Niente rivincita contro Wawrinka. Fuori anche Santangelo e Errani. Avanza (a fatica) Murray. Bene le Williams. Ancora un'eliminazione al primo turno per Jelena Jankovic. Enzo Cherici
“Se uno il coraggio non ce l’ha, non se lo può dare”. Forse può sembrare eccessivo scomodare addirittura Don Abbondio e i Promessi Sposi per una partita di tennis, ma è davvero difficile non pensare al personaggio manzoniano dopo aver visto Andreas Seppi perdere il match contro Stanislas Wawrinka. Chiariamo subito: perdere contro lo svizzero si può. Eccome. L’elvetico è senz’altro giocatore superiore al nostro, quindi la sconfitta è nelle cose. Fa solo un pò rabbia la dinamica. Troppo uguale a quella di tante altre sconfitte patite dal nostro. Eppure Seppi era partito, una volta tanto, bene. Strappava al quinto gioco il servizio allo svizzero ed aveva anche due posisibilità per allungare sul 4-2. Sprecate. E si va così sul 3-3. Avanti allora coi servizi fino al dodicesimo gioco, purtroppo fatale al nostro giocatore: 7-5 Wawrinka. Anche nel secondo set Seppi riesce a portarsi avanti di un break, ma ancora una volta si fa subito riprendere. L’ultimo game dell’incontro è sintomatico del momento del nostro giocatore: esordio con doppio fallo; rovescio lungolinea mezzo metro fuori dal corridoio del doppio e dritto affosato a metà rete. Impossibile vincere quando si gioca così nei momenti decisivi. Il dato sulle palle-break convertite, sintetizza alla perfezione lo svolgimento della partita. Wawrinka: 4/5 (80%); Seppi: 2/12 (16.6%). Come dicevamo, impossibile vincere. I primi due Masters 1000, almeno per l’Italia, sono ormai alle spalle: nessun italiano è stato capace di raggiungere il...terzo turno!
Quest’oggi ha esordito anche nel torneo il quarto favorito del tabellone, Andy Murray. C’era curiosità per la sua prova, soprattutto per vedere se lo scozzese aveva saputo mettere alle spalle la dura sconfitta patita nella finale di Indian Wells contro Nadal. Appena sceso in campo, subito un inconventiente: il vento. Il fantasma di Indian Wells tornava ad aleggiare anche su Miami...Se si aggiunge a ciò che il suo avversario, l’argentino Juan Monaco, non sembrava affatto disposto a recitare la parte della vittima designata, ecco che il primo set si trasforma in una specie di incubo per lo scozzese, nervoso e falloso come non mai: 6-4 Monaco. Fortunatamente per lui, sia il vento che l’avversario non sono gli stessi di Indian Wells, così a poco a poco le gerarchie vengono ripristinate e Murray può vincere in scioltezza i successivi due set: 6-3 6-2 in suo favore. Ma dovrà crescere se vorrà prendersi la rivincita nell’attesissima semifinale (se tutto va come deve) contro Rafa.
Nel primo match della mattinata, David Nalbanidian aggiungeva un’altra perla alla sua vasta collezione di match sciagurati. Riusciva nella titanica impresa di farsi rifilare un 6-1 6-3 dal serbo Victor Troicki, buon giocatore, ma decisamente inferiore ad un Nalbandian appena appena accettabile. L’impressione avuta è che l’argentino non abbia ancora cancellato dalla mente i 5 matchpoint sprecati contro Nadal nel deserto californiano. Basti pensare che ha servito il 30% di prime per comprendere come con la testa fosse altrove. In compenso ha convertito zero palle break su sei: peggio di Seppi!
Anche dal torneo femminile non arrivano purtroppo belle notizie. Mara Santangelo è stata sconfitta in due set (7-5 6-3) dalla cinese Peng, giocando comunque una buona partita. Brutta battuta d’arresto invece per Sara Errani, sconfitta abbastanza nettamente (6-4 6-3) dalla tedesca Groenefeld, avversaria senz’altro alla portata della nostra giocatrice. Ma anche Sara non sembra nel suo miglior momento.
Esordio senza problemi per le sorellone Williams. Serena ha liquidato in due rapidi set (6-2 6-3) la connazionale Alexa Glatch. A parte qualche momento di distrazione (due servizi ceduti) partita senza particolari patemi per la prima favorita del tabellone. Compito, sulla carta, più arduo per Venus, che doveva vedersela con la sempre insidiosa israeliana Shahar Peer. Prestazione tutto sommato convincente da parte della sorellona maggiore, che ha sbrigato la pratica in relativa scioltezza: 6-3 6-3 in 1h28.
Enzo Cherici
Martina Navratilova e Gabriela Sabatini. Una coppia da favola è tornata in campo... sfortunatamente solo per un'esibizione!