Ubitennis
Rassegna Stampa del 13 Gennaio 2009

Mr Murray e il suo tocco assalto al trono del tennis (Clerici). Regina a Parigi e numero uno adesso ci sono gli infortuni. Vittorie, milioni, copertine e flirt. La più bella e una spalla rotta (Crivelli), Ritornano le iraniane con una divisa speciale

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Rubrica a cura di Daniele Flavi


Mr Murray e il suo tocco assalto al trono del tennis

Gianni Clerici, la repubblica del 13.01.09

Andy Murray ha battuto anche nel secondo testa a testa dell'anno Roger Federer. e un mio amico svizzero, che aveva compiuto la trasferta a Doha sulla via degli Open d'Australia, che iniziano il diciannove di questo mese, mi ha detto tristemente: «II peggio, per noi, è che Federer non ha giocato male, non è parso in ritardo preparazione: insomma è stato il vero Federer». K Murray?, ho chiesto allora. «Murray gli deve aver preso le misure. Avevi ragione tu, a scrivere che allo U.S. Open si era fermato senza benzina in semifinale. Quello è stato un match a handicap». Mentre termino le valige per Melbourne, son qui io stesso a domandarmi quanto siano fondati i toni trionfalistici dei mie colleghi inglesi, che definivano scozzese Andy nei giorni in cui perdeva. Fatto è che Murray si discosta dai clichés dei grandi giardinieri britannici, da Perry su fino a Henman, soprattutto per una buona ragione. Voterebbe, lui, in favore della Unione Europea, avendo capito per tempo che l'erba di Wimbledon rimane un, pur meraviglioso, fossile vivente, lì avendo così deciso che il centro tennistico del mondo occidentale fosse Barcellona e, nel cuore di quella città, l'Accademia dei miei amici Sanchez. No, non e certo un fenomeno del serve and volley, Murray. Moderatamente arrotino, giunge disinvolto a rete, ma soprattutto per impartire – Tommasidixit – benedizioni dopo schemi preparatori di notevole geometria. Non certo attaccabile nei suoi turni di servizio, è spesso in grado di afferrare il pallino specie dall'angolo sinistro, usando il suo miglior colpo, un rovescio lungolinea bimane che giunge a ricordare Wilander. E, se dello svedese non possiede forse le capacità di maratoneta, che lo rendevano imbattibile oltre le quattro ore, non ha di certo meno tocco, capace com'è di smorzate assassine: un colpo spesso decisivo, per avversari respinti sui teloni pubblicitari di fondo. Si possono dunque capire i bookmaker, che dopo le due vittorie consecutive di Murray lo offrono quale favorito negli Open d'Australia. Ha infatti battuto nella serissima esibizione di Abu Dabi sia Nadal che Federer e, a Dona, Federer e Roddick. Attenderei un momento nell'essere altrettanto sicuro, come ho appena detto all'Independent in una lunga intervista. Rafa Nadal è in ritardo di preparazione per le tendiniti che ne hanno danneggiato il finale di stagione, e non vorrei che un paio di medici che ben conosco non fossero troppo pessimisti riguardo al futuro. C'è poi in arrivo l'altro giovanotto che aspira al Number One, Novak Djokovic, e quel pugile risanato di Tsoiiga che, giusto l'anno passato, del serbo fu avversario nella finale di Melbourne Si comincia bene, amici aficionado.

Regina a Parigi e numero uno adesso fa i conti con gli infortuni

Riccardo Crivelli, la Gazzetta dello Sport del 13.01.09

Quando il 6 novembre 2007 Ana Ivanovic compì 20 anni, alla festa di compleanno c'era anche il presidente della Repubblica serba. Ana, ragazza mora di enorme fascino, che da bambina si allenava tra le macerie della guerra, provando a imitare la Seles, era diventata un simbolo. Nel 2008, la consacrazione sportiva: fortissima al servizio, con un dritto da far paura, va m finale in Australia, vince il Roland Garros e il 9 giugno sale al n.l. In vetta al tennis mondiale non c'è soltanto un'atleta completa, ma una donna di gran fascino con un sorriso che ammalia, gioia delle riviste patinate, che ai miglioramenti nel gioco sembra unire anche quelli estetici, soprattutto nelle cosce improvvisamente affusolate. Giù A Wimbledon, però, perde al terzo turno dalla Zheng e cade in una spirale di risultati negativi inarrestabile, fermata solo ad ottobre con il successo al torneo di Linz. Intanto però è scesa al numero 5, ha saltato i Giochi per un infortunio a un pollice, si è ritirata dal Masters per un'infezione virale e ha sofferto di uno stiramento agli adduttori. Ed è innamorata di Verdasco. La settimana scorsa, a Brisbane, ha rischiato di perdere dalla Vinci prima di cedere nei quarti alla Mauresmo. Tornerà quella di giugno?

Vittorie, milioni, copertine e flirt. La più bella e una spalla rotta

Riccardo Crivelli, la Gazzetta dello Sport del 13.01.09

Al suo apparire, il tennis femminile non è stato più lo stesso. Una dea con la racchetta, perfettamente integrata nello star system, da russa di favolosa bellezza cresciuta però in Florida e abituata a pensare in inglese. Milioni e vittorie. II resto è venuto di conseguenza: contratti pubblicitari ricchissimi che dal 2005 ne fanno l'atleta donna più pagata al mondo (20 milioni di euro), flirt veri o presunti con colleghi e gente famosa (l'ultimo fidanzato ufficiale è Charlie Ebersol, figlio del gran capo della tv Nbc), inserimento tra le 50 donne più belle del mondo e una popolarità all'apice per il tennis femminile. Ma dietro al personaggio da passerella, si cela una giocatrice fantastica, imbattibile quando riesce a coniugare potenza, salute e concentrazione. A 17 anni Maria vince il torneo di Wimbledon, a 18 è numero uno, a 19 mette in carniere anche gli Us Open. Di soli premi ha già vinto 9 milioni di euro. Inizia il 2008 dominando in Australia, sembra la regina incontrastata del circuito, ma la spalla destra che la tormenta da tempo, sollecitata da quei gran colpi a tutto braccio, ad agosto le chiede il conto. Maria si ritira dopo il primo turno del torneo di Montreal, rinuncia ai Giochi e da allora non calcherà più un campo da tennis, malgrado lunghe cure fisioterapiche e un intervento chirurgico. «Ora sto bene», rassicura. Il mondo l'aspetta: la rivedrà

Ritornano le iraniane con una divisa speciale

Il Corriere della Sera del 13.01.09

Trent'anni dopo la rivoluzione, le tenniste iraniane torneranno a giocare un torneo internazionale grazie a una tenuta che le coprirà dalla testa (porteranno una «maghnaeh») ai piedi, come vuole la legge islamica vigente nel Paese. Le tenniste della neo-costituita squadra nazionale, scenderanno in campo nella Fed Cup a partire dalla fine di gennaio.
 

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“ Forse ho bisogno di stare di piu’ in campo. Ho giocato due incontri ad Abu Dhabi e tre qua. Non sono pochi, ma me ne servono di piu’. Adesso mi fermo, mi allenero’ qua e volero’ in Australia domenica. Questa sconfitta non mi preoccupa piu’ di tanto. Sto giocando bene, necessito solo di piu’ partite”
 

Rafa Nadal all’indomani della sua sconfitta contro Monfils

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Marat Safin con un occhio nero

Tennista o Pugile ?

Perth - Hopman Cup. Marat Safin si è presentato con un occhio nero ricordo di una rissa avuta a Mosca una settimana fa "Ero nel posto sbagliato al momento sbagliato. Ma ho vinto io". Aggiunge anche "Alla fine dell'anno mi ritiro. Il tennis non mi mancherà"

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