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Caporetto azzurra

4 sconfitte su 4 incontri per gli italiani impegnati quest'oggi. Seppi sciupa con Mathieu, Errani travolta da Serena, Pennetta e Santangelo non sono ancora al 100%. Ci resta  Bolelli, che stanotte sfida Tsonga. R. Commentucci

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E’ stata una brutta nottata per i colori italiani, nei tornei di preparazione dello Slam australiano. Mentre gli appassionati – salvo i più irriducibili - erano in braccio a Morfeo, i nostri 4 giocatori impegnati hanno rimediato altrettante sconfitte. Il torneo più importante della settimana si gioca a Sydney, dove va in scena un combined che ormai da anni funge da prologo alla kermesse di Melbourne. E’ un torneo che piace molto al nostro Seppi, che qui 3 anni fa ha ottenuto la sua prima semifinale Atp (battendo il padrone di casa Lleyton Hewitt) e lo scorso anno aveva superato il caldissimo Tsonga prima di arrendersi in un match lottato a Radek Stepanek. Purtroppo, è proprio quella subita da Andreas la sconfitta più amara della giornata (26 62 36), non tanto per lo spessore dell’avversario (l’incostante ma talentuoso Paul-Henry Mathieu può giocare un gran tennis, vanta un best ranking di n. 12 del mondo, e si era aggiudicato tutti e tre i precedenti con l’azzurro), ma per il modo in cui è venuta. Andreas infatti ha molto da recriminare. Dopo aver perso nettamente il primo set (ennesima partenza lenta) Andy era partito molto bene nel secondo, brekkando Mathieu nel game d’apertura e portandosi rapidamente avanti 4 a 0 per poi chiudere 62.
Purtroppo, Andy nella terza frazione non è riuscito a trasformare nessuna delle 8 palle break che si è costruito (una nel primo game, tre consecutive nel terzo, una nel quinto e ancora 3 quando il francese ha servito per il match) Inutile dire che Mathieu, dal canto suo, per una volta cinico, ha sfruttato l’unica occasione concessagli. I numeri del match sono davvero paradossali. Andreas in tutta la terza partita ha ceduto solo 6 punti sul proprio servizio, mentre è riuscito a conquistarne 25 su quello del francese. Ma alla fine il computo delle palle break recita 3 su 4 per Mathieu, 2 su 13 per l’azzurro, che paga ancora una volta la mancanza di freddezza nei momenti chiave dei match.

Sarà quindi il francese a testare lo stato di forma di Novak Djokovic, wild card e tds n. 1 del torneo, nel secondo turno.

Dal canto suo Andreas, che già era parso in discreta forma fisica a Doha, ha anche servito piuttosto bene (7 aces e un buon 61% sulla seconda palla). La speranza è che l’azzurro trovi il modo di essere protagonista a Melbourne, dove potrebbe anche acciuffare, in extremis, una testa di serie (Andy è in questo momento il 33° giocatore dell’entry list e fra coloro che lo precedono sono in odore di ritiro il tedesco Schuettler, infortunatosi a Chennai, e il ceko Stepanek, che ieri non ha concluso il suo match contro il francese Chardy).

Negli altri match, da segnalare le vittorie di Gasquet (che pare in ripresa) su Tursunov, dell’enfant du pais Lleyton Hewitt (4 volte vincitore di questo torneo) sul tignoso francese Benneteau e la sconfitta del sempre meno affidabile Berdych contro il bombardiere di casa Guccione.

 

Questa notte toccherà a Simone Bolelli, ultimo azzurro ancora in gara questa settimana, tentare la sorte contro il dioscuro transalpino Tsonga, in un match che si annuncia difficilissimo non solo per la qualità dell’avversario, ma anche per le sue caratteristiche tecniche. Le doti offensive del francese, infatti, solleciteranno moltissimo i colpi di sbarramento di Simone, la risposta e il passante, settori del gioco dove il bolognese non eccelle.

 

Nell’evento femminile, poca gloria anche per Sara Errani, che in questo inizio di stagione sembra la più in forma fra le azzurre, con la semifinale colta ad Auckland pochi giorni fa. Sara però non ha davvero molto da rimproverarsi: è stata rapidamente travolta (61 62 in 50 minuti di gioco) da Serena Williams, che dopo la prova non esaltante dell’esordio (faticosa affermazione sull’atletica australiana Sammy Stosur) sembra aver aggiustato il mirino: 9 aces in soli 8 turni di battuta contro un’ottima ribattitrice come Sara sono un discreto bottino.

 

Per il resto, a Sydney è stata una buona giornata per le inossidabili russe: vittorie per Safina (nel derby con la Dushevina ), per Dementieva su Gajdosova (che aveva sconfitto la nostra Knapp) e per Svetlana Kutsetzova, che è venuta a capo solo dopo una durissima lotta della estone Kanepi, una potente ragazzona insidiosa su questi campi. Bene anche Alize Cornet sulla pericolosa russa Kleybanova.

 

A Hobart, c’è delusione per la sconfitta (75 63) di Flavia Pennetta, testa di serie n. 1 del torneo, che qui difendeva la semifinale raggiunta un anno fa, per mano della emergente slovacca Magdalena Rybarykova, una solida 21enne, classificata intorno al 60 posto, che lo scorso anno è stata capace di scalare ben 220 posizioni. La buona prestazione di ieri contro la Peer non aveva completamente dissipato i dubbi sullo stato di forma di Flavia, che in questo inizio di stagione pare ancora piuttosto appesantita, forse per la dura preparazione effettuata a Barcellona assieme a Francesca Schiavone. L’azzurra dopo aver perso un primo set lottato, è andata sotto di brutto ( 4 a 0) nel secondo, ha tentato di recuperare ma ha finito per cedere 63. Flavia paga probabilmente una cattiva giornata al servizio, con una percentuale di prime palle inferiore al 50%. La speranza è che l’azzurra non stia sentendo troppo la pressione dell’ambiente, che si aspetta fortemente da lei, in questa stagione, il sospirato ingresso fra le prime 10, evento inedito nel nostro tennis femminile.

 

L’altra azzurra impegnata in Tasmania era Mara Santangelo, che è alla ricerca della migliore condizione dopo i guai fisici che la hanno tormentata lo scorso anno. Mara, attualmente 131 Wta, in tabellone grazie al ranking protetto, aveva agevolmente superato, nel primo turno, ciò che resta di Nicole Vaidisova, la bella ceka, ex top ten, alla quale non sembra davvero giovare, sul piano agonistico, la relazione sentimentale con il connazionale Stepanek. Oggi però la latinense non è riuscita a contrastare la mancina Benesova, altro prodotto della inesauribile scuola ceka, che si è imposta con un agevole 63 61. La Benesova è una tennista di buona qualità, ma Mara, mai in partita, è evidentemente ancora lontana dai suoi migliori livelli.

 

Peccato per le due azzurre, perché il tabellone allineato ai quarti di finale comprende ormai una sola testa di serie, l’argentina Dulko, mentre spadroneggiano le ragazzine terribili che continuano ad invadere il circuito femminile. Oltre alla Rybarykova, sono ancora in gara la giovanissima russa Anastasia Pavlyuchenkova, classe 91, allieva dell’accademia Mouratoglu, già 42 del mondo, che ha superato con un netto 64 61 la spagnola Suarez Navarro (giustiziera all’esordio di Anna Chakvetadze, sempre più in crisi), e la ceka Petra Kvitova, (classe ’90) altra tennista da tenere d’occhio, che si è sbarazzata della maggiore delle sorelle Bondarenko, Alona.

 

Infine, nell’altro Atp della settimana, quello di Auckland, c’era curiosità per il ritorno in un tabellone principale dello slovacco Dominik Hrbaty, che era dato in gran recupero di forma dopo la vittoria nella Hopman Cup, torneo di esibizione a squadre nazionali, ottenuta in coppia con Dominika Cibulkova. Al punto che qualcuno iniziava a preoccuparsi per il match di Davis che ci vedrà opposti alla Slavacchia, nel mese di marzo. Oggi però Hrbaty, opposto al talentuoso tedesco Kohlschreiber, è apparso ancora molto lontano dalla miglior condizione. Lento in risposta, poco mobile e falloso nello scambio, è stato dominato dal suo avversario, che si è aggiudicato il match con un nettissimo 61 62. Negli altri match, Gulbis batte Granollers e ora sfiderà la tds n. 1 Del Potro in un match che promette molto, mentre avanzano anche l’argentino Monaco e i qualificati Isner e Muller, due bombardieri sempre pericolosi su questi campi.

Roberto Commentucci

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