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Australian Open

Nè Federer nè Nadal i favoriti

Non lo è nemmeno il campione uscente Djokovic. La strana anomalia di un n.4 del mondo, Murray, divenuto l'uomo da battere. Ma gli inglesi temono un bis del 2008 e dubitano della sua tenuta mentale. Michele Fimiani

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I tornei di preparazione all’Australian Open che si sono appena conclusi hanno dato qualche indicazione di una certa rilevanza oppure a Melbourne sarà tutta un’altra storia?

Molto spesso è successo che i risultati di un torneo di uno Slam abbiano completamente sovvertito i pronostici della vigilia, pronostici spesso costruiti anche sulle basi degli esiti dei tornei immediatamente precedenti. In particolare quello australiano è stato sempre lo Slam che ha regalato il maggior numero di sorprese, probabilmente anche perché a ridosso della ripresa delle attività. Senza andare troppo indietro con gli anni, basti ricordare le recenti finali raggiunte da Baghdatis, Gonzalez e Tsonga.

Non si possono comunque ignorare le indicazione che i tornei della scorsa settimana ci hanno dato, soprattutto quelle riguardanti i “magnifici quattro” che dovrebbero contendersi la vittoria a Melbourne e che dovrebbero regalarci uno degli Slam più incerti degli ultimi anni. Nadal è il numero uno della classifica, Federer è mister 13 Slam, Djokovic è il campione uscente, Murray è il giocatore più caldo del momento.

La prima sorpresa è arrivata da Brisbane, dove Novak Djokovic, unico dei super big a disertare l’Atp di Doha, ha perso al primo turno dal lettone Gulbis. Nonostante la vittoria del Masters il serbo appare in fase calante rispetto allo straordinario muro di gomma che l’anno scorso conquistò con grande autorevolezza gli Australian Open. Deve difendere una valanga di punti e deve sperare che l’aria di Melbourne gli restituisca le energie, fisiche e soprattutto mentali, smarrite in questi 12 mesi.

Le indicazioni più interessanti sono arrivate da Doha, dove erano di scena gli altri tre big. Il capoclassifica Rafael Nadal ha ceduto in due set al francese Monfils; il maiorchino non ha ancora mai raggiunto una finale in nessuno degli Slam sul cemento, e solo l’anno passato raggiunse per la prima volta le semifinali a Melbourne prima di essere schiaffeggiato da Tsonga. Difficile considerarlo il favorito assoluto nonostante la prima piazza raggiunta in classifica. Federer e Murray si sono invece incontrati in semifinali e ancora una volta lo scozzese (poi vincitore del torneo) ha sconfitto lo svizzero dopo aver perso il primo set. Dopo la vittoria degli Us Open Federer sembra aver trovato un altro avversario, dopo ovviamente Nadal, capace di annientare i suoi colpi e di batterlo con una certa regolarità. Certo, la finale di New York è ancora fresca, i match tre set su cinque sono un’altra storia, ma lo scozzese continua a crescere e a guadagnar fiducia nei propri mezzi. Tutti questi fattori non possono che eleggere Murray, pur con ampi margini di indecisione, come il favorito numero uno per il primo Slam di questo 2009.

Andando ad analizzare gli scontri diretti tra i primi quattro della classifica ci si può accorgere che il dominatore incontrastato coincide (forse non a caso) con il primo giocatore del ranking; Rafael Nadal vanta difatti parziali positivi con tutti e tre i suoi inseguitori (12-6 con Federer, 10-4 con Djokovic e 5-1 con Murray con lo scozzese che ha però vinto piuttosto nettamente l’ultimo precedente sul cemento di New York). Non tenendo in considerazione l’extraterrestre maiorchino, possiamo invece notare che tra gli altri tre pretendenti al titolo di Melbourne nessuno emerge in maniera chiara; Federer ha difatti una buona tradizione con Djokovic (7-2 ma l’anno scorso perse in semifinali agli Australian Open proprio dal serbo che poi avrebbe vinto il titolo) ma come già ricordato ha trovato in Murray una seconda bestia nera, mentre lo scozzese ha perso ben quattro dei sei incontri disputati con Novak, anche se gli ultimi due match coincidono proprio con le uniche due vittorie di Andy (in Canada e a Cincinnati sempre in due set). Insomma, anche guardando gli scontri diretti sembrerebbe proprio che il giocatore meritevole di partire con i favori del pronostico in Australia sia Murray. E’ vero che Nadal con lo scozzese ha perso una sola volta, ma è significativo che quest’unico precedente sia il più recente, riguardi uno Slam e per giunta sul cemento. Murray non solo ha vinto gli ultimi match con tutti e tre i suoi più diretti avversari, ma l’ha fatto anche in maniera piuttosto netta e sempre su superfici molto affini a quella su cui si giocherà a Melbourne.

Due potrebbero essere le incognite riguardanti lo scozzese. Innanzitutto le analogie con l’inizio dello scorso anno, quando Murray vinse il torneo di Doha (in quel caso per la verità senza trovare grandi campioni sul suo cammino) e fu poi eliminato al primo turno a Melbourne da Tsonga, shockando un intero paese che come quest’anno già pregustava una vittoria di un proprio connazionale in uno Slam dopo decenni di astinenza. E’ vero, la sconfitta con il francese è stata poi rivalutata dal fatto che Tsonga si è rivelato la sorpresa del torneo giungendo addirittura in semifinale, inoltre Murray ha adesso un anno di esperienza e di vittorie prestigiose in più sulle spalle che dovrebbero far scongiurare un simile fallimento australiano. L’altra incognita potrebbe essere la tenuta mentale del giovane Andy di fronte ad una eventuale prima grande vittoria in uno Slam. Se pensiamo al Murray rabbioso e grintoso che polverizzò Nadal in semifinale a Flushing Meadow e lo paragoniamo al coniglietto che neanche giocò la finale newyorkese con Federer, ci possiamo rendere conto di come questo giocatore possa subire le pressioni di un intero paese che punta su di lui, oltre alle ovvie tensioni che accompagnano un giovane ragazzo verso un traguardo tanto importante. Le sconfitte dopotutto servono anche a migliorarsi e quindi si potrebbe pensare che nello stesso modo in cui Djokovic strapazzò Federer un anno fa a Melbourne a pochi mesi dalla finale degli Us Open nella quale fu sconfitto in tre set (più combattuti per la verità rispetto a quelli persi da Murray sempre contro lo svizzero a New York), così Murray non ripeterà gli stessi errori di settembre e non fallirà un’eventuale finale australiana.

Detto questo, se nel 2008 il sorteggio prima di un torneo aveva come principale incognita la parte di tabellone in cui sarebbe finito Djokovic, quest’anno le cose si fanno ancor più interessanti; per come stanno le cose, sia Federer che Nadal si augureranno probabilmente di non incappare in Murray già in semifinale, viste anche le considerazioni fatte prima circa i possibili dubbi sulla tenuta mentale dello scozzese in un’eventuale finale.

Inoltre vale la legge del “più tradi ci si incontra e più probabile è che qualcun altro ti elimini”! In tutti questi discorsi non ci siamo infatti ancora occupati dei possibili outsider che potrebbero estromettere i quattro super favoriti prima delle semifinali che dovrebbero vederli impegnati uno contro l’altro. Tra i più accreditati ci sono senza dubbio Andy Roddick, sempre temibile in una partita secca sul cemento, Tsonga, già finalista l’anno scorso e recentemente campione a Parigi Bercy, il lettone Gulbis, giustiziere di Djokovic a Brisbane, Del Potro, autore di un finale di 2008 assolutamente sorprendente e in continua ascesa, e lo stesso Nalbandian, sempre imprevedibile alla vigilia di qualunque torneo. Il francese Monfils ha ben impressionato a Doha mentre l’altro transalpino Simon l’anno passato ha dato filo da torcere a tutti i big. La lista delle possibile mine vaganti potrebbe essere ben più lunga e la strada che porta verso le semifinali per i primi quattro del ranking potrebbe rivelarsi dura e piena di scomodi imprevisti.

In conclusione, credo che in molti, forse quasi tutti, se in questo momento dovessero scegliere un solo nome per il vincitore di Melbourne sceglierebbero Murray. Ma allo stesso modo credo che in molti, quasi tutti, (tifosi a parte), se avessero dovuto scegliere un solo nome per il vincitore degli ultimi Us Open non avrebbero certo scelto quello di Roger Federer… Tra una settimana si coincia. Buon Australian Open a tutti!
 

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