno dei paletti laterali della rete, riaggiustato in bello stile dall’arbitro Lahyani. Dall’1-1 il ventunenne di Dunblane ha infilato due break in successione, grazie ad una serie di strepitosi passanti ai danni di un avversario sempre più proiettato a rete, probabilmente per disperazione. Particolarmente significativo il misero bottino di soli 3 aces dello statunitense, pur avendo messo il campo il 70% di prime palle. Virtualmente ingiocabili invece i game di risposta, dove il primo (ed ultimo) break point si è materializzato sul 2-5: ace, passante incrociato di diritto in corsa e rovescio lungolinea in contropiede. Game over.
Murray continua dunque nel suo stato di forma preoccupante… per i rivali, battuti nettamente anche questa settimana. Il potenziamento invernale a base di sushi sembra aver già dato i suoi frutti, consegnandoci un giocatore ulteriormente migliorato al servizio e sempre più solido atleticamente, come dimostra la semifinale con Federer, schiantato alla distanza dopo un primo set a ritmi elevatissimi.
Il secondo titolo consecutivo a Doha, immediatamente successivo a quello nell’esibizione di Abu Dhabi, lo indica come principale favorito per l’Australian Open. Unica incognita resta la capacità di spalmare l’attuale stato di forma sul formato 3 su 5: se ci riuscirà, saranno ancora dolori per tutti.
Samuele Delpozzi
“ Forse ho bisogno di stare di piu’ in campo. Ho giocato due incontri ad Abu Dhabi e tre qua. Non sono pochi, ma me ne servono di piu’. Adesso mi fermo, mi allenero’ qua e volero’ in Australia domenica. Questa sconfitta non mi preoccupa piu’ di tanto. Sto giocando bene, necessito solo di piu’ partite”
Rafa Nadal all’indomani della sua sconfitta contro Monfils
Perth - Hopman Cup. Marat Safin si è presentato con un occhio nero ricordo di una rissa avuta a Mosca una settimana fa "Ero nel posto sbagliato al momento sbagliato. Ma ho vinto io". Aggiunge anche "Alla fine dell'anno mi ritiro. Il tennis non mi mancherà"