Traduzione a cura di Paola Pizzo - 24/06/2009
Le sue gambe hanno fatto furore nel circuito tanto quanto il suo dritto, il più bello del tennis femminile. A 40 anni, compiuti di recente lo scorso 14 giungo, Steffi Graf è tornata sui campi per consegnare la coppa del Roland Garros a Svetlana Kuznetsova.
Si compie il decimo anniversario dal suo ultimo titolo del Grand Slam conquistato sulla terra rossa del Roland Garros. Le ha riportato alla mente molti ricordi sedersi in prima fila nello Philippe Chatrier, durante la finale femminile tra Dinara Safina e Svetlana Kuznetsova?
Chiaramente ho avvertito una certa nostalgia dei tempi in cui giocavo, perché si è trattato di 17 stagioni da professionista. Ma il passato è passato e adesso ho una vita diversa, più tranquilla e lontana dalla racchetta.
Cosa ricorda di quella memorabile partita contro Martina Hingis, in cui ha dovuto rimontare un set di svantaggio?
Ancora sento le gambe farmi male. Arrivai in finale molto stanca perché mi portavo dietro una lesione muscolare. Anche i medici mi dissero che non potevo giocare a Parigi. Presentarmi davanti alla Hingis per me fu già una vittoria. Quello che è successo dopo, rovesciando il risultato, appartiene alla mia storia privata.
Non l’abbiamo più vista ad un torneo da quando si ritirò nel 1999. Perché?
Ero stanca dei tanti viaggi. Sapevo che, una volta fuori dalla competizione, avrei voluto rilassarmi ed essere soltanto una madre di famiglia. Oggi, la mia più grande vittoria è vedere giocare Jaden Gil a baseball con suo padre, nei fine settimana. La verità è che non tornavo ad un torneo da quando ho appeso la racchetta.
Lei e suo marito Andre Agassi formate la coppia più celebre del tennis mondiale. Ricorda come vi siete conosciuti?
E’ qualcosa che non si può dimenticare. Ci eravamo incrociati migliaia di volte nei diversi tornei ma non avevamo mai parlato, almeno fino a quando abbiamo condiviso il campo per l’allenamento a Miami, precisamente 10 anni fa. Ci siamo ritrovati un’altra volta al Roland Garros e da lì è cominciato tutto.
Cosa è maggiormente cambiato nella Wta dai suoi anni ad ora?
Ci sono più giocatori che optano per i grandi trofei e la pallina va molto più veloce. Si nota che sono più forti e che curano al massimo l’aspetto fisico.
Possono colpire molto forte…ma ha incontrato un dritto come il suo?
(Ride) Al momento no, anche se è difficile fare un paragone dal momento che seguo il circuito a distanza, dalla televisione.
Le è piaciuto come hanno giocato a Parigi la Kuznetsova e Safina?
E’ stato brutto perché Dinara non ha mai smesso di soffrire durante tutto l’incontro e mi sono messa nei suoi panni. Ha sempre avuto le spalle molto alte e questo è un brutto segno.
Lei ha vissuto un’esperienza simile?
Molte volte. Nessuno scappa alla pressione di quel preciso momento. Nel mio caso, provavo a rilassarmi pensando a cose che potevano darmi piacere, come stare in vacanza sdraiata sulla spiaggia. A volte funzionava a volte no.
La Spagna giocherà i quarti della Coppa Davis contro la Germania ed è data per favorita. Che succede nel suo Paese, che non sforna giocatori dall’epoca d’oro della Graf e di Boris Becker?
Sono troppo distante per sapere come lavora lì la federazione. Sono in contatto con diversi tecnici, ma non c’è una spiegazione chiara, anche se la situazione mi sembra deludente da dopo i risultati conseguiti alla fine degli anni Ottanta e Novanta.
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23 Giugno 1990
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Tratto da: On This Day in Tennis History di Randy Walker
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