Wimbledon

Anche Tommasi sa distrarsi

Al commento della splendida vittoria di Francesca, Rino confonde qualche numero e qualche nome: capita anche ai migliori. A Marianella non piace il tennis di Karlovic. Marcos

Dimensione testo Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande

“Prima palla break per la francese. Ce ne sono tre, ma è la prima”

Al servizio la francese: “Ed ecco che inizia. Giocatrice piuttosto aggressiva, non è sicuramente una regolarista. Bell’atleta, se non bellissima fanciulla”, Gianni inizia così, descrivendo Virginie. “Al recente Roland Garros, la Razzano aveva battuto la nostra Garbin per 75 75”, Rino, invece, inizia così, badando ai numeri. Clerici evidenzia il “servizio a invocazione” della transalpina: come usa fare Roddick, la racchetta si alza subito verso l’alto, senza compiere l’arco completo. Un po’ come si fa nella pallavolo. Alla fine del terzo game, il maestro commenta: “Sì…forse qualche errorino di troppo di Schiavone. D’altra parte, Razzano è sempre molto aggressiva”. Francesca, malgrado due doppifalli e poche prime in campo, riesce, però, a pareggiare i conti: 2 pari.

Clerici si sbilancia quasi subito: “Schiavo, come la chiamano gli amici, potrebbe benissimo farcela: ha più varietà di colpi e maggior sensibilità”. “E maggiore esperienza nelle partite importanti”, aggiunge il vecchio amico. Nel quinto game: “E bè…è un bel salvataggio, questo…”, “…tant’è vero che l’altra sbaglia: 0030!”, finisce Rino, che anticipa il break. Razzano, nonostante un paio di bellissimi scambi vinti, infatti, ai vantaggi deve soccombere: 3 a 2 e servizio per Francesca. Giocando con encomiabile grinta, la nostra conquista il sesto game con estrema facilità, ingannando Tommasi: “E siamo 5 a 3 per la Schiavone…no, siamo 4 a 2”. “Rino…ti confondi con le tue speranze!”. Gianni continua: “Francesca ha più armi. Basta che riesca sempre ad utilizzarle. E, poi, mi pare che Razzano, alla terza o alla quarta accelerazione, sbagli”. Rino domanda: “Vedi che questo taglio di rovescio dà i suoi risultati?”. Il collega risponde: “Eccome…eccome!”. Le due tenniste, ora, lottano disperatamente e, tra un chop di dritto ed un back di rovescio, Francesca allunga: “5 a 2 pesante!”. L’italiana si appresta a servire per il set ed, al termine dell’ottavo gioco, Tommasi si distrae ancora: “E questa volta è bastata la prima palla break e, quindi, il primo set point a Francesca Schiavone, che vince il primo set per 62. Insomma…piuttosto nettamente!”. Di palle break, considerato che era al servizio Francesca, non se ne sono viste. Confermo, invece, che la nostra ha vinto la prima frazione al primo set point.

“I giapponesi non hanno molti giocatori, ma molti fotografi. Hanno, però, tante donne nel circuito”. Lo scriba precisa: “E’ la loro tradizione: gli uomini sono troppo impegnati nel lavoro”. In Giappone, quindi, per questioni di tradizione, il tennis professionistico non è considerato come un lavoro. Nel quarto game, Francesca chiude uno stupendo smash da fondo campo: “Ricordiamo Giordano Maioli, miglior giocatore per lo smash al rimbalzo”, Rino e le sue straordinarie citazioni. Gianni si emoziona: “Bravissima! Una volleina, finalmente…così va fatta: brava leonessa! Ideale…le ragazze, ormai, anche quando non c’è bisogno, usano sempre questo schiaffo! In certi casi, la volleina è quanto si deve fare”. Tutto giusto, maestro...e si ricordi che può continuare a chiamarla leonessa!

http://multimedia.quotidianonet.ilsole24ore.com/?tipo=media&media=7016

Virginie, comunque, riesce a tenere il servizio: 3 a 2 per lei. “E per una volta, dopo quattro dritti in accelerazione, invece di sbagliare, Razzano porta a casa il punto!”. Tommasi va al sodo e gioca coi numeri: “Prima palla break per la francese. Ce ne sono tre, ma è la prima”. Per la precisione, Francesca si trova al servizio sul punteggio di 0040. Con due ottimi servizi ed una stupenda volée di dritto in diagonale, la nostra si salva e raggiunge la rivale sul 3 pari, mentre Gianni annuncia la vittoria di Roger su Soderling. Schiavone, correndo a rete per chiudere una volée alta di dritto, senza aspettare il rimbalzo, conquista anche il 4 pari: “Bravissima...ha un senso dell’anticipo che non è che si trova per strada: brava, brava”, commenta Clerici. Purtroppo, devo smentire il vate: nella mia lunga esperienza cittadina, ho riscontrato che il vero senso dell’anticipo si trova proprio per strada. Al semaforo rosso, infatti, quando ci sono almeno due automobili affiancate (immaginatevi un’alfa nera ed una golf grigia), i due piloti si mordicchiano nervosamente le labbra, scrutandosi per un attimo bellicosi, prima di tornare con lo sguardo fisso sul semaforo: quando scatta il giallo per i pedoni che stanno attraversando, noncuranti della vecchia ancora in carreggiata, premono l’acceleratore per far tuonare i cavalli, pronti a scattare per vincere la gara dei primi venti metri. Qualche millesimo prima del verde, i due assi del volante evitano la rissa, lasciando sull’asfalto un paio d’etti di copertone, mostrando all’attonita cittadinanza un gran senso dell’anticipo. La strada è maestra di vita.

Tommasi, tradito dalla regia, si confonde ancora: “5 a 4 per la Razzano, dopo un’ora e un quarto. Noi ci fermiamo…No, non ci fermiamo. Insomma, questa Schiavone inizia a sbagliare troppo poco…”. Il collega lo aiuta: “Questa Razzano, forse, volevi dire…”. “Eh, sì…volevo dire”. Gianni è in splendida forma: anticipando l’esito di uno scambio, sottolinea un ottimo contropiede di Francesca. 5 pari. Poi, continua: “Bisogna vedere se alla fine di questo set, come dici tu, Rino, l’esperienza della Schiavone può essere decisiva. Io non sarei particolarmente tranquillo se si arrivasse al terzo set”. Le due, nel frattempo, si portano al tie break. Inizia a servire Virginie. “Bravissima!”, Clerici entusiasta. “Bello questo taglio: 1 a 0 con minibreak!”, conferma Tommasi. Gianni si sorprende del doppiofallo francese: “Ollallallalà! Questa era inattesa…”, 3 a 1 per la nostra. E continua: “Una volée che doveva essere decisiva: buon per noi e per Francesca…aveva il campo aperto, Virginie”. “4 a 1 pesante. Come il dritto che ha seguito questo servizio: 5 a 1!”. Rino sente la vittoria: “Eh sì! Il taglio di rovescio rende difficile il passante alla francese: cinque match point per la Schiavone”. Gianni si emoziona per l’ultima volta: “Gran drop e volée decisiva! Bravissima!”. Tommasi prova a chiudere: “E vince Francesca Schiavone! Grande prestazione: abbiamo una giocatrice ai quarti di finale. L’ultima volta capitò a Silvia Farina, contro Clijsters. Ha giocato benissimo il tie break”. Clerici, però, dice l’ultima: “Francesca ha giocato l’intera partita con lucidità e coraggio”.

Tommasi: 6
Clerici: 7
Schiavone: 9
Razzano: 6 e mezzo

Verso sera, ho seguito qualche game tra Karlovic e Verdasco. Commentavano Marianella e Reggi. Il cronista non ne poteva più: “A Karlovic levi il servizio e non entra nei primi duecento del mondo: sicuro. Se gli levi il servizio, non sa far niente. A parte sua moglie, i suoi genitori ed il suo coach, non c’è nessun altro a cui piaccia il suo modo di giocare”. Sembrano giudizi se non altro affrettati: mi pare, infatti, che porti anche un discreto rovescio in back (adeguato per l’erba), che il suo dritto (poco utilizzato, oggi, grazie alla strategia dello spagnolo) sappia veramente incidere (ha salvato, con una splendida riposta anomala, un fondamentale set point) e che sappia, generalmente, coprire bene la rete. Si è ben capito che a Marianella non piace Karlovic, ma io penso che Ivo abbia i suoi estimatori ed i suoi tifosi, oltre a sua moglie, al suo coach ed ai suoi genitori. Poi…se togliessimo il servizio a Roddick? Il rovescio a Gasquet? Il servizio ad Ivanisevic? La grinta a Nadal? La volée a Henman? La corsa a Ferrer o ad Emilio Sanchez? Io penso che il tennis possa sopportare qualche giocatore che costruisce la sua classifica grazie ad un colpo solo, o ad una sola caratteristica.
 

Marcos

Cerca nel Web

Ubi TV

Wimbledon 2009: gli ottavi di finale

Accadde oggi...

1 Luglio 1977

Virginia Wade vince il titolo a Wimbledon nell’anno del centenario dei Champioships battendo l’ olandese Betty Stove 4-6 6-3 6-1 in finale.

Tratto da: On This Day in Tennis History di Randy Walker

LA FOTO DEL GIORNO

Wimbledon

La novità a Wimbledon

Il nuovo centrale come appariva durante l'incontro tra Murray e Wawrinka