Wimbledon

Schiavone, una partita perfetta

La nostra giocatrice ha sfruttato al meglio tutte le occasioni concesse dalla francese Razzano. E nei quarti contro la Dementieva ha l'occasione per riscrivere la storia del tennis femminile di casa nostra. Rino Tommasi

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 Finalmente, all’inizio della seconda settimana, sono cadute alcune gocce di pioggia. In altri tempi non ne avrei nemmeno parlato ma gli organizzatori di Wimbledon, che hanno investito miliardi nella costruzione di una copertura sul campo centrale, hanno salutato come un evento la sospensione del gioco che a metà pomeriggio ha portato sul campo centrale Dinara Safina ed Amelie Mauresmo.
Per noi però l’evento principale si era già verificato con la qualificazione per i quarti di finale di Francesca Schiavone che non si è accontentata di essere l’unica italiana a raggiungere il quarto turno ma ora ha davanti a se traguardi più ambiziosi ed importanti.
Infatti se, dopo aver battuto in due set la francese Virginie Razzano, la nostra giocatrice riuscisse a superare anche Elena Dementieva ed a raggiungere la semifinale otterrebbe il miglior risultato nella storia del nostro tennis femminile.
Gli annuari ci ricordano come nelle semifinali di un torneo dello Slam ci siano già arrivate due italiane ma in epoche e situazioni molto diverse da quelle attuali. Nel 1930 Levi Maude, che troviamo al quarto posto nelle classifiche italiane prima che si trasferisse – via matrimonio – negli Stati Uniti, giunse in semifinale a Forest Hills. Ugualmente nel 1954 Silvana Lazzarino è arrivata in semifinale al Roland Garros dove purtroppo ha trovato una Connolly assolutamente ingiocabile che le concesse solo un game..
Ieri la Schiavone ha giocato una partita perfetta. Dal 2 a 1 per la Razzano nel primo set ha infilato cinque giochi consecutivi aggiudicandosi il primo set per 6-2. Non è stato facile, però, togliere due volte il servizio alla francese. Per riuscirci Francesca ha avuto bisogno di 8 palle break, cinque sul 2 pari ed altre tre su 4 a 2 in proprio favore.
La partita si è probabilmente decisa quando la Schiavone si è salvata da 0-40 sul 3 a 2 per la sua avversaria. Ha giocato però molto bene le tre palle break e le due successive, ha portato il secondo set al tie-break e lo ha giocato ai limiti della perfezione aggiudicandoselo per 7 punti a 1.
Oggi la Schiavone affronta la Dementieva con la quale ha un bilancio di 4 vittorie per parte che quindi lascia alla nostra giocatrice una discreta quota di possibilità.
Per i quarti di finale del singolare femminile, si sono naturalmente qualificate le due Williams, che rimangono le mie favorite per un posto in finale. Fa novità la presenza di una giovane tedesca, Sabine Lisicki , 19 anni, che ha battuto la più quotata danese Wozniacki. Secondo pronostico le vittorie della Radwanska sulla Oudin e della Azarenka sulla Pettrova mentre Dinara Safina ha recuperato da 0 a 3 nel terzo set per battere Amelie Mauresmo, una ex vincitrice di questo torneo.
Esaurito il capitolo donne, che giocano oggi i quarti di finale, posso occuparmi del singolare maschile dove Roger Federer, che ha battuto per l’undicesima volta su 11 incontri lo svedese Soderling, suo avversario anche nella recente finale del Roland Garros. La partita è stata piuttosto equilibrata ma Federer ha giocato meglio i punti importanti vincendo il secondo ed il terzo set al tie-break.
Nei quarti Federer troverà un avversario scomodo come il croato Karlovic che pur limitandosi a 35 aces ha battuto in quattro set (tre decisi al tie-break) lo spagnolo Verdasco. In tre dei quattro matches giocati Karlovic non ha concesso nemmeno una palla break ottenendo complessivamente 137 aces.
Nel pieno rispetto del pronostico Djokovic ha liquidato l’isareliano Sela, già felice di essere arrivato al quarto turno, mentre Haas ha imposto la sua maggiore solidità al russo Andreev, che aveva eliminato il nostro Seppi.
Ancora una volta l’australiano Lleyton Hewitt si è confermato il miglior fighter con racchetta recuperando due set di svantaggio ma dominando gli altri tre contro il ceko Stepanek.
Forse si tratta di un caso ma che la resurrezione, tra l’altro su erba, di uno specialista della terra come lo spagnolo Juan Carlos Ferrero, che ieri ha battuto il francese Simon, sia avvenuta in un torneo disertato da Nadal, che gli aveva tolto il titolo di Re di Spagna, fa pensare.
 

Rino Tommasi

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