S.Lisicki b. C.Wozniacki 64 64
Traduzione di Alessandro Mastroluca
D.Oggi e per tutta la settimana hai giocato molto bene. Sei stupita di te stessa?
R.Assolutamente sì. Sono sorpresa di quanto lontana sia arrivata e del fatto che ho iniziato a giocare davvero bene. Ma credo che il primo match sia stato la chiave di tutto: ero stata a due punti dalla sconfitta eppure sono riuscita a vincere. Dopo quella partita ho inziato a giocare sempre meglio e credere di poter far bene. Oggi mi sentivo bene. Anche ieri e stamattina riuscivo a colpire con solidità Penso sia stata un buon match.
D.Con un servizio come il tuo, è un bene sapere di avere un asso del genere nella manica, sapere di poter contare su un'arma così efficace e chiudere semplicemente i punti importanti?
R.Assiolutamente sì. Oggi non sono mai stata brekkata. Sono andata sotto 0-40 ma sono comunque riuscita a tenere il servizio in quel game. Penso che per me sia importantissimo avere un servizio così, so di poterci contare.
D.Hai cominciato a pensare di poter arrivare in fondo? Non ci sarebbero ragioni per non farlo dati gli ultimi due risultati.
R.Penso un match alla volta. Ero molto felice di aver battuto Svetlana, ho lottato molto per vincere quell'incontro. Arrivando alla seconda settimana, non ho niente da perdere. Sto giocando il mio miglior tennis, sono felice e sento di poter fare ancora meglio.
D.Probabilmente sei la giocatrice tedesca migliore dai tempi di Steffi Graf. Hai avuto qualche collegamento con Steffi, qualche messaggio da parte sua?
R.Sì, conosco Steffi di persona, l'ho incontrata. E' davvero una persona gentile, simpatica. E' un grande idolo.
D.Anche Tommy Haas ha vinto. Ci sono due tedeschi nei quarti. Che conseguenze può avere questo per il ritorno del tennis in Germania?
R.Penso sia straordinario. Da quando ho vinto Charleston, c'è molta attenzione in più nei media tedeschi. Sono convinta che sia un gran passo avanti. C'è di nuovo una gran copertura televisiva dei tornei maggiori. E naturalmente il miglior modo di mantenere alta l'attenzione è giocare bene.
D.Ho letto che il tuo libro preferito è l'autobiografia di Lance Armstrong. Cosa ti piace particolarmente di quel libro?
R.La voglia di lottare.
D.Se non sbaglio, l'anno scorso hai perso al primo turno a Wimbledon. Forse era troppo presto per giocare qui?
R.L'anno scorso era la mia prima volta a Wimbledon, in realtà era la mia prima volta sull'erba in assoluto. Non avevo esperienza. Non sapevo proprio cosa aspettarmi e come giocare. Quest'anno però ho imparato molto, anche se ho perso a Eastbourne, ho continuato ad allenatmi tanto perché volevo faree del mio meglio ed arrivare il più lontano possibile. Volevo vincere la mia prima partita.
D.Ora ti piace?
R.Sì (ride).
D.Al di là del servizio, qual è la parte migliore del tuo gioco, secondo te?
R.Credo di avere un buon diritto. I miei colpi da fondo stanno diventando sempre più solidi, e secondo me è fondamentale per salire in classifica. L'anno scorso avevo questi buoni colpi ma non riuscivo a giocare match solidi. Penso di esserci riuscita per la prima volta a Charleston. E ho dimostrato a me stessa che posso battere le big e giocare con continuità in un torneo. E sta andando bene.
D.Mi sembra che in un momento ci sia stato un piccolo scontro tra voi due al cambio campo. Cosa è successo?
R.Non lo so. Abbiamo cambiato campo in continuazione e io passavo sempre a sinistra, lei a destra. Non lo so, ad un certo punto lei è passata improvvisamente dalla parte in cui io andavo di solito e ci siamo, come dire, scontrate. Ma non è importante per me.
D.Tu non sembravi troppo contenta. Hai protestato anche un po' con l'arbitro.
R.Io?
D.Sì.
R.No, è stata lei a discutere col giudice di linea. Io pensavo solo al game successivo.
D.Dove sei cresciuta e come ti sei appassionata al tennis?
R.Sono cresciuta vicino Colonia. Ho iniziato a giocare a tennis quando avevo circa sette anni e mezzo. Giocavo due ore e mezza la settimana, poi sempre di più Mi divertivo. Così mio padre iniziò a portarmi ai campi e ad allenarsi con me. Quando le prospettive si sono fatte più serie ho avuto qualche problema con la scuola e così ci siamo trasferito a Berlino dove potevo continuare a fare sport a scuola, cosa impossibile nella cittadina in cui vivevamo. Alla fine ha funzionato. Poi ho deciso di abbandonare la scuola, dopo il periodo dell'obbligo. Volevo iniziare a giocare e vedere che sarebbe successo.
28 Giugno 2007
L’era di Tim Henman giunge alla sua conclusione a Wimbledon in quella che diventerà la sua ultima partita ai Championships, persa contro Feliciano Lopez al secondo turno con il punteggio di 7-6 7-6 3-6 2-6 6-1.
Tratto da: On This Day in Tennis History di Randy Walker
Era tanta la voglia di provarlo che sono bastate due gocce d'acqua per farlo chiudere