Si è spento dopo una lunga malattia a 72 anni Angelo Bartoni, grande maestro e simbolo senza tempo. Non verra’ dimenticato e rivivrà nei gesti di tutti gli uomini che ha formato. Giorgio Di Palermo
Fare un ritratto di Angelo Bartoni potrebbe essere molto semplice, quasi naturale. Chiesto a tutti quelli che lo conoscevano, il coro sarebbe unanime: una persona buona, vivace, intelligente, passionale, gentile. “Il Maestro” era proprio cosi’. Una persona semplice, una persona con una innata simpatia e con un carisma unico. Gia’, perche’ il carisma non si misura solo con il potere, il mistero od il distacco. Quelle erano qualita’ cui “il Maestro” non ambiva, e spesso le giudicava senza proferire parola, solo con quel suo mezzo sorriso alzando la guancia destra, irresistibile come sempre.
Possedeva un senso dell’umorismo molto personale, ma molto coinvolgente. Le sue frasi storiche sono entrate nel lessico comune di tutti quelli che lo conoscevano, che sono curiosamente in eguale numero di quelli che gli vogliono bene.
Dopo una massacrante giornata di pioggia intermittente al Foro Italico, passata a coprire e scoprire i campi per renderli giocabili durante il torneo, ti guardava prima di andare a casa, non dopo aver fatto il suo leggendario “promemoria” per il giorno successivo, e con aria semiseria ti chiedeva: “Che fai tu, vieni domani? Io vengo. Se non piove, beninteso”.
Non credo che sia possibile superare la sua passione per il tennis. Del tennis conosceva tutto, e quello che non conosceva imparava. Noi siamo stati cosi’ fortunati da lavorare con lui per molti anni, condividere vere avventure, imparare cosi’ tanto che siamo stati cambiati ancor piu’ che influenzati. Quello che lo divertiva di piu’, io credo, era insegnare il gioco ai ragazzi. Ha formato una splendida generazione di uomini, prima ancora che di giocatori, ed era un instancabile lavoratore e trascinatore.
Anche dopo la tragedia che colpi’ la Signora Carla, Andrea ed il Maestro, continuo’ scosso, ma umile come sempre, a lavorare nell’organizzazione dei tornei, e come Team Manager della squadra di Coppa Davis, ed anche li’ pote’ lasciare un’indelebile impronta di umanita’ ed efficienza, due qualita’ difficili da conciliare, che lui metteva insieme con una naturalezza incredibile. Anche in quel caso formo’ una generazione di uomini, della quale mi onoro di fare parte. E come tutti i miei amici, colleghi, conoscenti e tutti quelli che il Maestro aveva unito, sono cosi’ sinceramente addolorato per la scomparsa di un uomo immenso, come sono sicuro che i suoi insegnamenti sono con noi ogni giorno. Per il tennis, il Maestro e’ un simbolo senza tempo, e’ una persona che non verra’ mai dimenticata. E noi gli siamo tutti grati per quello che ha fatto e per tutto quello che ancora fara’, nei gesti di tutti gli uomini che ha formato.
“ Forse ho bisogno di stare di piu’ in campo. Ho giocato due incontri ad Abu Dhabi e tre qua. Non sono pochi, ma me ne servono di piu’. Adesso mi fermo, mi allenero’ qua e volero’ in Australia domenica. Questa sconfitta non mi preoccupa piu’ di tanto. Sto giocando bene, necessito solo di piu’ partite”
Rafa Nadal all’indomani della sua sconfitta contro Monfils
Perth - Hopman Cup. Marat Safin si è presentato con un occhio nero ricordo di una rissa avuta a Mosca una settimana fa "Ero nel posto sbagliato al momento sbagliato. Ma ho vinto io". Aggiunge anche "Alla fine dell'anno mi ritiro. Il tennis non mi mancherà"